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19/01/2018
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Cesare Sala

Carrozzai

A gentile concessione del Signor Eugenio Colletta
documento a relazione di Lorenzo Boscarelli :

La Fabbrica di Carrozze Cesare Sala - Milano -

La carrozza in Italia                                                 Piacenza 7 maggio 1999

Cesare Sala Fabbricatore di Carrozze

Cesare Carlo Sala, che poi sarebbe sempre stato identificato solo con il suo primo nome, nacque a Milano il 26 dicembre 1816, in Corso di Porta Orientale, l'odierno Corso Venezia, in un edificio posto nei pressi della chiesa di S.Babila. Egli era il terzo e ultimo figlio di Gaetano e di Maria Pellegatta. La coppia in precedenza aveva avuto altri due figli: Franco Carlo Andrea nato nel 1812 e Antonia Francesca Luigia, nata nel 1813 e morta nello stesso anno.
Gaetano Sala, nato nel 1782 a Milano, per una parte della sua vita lavorò come tornitore, ovviamente di oggetti in legno. Nel 1826 però la sua professione risulta essere "Fabbricatore di carrozze, anche sellaio"attività che esercitava in Contrada del Monte (l'attuale via Montenapoleone). Nel 1829 si trasferì in Contrada di S.Vittore 40 Martiri, più o meno l'attuale Via Verri. Non si conosce quando egli avesse iniziato a fabbricare carrozze, ne se avesse appreso il mestiere presso qualche altro artigiano. Di certo, che Gaetano Sala fabbricasse carrozze e non fosse solo riparatore o costruttore di carriaggi è testimoniato da una sua fattura del 1840 al marchese Filippo Ala Ponzone, per la vendita di un phaeton.
La fattura è conservata nella biblioteca della  Società Milanese Redini Lunghe.
E' certo che nel 1835 suo figlio Cesare lavorava con lui, in quanto risiedeva nello stesso luogo ed esercitava il mestiere di fabbricatore di carrozze. Il primogenito Franco, che sarebbe morto nel 1841, risultava essere falegname. Come mai Cesare a soli 19 anni esercitava una professione complessa anzichè uno dei mestieri richiesti dalla costruzione di carrozze, come il fabbro, il tappezziere o il pittore o decoratore? Questa qualifica testimoniava spiccate e precoci attitudini, grande ambizione o semplicemente rifletteva la modestia dell'attività paterna, in cui occorreva saper fare un po' di tutto?
Neppure a questa domanda siamo in grado di rispondere, anche se considerando le eccezionali doti che Cesare rivelerà più tardi si è attratti dalla prima ipotesi.


Il 1846 è l'ultimo anno in cui Gaetano Sala, che sarebbe poi morto nel 1852, è citato come titolare di un'attività di "fabbricatore di carrozze e anche sellaio", sempre in Contrada S.Vittore e 40 Martiri. Dal 1847 il suo nome non compare più, si trova quello di Cesare, che ha portato il laboratorio nella Strada del Dazio di Porta Nuova, l'attuale Corso di Porta Nuova al numero 1430A, che corrisponde al civico 34, allora prospicente l'ospedale Fatebenesorelle, dove sarebbe sempre rimasto.
Le qualità eccellenti della produzione di Cesare Sala vennero riconosciute già nel decennio successivo, tanto che nel 1859 egli fornì una berlina di gran gala a Vittorio Emmanuele II, ancora Re di Sardegna. Oltre a Casa Savoia, Cesare Sala fornì carrozze ad altri monarchi e Capi di Stato: all'arciduca Massimiliano d'Asburgo, l'infelice Imperatore del Messico, e alla sua consorte, alle Corti d'Austria, di Spagna, del Portogallo, al Gran Sultano dell'Impero Ottomano.
Partecipò inoltre a diverse esposizioni internazionali, particolarmente numerose nella seconda metà del XIX secolo, in cui l'industria nascente e il migliore artigianato illustravano e celebravano i loro progressi. Quindi, un imprenditore o un creatore, di estremo successo, notissimo al suo tempo. Ciononostante, del suo profilo professionale non sappiamo quasi nulla. Non siamo cioè in grado di dire se Cesare Sala sia stato sopratutto un imprenditore di grande abilità, capace di organizzare al meglio il talento altrui e di proporne con successo i risultati a una clientela di massimo livello; oppure se con il proprio gusto orientasse anche le scelte stilistiche; o se forse egli sia stato non solo un abile organizzatore, ma in primo luogo una persona di grandi doti creative, quello che oggi chiameremmo il "Designer".

