Pasquale Beretta - tradizioneattacchi.eu

22/09/2018
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Pasquale Beretta

Se ne parla

Siamo sicuri che nel 1800 la tradizione attacchi era cosi perfetta ?


Dopo la presentazione del tiro a sei con berlina alla Reggia di Venaria Reale abbiamo ricevuto numerose richieste di chiarimenti e informazioni da appassionati di settore, su questo particolare tipo di attacco presentato per la prima volta in Italia da Pasquale Beretta. Nella nostra ricerca basata su autorevoli testi abbiamo riportato con documentazione varia quanto scritto, indicando alcune anomalie non rispondenti all’attacco realmente presentato. Sicuramente da oltre un secolo più nessuno sul nostro territorio si era cimentato in una simile impresa, con il coraggio e la determinazione che lo contraddistingue, Pasquale Beretta ha voluto provarci incontrando una serie di difficoltà pratiche nella sua realizzazione.
Di seguito riportiamo il suo scritto che gentilmente ci ha inviato con il suo pensiero, sul come abbia cercato di ovviare a queste difficoltà che via via si sono presentate cercando sempre il rispetto della Tradizione, del benessere dei cavalli e della sicurezza delle persone.

Lo scopo di tradizioneattacchi.eu è quello di dare voce a tutti coloro che vogliono discutere degli attacchi di Tradizione,
siamo sempre a disposizione di chi voglia inviarci i propri pensieri,quesiti,inviarci o chiedere informazioni
perchè è con il dibattito e lo scambio delle proprie esperienze che possiamo continuare a far vivere
la TRADIZIONE degli ATTACCHI.


ci scrive Pasquale Beretta:

Siamo sicuri che nel 1800
la tradizione attacchi era cosi perfetta ?
Che dobbiamo per forza attenersi ai testi sacri ?


esempio:
Le imboccature, gli speroni, veri oggetti di tortura ,ai cavalli da carrozza gli mozzavano le code , immaginate d'estate con le mosche che sofferenza; nell'attacco alla D'Aumont ancora adesso il cavallo di volata per girare a destra usano un frustino di cuoio bianco con una grossa impugnatura, lo girano al contrario picchiandolo sull'occhiale sinistro .       I cavalli che ho attaccato in quindici giorni, sono cavalli da sella che non erano mai stati attaccati , io per girare a destra ho' preferito usare una redine esterna evitando traumi ai cavalli.
Mi è capitato di vedere un finimento antico alla D'Aumont, l'occhiale sinistro sembrava una pentola di rame battuto, credo che qualche regola sempre con buon gusto si possa cambiare .
A Verona nel gala' rifarò gli stessi errori elementari e grossolani , come qualcuno a scritto ,l'attacco D'Aumont che presenterò non sarà come si usava nel 1800 ma come piace a me', invece di un postiglione ne metterò ancora due ,
nel 1800 i cavalli erano tutti dello stesso mantello, io li attaccherò' ancora a dama, il cocchiere non un uomo ma una signora, rimetterò ancora la cordicina nera contestata che unisce le teste dei due cavalli proprio per non picchiare sull'occhiale sinistro, la differenza è che io uso la redine guinzaglio esterna invece che all'interno.
Il cavallo sulla destra del postiglione nella tradizione aveva solo una redine fissa
all'esterno con attaccato una redine guinzaglio all'interno, non è facile girare a destra se non vuoi picchiare sull'occhiale sinistro , e se non metto la redine guinzaglio a destra. Non mettere la cordicina come sicurezza c'era il pericolo di causare qualche incidente ,visto che alla Reggia di Venaria c'erano stradine strette a curve e in discesa , o al centro di Verona all'Arena in mezzo alla gente. Se capitavano incidenti a quell'epoca non credo avrebbero avuto delle grosse conseguenze , se capitasse a me' a parte il linciaggio mediatico potrei avere non pochi problemi, ecco perché penso che qualche regola si potrebbe cambiare o tollerare . Anch'io continuerò a leggere i testi ,farò tesoro delle critiche costruttive . Mi viene però un dubbio e se chi a scritto i testi sacri erano come qualche critico d'arte che conosco che non hanno mai, o quasi mai preso in mano le redini e che dei cavalli non sanno neanche dove' la coda ?.

Ho molto rispetto per chi ci a preceduto nel mondo straordinario dei cavalli e delle carrozze . In merito a quello che ho' scritto sulle critiche, era meglio chiedersi il perché' di quei cambiamenti , avrei sicuramente risposto, magari avrei chiesto dei consigli perché quando faccio una cosa che non ho mai fatto, umilmente chiedo a persone che conosco più esperte di me'. Qualcuno preoccupato a scritto che il mondo ci guarda, se faccio quello che faccio perché voglio che il mondo mi guardi.
Sono orgoglioso di essere Italiano e ci tengo a fare bella figura.
Se per caso mi vedete con la frusta nella mano sinistra è' perché' ogni tanto mi vengono i crampi,
Comunque credetemi è' troppo bello fare quello che piace.

Pasquale Beretta.

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