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10/12/2018
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Museo Codroipo

Musei

Un museo polivalente: carrozze d’epoca, giocattoli, paramenti sacri, e arte in Friuli Venezia Giulia:
Si presenta come un viaggio nella Belle Epoque la visita al Museo Civico delle Carrozze d’Epoca a San Martino di Codroipo, a pochi passi da Villa Manin di Passariano. Il museo civico delle carrozze d’epoca di Codroipo è stato inaugurato nel 2006 a San Martino, ubicato in una piccola frazione che si raccoglie attorno all’elegante complesso storico di Villa Kechler.

Ricavato nella struttura di una ex filanda, si articola in tre gallerie sovrapposte collegate a tre piani, e di una torretta centrale che conserva i caminetti, utilizzati all’epoca per l’allevamento dei bachi da seta, si pone come una nuova e importante risorsa culturale in regione e nel contesto paesaggistico del capoluogo del Medio Friuli. Nella barchessa occidentale che da sul borgo storico, un tempo gonfia di fieno o di grano, contiene oggi i pezzi (unici) di una storia che, prima del motore a scoppio, correva ugualmente su quattro ruote: le carrozze d’epoca, un patrimonio di 44 vetture d’epoca, con cavalli, finimenti e accessori da viaggio.

Provenienti dalla collezione Antonio Lauda (Foggia 1925 - Codroipo 2000), dei secoli XIX e XX, con 9 cavalli realizzati a mano a grandezza naturale, in gesso e cartapesta, vari accessori da viaggio e finimenti  per le diverse tipologie di attacco delle carrozze. Tra gli accessori da viaggio, fruste, frustini, trombe, cappelliere e collari antichi, si segnala in particolare una comodina da viaggio in radica di noce, recentemente donata al museo. Notevole la portata per la testimonianza etnografica delle vetture fabbricate dalle più note carrozzerie dell’epoca in Europa e per la varietà delle tipologie in uso, dallo   Spider di campagna   alle   vetture di gala e passeggio , dai modelli   Omnibus   inglesi al classico  Mail Choach  dell'Ottocento.

Varia l’esposizione di carrozze a due ruote tra le quali un particolare modello per il rilascio della patente “a cocchieri presso famiglia”, alcuni modelli per il trasporto dei bambini, la carrozza del fattore o del veterinario, alcuni modelli per l’attività agreste ed una slitta “taxi” di fine Ottocento di origine bavarese. Un museo di carrozze d’epoca in Friuli Venezia Giulia che si colloca a livello prestigioso nel panorama nazionale del settore per la variegiata presenza di modelli. L’aggiunta di un piccolo tocco di classe allieta il visitatore durante l’apertura domenicale, accompagnadolo dalle note di sottofondo della musica di Verdi ed altri autori di musica classica nella sua esplorazione di questo mondo ottocentesco.

I cavalli sono realizzati a grandezza naturale in gesso e cartapesta, le carrozze sono per lo più ripristinate nella tappezzeria e nei pellami, con rispetto filologico dei materiali in uso all'epoca. I finimenti sono databili intorno alla metà del XX sec. e consentono l'attacco di circa trenta carrozze. Per la valorizzazione della raccolta è in progetto l'organizzazione di manifestazioni con carrozze, cavalli e figuranti. Il Museo è anche sede sociale dell’A.F.A.C Associazione Friulana Appassionati Carrozze, che promuove nel Friuli Venezia Giulia la disciplina sportiva delle redini lunghe (attacchi) nelle sue varie forme. Fiore all’occhiello il Concorso Internazionale Attacchi Tradizione (CIAT) di Villa Manin, manifestazione che vede la presenza di numerosi equipaggi rigorosamente d’epoca, che qui guingono da varie parti d’Italia e d’Europa.   

Preziosi giocattoli d’epoca.

In seguito ad una generosa iniziativa di donazione, il museo ha accolto una pregevole collezione di giocattoli storici ed etnografici dei secoli XIX-XX originari di diversi paesi del mondo, raccolti da Gabriella Cardazzo, veneziana, collezionista e appassionata d’arte. Nella torretta centrale della sede museale è stato ricavato un settore per esporre la testimonianza storica della produzione del giocattolo parallela cronologicamente a quella del mondo della carrozza. Si possono ammirare bambole inglesi in porcellana con capelli naturali, bambole in cartapesta, pezza, pannolenci e stoppa, celluloide, pupi siciliani, burattini, giocattoli in latta con meccanismo, cavalli e carretti in cartapesta e in legno, un modellino di macchina a vapore e una vasta sezione di costumi del folclore mondiale.

Paramenti sacri dall’Umbria

L’ultima donazione pervenuta al Comune di Codroipo per il nuovo Museo di S. Martino è una prestigiosa collezione di paramenti sacri che la famiglia Kechler-Ferrari ha portato da Terni a Codroipo. Si compone di varie pianete in taffetà di seta, broccati e damaschi dei secoli XVII e XVIII, tunicelle e camici in lino bordati di pizzi preziosi, tovaglie d’altare, copricalice bordati in pizzo e tovaglioli riccamente ricamati. L’allestimento della donazione Kechler-Ferrari attende il completamento dei lavori di ristrutturazione della seconda sezione della barchessa, ristrutturata e destinata a foresteria con sale di servizio e settori espositivi.

La collezione d'arte della città di Codroipo.

Si tratta della prestigiosa collezione d’arte “Elio Bartolini”, dono della figlia Olga Bortolini al Comune di Codroipo, comprendente oltre settanta opere fra dipinti, stampe e sculture di numerosi artisti contemporanei – della nostra regione, del Veneto e non solo – suoi amici o delle sue parole debitori, coi quali dialogava ed interagiva in un intenso sodalizio culturale. Tubaro, Ciussi, Cragnolini, Zavagno, Altieri e tanti altri sono i nomi rappresentati dalla collezione, allestita magistralmente da Giancarlo Venuto.

Una simultaneità di raccolte, che spazia a 360 gradi per dare al visitatore una serie di imput innovativi, nel susseguirsi delle sale del Museo di Codroipo, che non lasciano il tempo di annoiarsi, coinvolgendo anche i più snob, questo è il biglietto da visita della direttrice Dott.sa Donatella Guarneri.

Una formula innovativa che evita di fossilizzarsi su un solo tema, in questo modo i vari visitatori possono visualizzare altri temi a loro sconosciuti ed avvicinarsi ad essi. Tutto questo per evitare di cadere in una spirale ristretta in cui i visitatori siano sempre gli stessi interessati ad un solo settore, allargando le iniziative sicuramente si aumenta anche il pubblico, aumentando il pubblico si aumenta la conoscenza divulgando la cultura.     

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