E' stato finora possibile reperire una sola notizia pubblicata sulla ditta Cesare Sala durante la vita del suo titolare. La fonte afferma.....la fabbrica Cesare Sala stimatissima anche all'estero, è la più benemerita per l'istruzione data a un buon numero di carrozzieri di recente impianto,..... Un giudizio molto lusinghiero, che dimostra anche l'impegno didattico di Cesare Sala. Non si è invece trovata alcuna valutazione espressa su di lui personalmente durante la sua vita, che si concluse il 21 dicembre 1890, per encefalite. Qualche indizio ci viene fornito dal necrologio, breve ma intenso, che compare sul Corriere della sera del 22-23 dicembre successivi.
Sul Cav. Cesare Sala, del quale ieri annunziammo la morte, possiamo aggiungere che come patriota prese parte alla lotta delle Cinque Giornate in modo d'essere distinto. Diede sempre il suo obolo per la patria. Incoraggiò arti e mestieri, figurando il suo nome in tutte le Associazioni dirette al bene dell'Industria e dell'arte. Il suo nome era noto in Italia e all'estero come il Creatore della carrozzeria italiana, alla quale dedicò tutta la sua vita, portandola a tale grado di perfezione da non temere concorrenza straniera. Anzi forniva equipaggi a parecchie Corti d'Europa, che lo insignirono  di decorazioni cavalleresche. Rifiutò quelle austriache più volte offertegli nel tempo in cui quel Governo opprimeva le nostre terre.

Quindi un uomo di esteso impegno civile, intriso di spirito pattriotico, come si addiceva al suo tempo. Ulteriori elementi ci vengono offerti da un'altra fonte, risalente al 1894: ".....Cesare sala, cresciuto ed educato nella piccola fabbrica paterna, ne assunse con la proprietà la direzione, rinnovando ed ampliando i suoi studi di disegno applicato alla fabbricazione delle carrozze. Messo da parte qualsiasi svago giovanile, preoccupato solo di allargare le sue cognizioni tecniche ed artistiche riflettenti l'industria, per la quale intravedeva la possibilità d'un più fiorente avvenire, attese con ogni sollecitudine ad estendere la clientela dell'ereditata azienda e quando gli parve che questa  fosse giunta  a una notorietà sulla quale poter contare per l'attuazione di quanto egli andava progettando nei brevi riposi dell'assiduo lavoro - affidandosi sopratutto sulla ben determinata forza della sua volontà che lo incitava a tentare - benchè con mezzi assai limitati, arditamente , nel 1845 aperse sul Corso Porta Nuova uno stablimento, che agli invidi, ai maligni ed agli inetti parve una audace sfida alle vecchie consuetudini dell'industria e del commercio."
Poi la stessa fonte afferma:
"....l'opera sua preziosa raccolta in una lunga vicenda di anni, trascorsi nei diligenti studi speciali e nel lavoro assiduo......."
Sembra quindi si possa affermare che Cesare Sala, oltre a possedere doti di imprenditore coraggioso, ebbe anche notevoli cognizioni tecniche e fu l'ideatore dello stile dei suoi prodotti. Un uomo di capacità grandi e diverse, come deve essere chi, come lui, da umili origini raggiunge l'eccellenza nella propria attività.
L'unica fotografia di Cesare Sala che è stato possibile reperire, compare in un'altra fotografia, scattata nel febbraio del 1905 all'interno della fabbrica di Corso Porta Nuova.  Ci mostra una persona anziana, di corporatura apparentemente robusta, con un piglio deciso.
Cesare Sala aveva sposato Antonia Migliavacca, detta Antonietta, e non ebbe eredi maschi. Alla sua morte lasciò una sola figlia, Giulia, che era andata sposa ad Alessandro Perego, il quale non risulta abbia mai avuto un'attività collegata alla fabbricazione di carrozze.

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