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29/11/2020
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Stalloni di Catania

Cavalli

IL REGIO DEPOSITO STALLONI DI CATANIA  
        G. MAGNANI 1938

Il Deposito Cavalli Stalloni di Catania sorse nell'anno 1864. È l'unico per la Sicilia e si può affermare che ad esso è dovuto il vero miglioramento dell'ippicoltura sicula. In Sicilia prevale l'Orientale Africano ciò che ci spiega certe caratteristiche che tuttora permangono nel cavallo siciliano. Il fatto si deve ad importazioni greche, libiche, numidiche, cartaginesi, saracene, spagnole. La immissione di tutto questo materiale è stata operata da tutte le dominazioni che si susseguirono nell'Isola. È celebre la passione delle corse in Sicilia prima ancora dell'Epoca Cristiana: esse erano gli spettacoli più belli del mondo. I Romani, i Greci, stupivano nel vedere come i giuochi equestri fossero meglio organizzati che nella stessa Grecia. Il cavallo più veloce in quel tempo era il Berbero, il Numidico e questo ci spiega perchè furono poi prescelti e preferiti all'Asiatico, nella costruzione del puro sangue inglese. Fu tanto il materiale arabo puro importato in Sicilia che ne derivò il famoso cavallo di Agrigento, fonte di magnifici riproduttori a cui si poteva benissimo attingere, come difatti vi attinsero gli Inglesi. Il cavallo Siciliano era briosissimo, elegante, resistente, fin dai tempi più remoti, ed era il più veloce dei cavalli allora esistenti.

All'epoca della dominazione saracena, a cui il mezzogiorno ippico deve molto, seguì la dominazione spagnola.
I Re di Napoli costituirono la “Razza Reale della Ficuzza” collegata con altre razze meridionali dei Borboni. Detta razza raggiunse il suo apogeo sotto Francesco I di Borbone. Alla Ficuzza furono mandati i più bei cavalli di derivazione orientale.
Rinomatissime tra le più antiche mandrie, di proprietà privata, quelle del Principe di Butera, di Belmonte, di Villa-franca, del Barone Cammarata del Bastoncello. Nell'anno 1835 la Ficuzza veniva abolita e di qui s'inizia il periodo di decadenza, accentuata dalle vicissitudini politiche e dalla predominanza del tornaconto, fino alla unificazione del Regno. L'ippicoltura siciliana ha avuto tre periodi: 1°) periodo classico ascendente della prosperità caratterizzato dall'impiego del puro sangue arabo; 2°) periodo tortuoso, quando si ebbe la pretesa di elevare la statura con l'impiego di razze di maggiore mole col risultato di una produzione degenerata: 3º) ritorno alla fonte. L'ambiente ha in Sicilia un'influenza nettamente dominatrice sulla produzione isolana. L'ambiente (costituzione geologica, quantità e qualità dei foraggi, clima, ecc.) è un fenomeno che, se si può correggere in parte, non si vince ed influisce enormemente sulla produzione.
La storia è maestra della vita: in Sicilia si sono provate tutte le razze per aumentare la statura, ma i risultati sono stati sempre cattivi perchè, quelle cause ambientali che influiscono dannosamente nella prima vita dell'animale, si ripercuotono in misura maggiore sui prodotti di razza di maggiore mole: questi dovrebbero trovare condizioni più favorevoli di quelle in cui invece si adatta l'Orientale. In tempi più recenti si è cercato di ricondurre l'allevamento siciliano alle sane tradizioni del passato. Bisognava ritornare all'antico, usando l'orientale, salvo in quelle zone in cui, essendo lecito sperare oltre che nell'ambiente migliore nelle cure migliori degli allevatori, l'uso del puro sangue inglese poteva ritenersi appropriato.


