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24/06/2018
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Ortalli

Se ne parla

Freiberger
ovvero la passione per l'eccezionale.

Ivo Baldisseri

Eccezionale inteso come contrario del mediocre, dell'ordinario, del così fan tutti. Non sia mai per Vittorio Ortalli e la sua famiglia.  Il tocco dello straordinario lo inaugurò a fine ottocento un altro Ortalli, anche lui di nome Vittorio, entrato a piè pari nell'aristocrazia di quella portentosa idea di  condimento balsamico che a Modena dell'aceto IGP ne fanno l "oro nero". Oggi, alla quarta generazione, la mano è passata ad Andrea, che trovando angusti i confini regionali e nazionali, guardando al mondo intero sale sul cavallo dei Pont Creus del gruppo internazionale " Borges" che, insieme - come amano descriversi - da oltre 120 anni coltivano la internazionalizzazione dei valori e della cultura mediterranea.

A proposito di cavalli, altra magia è da intestare all'attuale Vittorio Ortalli che, chissà perché, fra tutte le razze di cavalli belle e pronte, titolate e paludate, si è invaghito di una quasi sperimentale selezione di cavallo  evoluto appena a fine ottocento in Svizzera partendo da cavalle Giura locali. Ecco il Freiberger o, per noi, il Franches-Montagnes. Facile a dirlo. Come è facile oggi apprezzare la valenza dell'allevamento privato nell'azienda agricola "Ortalli - Giacobazzi" diretto da Vittorio nelle colline di Jano di Scandiano (RE) che raccoglie più di un centinaio fra i migliori capi selezionati, tutti iscritti all'albero genealogico.

Ma la storia del cavallo Franches-Montagnes in Italia ed il cammino di Vittorio Ortalli affianco di questa razza è avvincente e spiega l'arcano di tale innamoramento che dura da cinquant'anni e che trova i prodromi nell'infanzia quando a soli 5 anni Vittorio (il nonno) regalò al nipotino una coppia di asinelli (equus asinus variazione albina) dell'Asinara. Non sia mai!  Oggi, nei pascoli di Jano di Scandiano brucano almeno 50 candidi asinelli. Fresco di studi Vittorio si dedica allo sviluppo dell'azienda agricola imbattendosi nella dura realtà dell'agricoltura di media collina per di più con terreni poveri ed argillosi. Mira all'alta qualità sospinto dalla passione per la terra e le sue tradizioni. Ma dagli allevamenti di vacche e maiali (in provincia salumifici e latterie si fregiano di grandi marchi) tenta quello delle pecore da latte per passare poi a quello dei cavalli.

Il clima padano è severo; autunni nebbiosi, inverni freddi ed umidi con presenza di neve, estati afose ed umide, ampia escursione termica tra le stagioni estive e quelle invernali. Vittorio prova e studia. Nelle cronache dell'azienda agricola passano cavalli della razza avelignese e murgese, ed anche il cavallo agricolo italiano da tiro pesante rapido (TPR). Tutti subirono le condizioni di acclimatazione e la povertà di pascolo ai margini dell'appennino. Le ricerche di Vittorio lo portano in Svizzera dove si imbatte o per meglio dire, punta sul Freiberger, una razza locale, giovane, forte ed aggraziata da incroci condotti fino agli inizi del '900 e da una cinquantina d'anni selezionata solo per gli esemplari di razza pura.

La zona calanchiva del pedo-appennino emiliano richiamano l'ambientazione delle terre d'origine ed il Freiberger vi si adatta abbastanza bene. Regge al meglio i fattori climatici e bene esprime flessibilità che ne fanno un cavallo con una sfilza di definizioni; rustico, docile, energico, polivalente, volenteroso, economico, meso-brachimorfo (a metà strada tra il cavallo da tiro, da sella e da carrozza). Come dire: una fortuna di cavallo.
La storia continua ed oggi l' Ortalli-Giacobazzi è il più grande allevamento privato della razza Freiberger  o, con altro nome Franches-Montagnes i cui esemplari sono apprezzati in ambiente ricreativo, nel turismo equestre, negli attacchi sportivi e nell'handicap.

Sono convinto che nonostante il rigore delle regole di selezione, solo rari sfortunati capi, con miseranda fine arrivino sulle tavole dei ghiottoni di carne equina.
Mi piace ricordare pubblicamente il meravigliato stupore provato nell'occasione di una mia visita a Jano di Scandiano (RE). Ambiente rustico aggraziato da ordinate disposizioni all'aperto di recinti con misurato numero di cavalli, panorami ampi, percorsi conservati nella semplice bellezza naturale.


Da qui è uscito il Franches-Montagnes arruolato dallo squadrone Corazzieri del Quirinale. Ed anche Fleur de Lys, donata a Karol Voityla, al secolo Sua Santità Giovanni Paolo II
E c'é di più. Oggi, a successo affermato, Vittorio Ortalli non molla. La passione è passione. Traspare da ogni sguardo alla sua terra - tra l'inquisitore e l'amorevole - con occhio attento al particolare da migliorare, al progetto da perfezionare, il pensiero veloce a rincorrere idee e correggere sia pur minime imperfezioni.


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