Ora, eliminati tutti i cavalli di mole, il Deposito Cavalli Stalloni della Sicilia, impiega per la monta scelti stalloni di puro sangue orientale, anglo-orientale e di puro sangue inglese, nonchè soggetti derivati da tali razze.
Tra i puri sangue arabi e orientali che hanno funzionato in Sicilia meritano di essere menzionati Marko, Arbaia, Arba U Arbain, Arba U Kamsin, Leo, Sitta U Settin, Kamsin U Arbain, e tra quelli introdotti in epoca più recente Kadyb, Militaire, Raye, Mattaye.
Dei puri sangue inglesi sono degni di ricordo Mucheron, Menestrel, Tocsin, Loveland, Saint Caprais, Jean De Nivelle, Branchido, Giulio Romano, Aquilone, Frak, Velez, Van Dyck, e tra quelli introdotti in epoca recente Pavone, Pero, Paris Sport, Gomagoi, Roi du Ciel, Emanuele Filiberto, Scopello, Aroldo, Orleans II.
Funzionano inoltre numerosi stalloni nati ed allevati in Sicilia fra i quali vi figurano: P. S. Or.: Corvo, Gilfy, Folgore, Capriccio, Iorio, Febo II, Imene, Intrepido, Greco di Gerace, Lampo, Ghemme, ecc. P. S. A. Or.: Adone, Biancofiore, Sangiovese, Vermouth, Orvieto, Icaro II, Ippo, Irminio, Leandro, L'Albanello, Generoso II, ecc.
Derivati Orientali ed Inglese: Grillo, Capri, Bersagliere, Ferenico, Giotto, Buttafuoco, Imperatore, Lampo, Lambrusco, Aniceto, Est Est Est, Gitano, Grappa, Genioso, Ideale. Insomma, Ionio, Icaro I, L'Eros, Littorio, Lauro, Lanciellotto, ecc.
Il Deposito all'atto conta 142 cavalli stalloni così suddivisi per razza: P. S. Arabi e Orientali 22; Puri sangue Inglese 13;
Puri sangue Anglo-Orientale 22; Derivati Orientali e Inglesi 85.


Il territorio siciliano non ha, ippicamente, la medesima importanza ovunque. La zona occidentale ha un allevamento frastagliatissimo (produzione base quella mulina). Ma la meraviglia della Sicilia, dove esiste del materiale bellissimo, prezioso, posto a base del miglioramento siciliano, è la zona della Piana di Catania (Militello, Mineo, Palagonia, Grammichele, ecc.). Qui si hanno i migliori allevamenti del puro sangue orientale anglo-orientale e derivati, e poichè si può contare su un migliore trattamento, vengono impiegati anche stalloni di p.s.a.or. e di p.s.i. Vi sono allevamenti di gloriosa tradizione in cui furono importati direttamente dall'Arabia gli stalloni per produrre questo cavallo siciliano distinto, che è veramente bello e superbo.
Dei puri sangue orientale nati in PROVINCIA DI CATANIA nulla hanno da invidiare a quelli che è possibile trovare ai margini dell'Arabia e in altre zone d'Europa. Belli, ottimi anche i cavalli di derivazione anglo-orientale puri o meticci. Altra zona, affermatasi da poco, è l'ex Contea di Modica, oggi Provincia di Ragusa. Qui tutto il bestiame ha grande rinomanza sia per la solidità e lo sviluppo scheletrico, che per la passione degli agricoltori. In questa zona i pascoli sono scarsi, ma i foraggi ricchissimi di Sali minerali ed hanno quindi uno straordinario potere nutritivo, tant'è vero che gli animali delle zone limitrofe, portati in quell'ambiente, assumono subito, malgrado la povertà quantitativa dei foraggi, uno sviluppo maggiore. Questa zona è oggi ottimamente curata e si può affermare che ha un certo avvenire. Vi si impiegano stalloni orientali, anglo-orientali e puri sangue inglese.
PROVINCIA DI TRAPANI - La buona produzione foraggera e sopra tutto la passione e la disciplina degli allevatori fanno si che anche in questa zona si può utilmente impiegare, affiancato a stalloni orientali, anglo-orientali e loro derivati, il puro sangue inglese; così dicasi per alcune località della Provincia di Palermo.
ZONA DEL SAN FRATELLO (Provincia di Messina) - Vaste foreste, buoni pascoli estivi, ambiente naturale favorevole, consentono l'allevamento equino su vasta scala che lo compongono di un tipo di cavallo che si può classificare, senza tema di errare, “il Maremmano della Sicilia”. Soggetti di statura vantaggiosa; buona intelaiatura scheletrica, ideali per la produzione del mulo e anche per cavalli da “Lancieri”, hanno grande resistenza, solidità e rusticità. L'allevamento è completamente brado.

In questa zona si impiegano stalloni oculatamente scelti di derivazione orientale ma molto lontani dall'incrocio e si è potuto constatare che l'accoppiamento delle fattrici del San Fratello con gli stalloni surricordati dà la possibilità di produrre soggetti rustici, sobri, di buona taglia e di buona ossatura, atti a formare nuclei eletti di fattrici mulattiere e ottimi cavalli idonei ai bisogni dell'Esercito e dell'agricoltura. Anche in Sicilia, così come si è verificato nelle altre zone d'Italia, mentre al tempo del feudalismo venivano destinati al cavallo vaste estensioni, la parte migliore dei pascoli, maggiori cure, per cui si aveva dovizia di materiale, con la bonifica e la coltura intensiva, cominciarono le limitazioni e di qui l'allevamento frastagliatissimo. I grandi allevamenti si sono ridotti a piccoli gruppi di fattrici e ciò ci procura delle difficoltà per poter influire decisamente sulla popolazione equina.

L'indirizzo ippico dell'Isola che si segue fedelmente da diversi anni e che ha dato risultati di rilievo è il seguente:
a) Produrre nel miglior modo e nelle zone più adatte l'orientale e l'anglo-orientale in purezza di sangue, mantenendo nella maggiore efficienza e concedendo i massimi incoraggiamenti ai tradizionali allevamenti del puro sangue orientale e del puro sangue anglo-orientale;
b) Impiegare in tutta la zona montana e boschiva, derivati orientali non di primo incrocio, ma che si allontanino dalla purezza, aventi buona taglia, buoni diametri, buoni arti, rustici, sobri, dotati di nevrilità, che abbiano subito prove funzionali, in una parola soggetti atti a produrre buoni cavalli militari-agricoli e nel contempo formare ottimi nuclei di fattrici mulattiere;
c) Per quelle zone ove l'ambiente e le scarse cure non permettono in alcun modo di elevare la statura, usare derivati orientali, sempre dopo averli sottoposti a prove funzionali.


Fra le molteplici e provvide iniziative attuate dal Ministero dell'Agricoltura e delle Foreste per promuovere e favorire l'ippicoltura nazionale meritano particolare menzione le Stazioni di monta speciali per cavalle selezionate, che costituiscono la parte fondamentale del programma straordinario di attività concretato per l'applicazione del R. D. Legge 4 settembre 1925 N. 1734.
Tali Stazioni in Sicilia si sono dimostrate di efficacissimo ausilio all'opera svolta dallo Stato e dagli allevatori. Difatti, oggi la rimonta per il fabbisogno del Deposito è composta quasi esclusivamente di soggetti provenienti dalle Stazioni selezionate. Detta produzione alimenta non solo il Deposito ma anche l'industria stalloniera privata, la quale, perfettamente disciplinata e saggiamente distribuita, lavora in armonia con quella erariale, dato che si tiene nel massimo conto che l'azione del Deposito deve essere integrativa e mai di concorrenza all'industria privata. Le Stazioni selezionate ci mettono in condizioni di poter dare fissità di caratteri alla produzione dei nuclei esistenti nelle singole zone e gradatamente a quella degli allevamenti adiacenti compresi nelle zone medesime, curando la formazione di discendenze omozigote e rendendo sempre più rigorosa la selezione dei soggetti destinati alla riproduzione sia per sostituire le fattrici e gli stalloni precedentemente utilizzati, sia per estendere i primi nuclei costituiti.


La Sicilia da sola possiede una efficienza numerica di oltre un terzo della produzione equina totale italiana. Nella decorsa stagione di monta 1937 gli stalloni erariali hanno coperto ben 18.663 fattrici così suddivise: cavalle presentate agli stalloni cavallini 7814; cavalle presentate agli stalloni asinini 8207; asine presentate agli stalloni asinini 2642.
La media delle fattrici presentate al cavallo è di 60,1 e quella delle fattrici presentate all'asino è di 81,5. Gli stalloni privati hanno coperto complessivamente 15.511 fattrici di cui 4031 i cavalli con una media di 61,01 e 11.480 gli asini con una media di 70,86.
Totale complessivo delle fattrici presentate agli stalloni erariali e privati nell'anno 1937, 34.174.

Questa era la situazione nel 1938,
dopo circa un secolo cosa è rimasto?

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