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22/10/2021
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CARROZZE DEI RUSSI - 1859
Usi e costumi dei popoli

Passiamo ad osservare il Russo nei suoi divertimenti. Si corre per le strade di Pietroburgo del pari che sulla neve, nelle slitte, alcune delle quali rassomigliano a piccioli battelli, altre alla cassa di una vettura şcoperta. Eccone in breve la descrizione che ce ne dà Breton nella sua Russia. Le slitte a nolo che al giugner dell'inverno succedono ai droschki di Pietroburgo, sono pulite ma di forma grossolana: sono dipinte di rosso o di verde, ed alcune ben anche ricche d'ornamenti dorati od inargentati, e cesellate o guernite di ferramenti di bizzarra forma: l'interno è tappezzato di fieno affinchè il passeggiere non abbia a soffrir freddo ai piedi. Le stille dei nobili e delle persone ricche sono più larghe e possono contenere due persone: l'interno è guernito di preziose pellicce, e le loro gambe e tutta la parte inferiore del corpo vien guarnita dal freddo da una specie di grembiule di velluto verde o cremisino gallonato d'oro.

Le slitte per la campagna hanno la forma di una cesta large bislunga, la cui parte posteriore s'innalza alquanto e pone in sicuro il viaggiatore. Questa cesta è posta sopra stanghe curvate sul davanti. Qualche volta le slitte consistono in semplici tavolati, il cui condottiere se ne sta in piedi, ed i passeggieri seduti o davanti o dietro di lui. Allorchè i viaggiatori portan seco preziosi bagagli, o che vogliono ripararsi dalle intemperie dell'aria fanno uso di slitte coperte, pesanti in apparenza, ma nondimeno assai leggiere. Queste slitte sono tirate da quattro cavalli che non sono posti due a due, ma tutti e quattro di fronte, come le quadriglie degli antichi.

Nella estate il kibitche è l'ordinaria loro vettura per viaggiare nell'interno della Russia: essa è veloce e non costa che 35 rubli, cioè dai 130 ai 140 franchi: consiste semplicemente in una larga cassa di legno posta sopra stanghe parimenti di legno ma ben ferrate: si collocano le valigie alla testa od ai piedi: lo spazio di mezzo è guernito di fieno, di stuoje o di cuscini: d'inverno i viaggiatori avviluppati in pellicce, in berretti e stivali foderati, si sdraiano l'un vicino all'altro: i servi viaggiano in un biroccio attaccato dietro la vettura.

Le persone di un grado distinto si servono generalmente delle loro carrozze poste sul carro medesimo delle slitte, e quando pur vanno in queste, ciò non è che per pigliarsi divertimento per qualche ora. Tutti gl'innamorati delle classi inferiori, finchè hanno qualche danaro, lo consumano allegramente a noleggiare alcune di quelle slitte che si trovano agli angoli delle strade, e nelle quali si collocano colle loro amiche. Queste vetture sembrerebbero calessi se avessero ruote, ma la velocità de cavalli che vi si attaccano è straordinaria. I conduttori delle slitte si fanno un punto d'onore d'oltrepassarsi l'un l'altro; essi non si servono di sferza; l'affluenza grande delle slitte eccita essa sola la vivacità dei cavalli. Questi sono eccellenti; ben pochi sono quelli che valgono meno di venti o trenta ghinee; la destrezza dei conduttori nel maneggiare le redini, fa che queste tengano luogo di sferza; essi non hanno che ad aprir bocca per mettere i loro cavalli al gran trotto; ma non possono poi arrestarli così facilmente.

Un innamorato russo si colloca in una slitta accanto alla sua bella, o in piedi dietro a lei. La Neva serve di punto di riunione generale; quello è il campo dove i giovanotti russi spiegano la loro destrezza e fanno pompa della leggerezza e velocità dei loro cavalli. Alcuni steccati cingono la parte del fiume destinato a queste corse, ma i corridori non si limitano a quello spazio, ed uno si può creder felice se può schivare d'essere rovesciato. Conviene aver l'occhio sempre attento a ciò che succede, e le gambe pronte a fuggir il pericolo. È necessaria molta avvertenza per passeggiare nelle strade e non farsi rompere gambe e braccia; e la parola pardy, equivalente a guarda, suona dalla mattina alla sera.

Le vetture di piazza sono qui a molto minor prezzo l'inverno che non l'estate: le slitte sono numerosissime; molti Russi delle campagne, i cui lavori sono interrotti dal gelo, vengono in città coi loro cavalli, ov'essi li danno a nolo per correre nelle slitte. Al ritorno dell'estate i cittadini di Pietroburgo rimangono privi delle loro vetture e tornano a batter a piedi il pavimento delle strade: Le vetture colle rote costano il doppio ed il triplo delle vetture d'inverno. Non vi ha alcun regolamento pei cocchieri di queste vetture, il che dà luogo spesso alle contese più violente. Il cocchiere, solo che vi dia un’occhiata, vede ciò ch'egli deve domandarvi.

La polizia è molto allenta a prevenire che gli abitanti non si faccian beffe del rigor di un clima tanto orribile. I teatri e tutti i pubblici divertimenti si chiudono, quando il termometro di Reaumur indica diciassette gradi solto lo zero. Un costume della nobiltà russa e delle persone agiate rende questo regolamento necessario. La pompa asiatica si manifesta in questo paese, malgrado dei vortici di neve e del freddo, come si spiegherebbe nelle città d'Ispahan o di Delhi: l'uso è di farsi qui seguire dai domestici, e di lasciarli aspettare alla porla più ore, secondo il capriccio del padrone, per quanto violento sia il freddo della stagione.

Le contorsioni che veggonsi fare alla metà di questi infelici intirizziti, fa ben comprendere quanto quel servizio sia dannoso alla loro salute: alcune volte i cocchieri muoiono gelati sui loro sedili. Se si potesse obliare una simile barbarie, quella pompa allettata di un seguito di domestici intirizziti farebbe ridere. Ogni persona a cui il grado, piuttosto che la fortuna, permette di avere una carrozza a sei cavalli, non può dispensarsene; ma tanto poco si fa attenzione alla loro forma ed al loro colore, che rare volte in sei cavalli se ne trovano quattro che siano accompagnati.

| cocchieri hanno lunghe barbe che cadono loro fino alle cintole, e qualche volta un pezzo di ghiaccio pendente ad ogni pelo: i postiglioni sono giovanotti, che soffiano sempre sulle dita, e per compiere il quadro, tutti sono vestiti di un giubbone di pelle di montone, ed hanno la testa coperta di una berretta eguale, l'uno e l'altra sporche all'eccesso. Il gran personaggio sedulo nella carrozza, ed i due o tre palafrenieri, che stanno dietro la vettura, contrastano pienamente con questa miseria, e sono tutti gallonati d'oro. Molte persone della prima nobiltà cadono in un altro estremo. La magnificenza dei loro domestici e delle loro vetture, e la bellezza dei loro cavalli non con verrebbero se non a teste coronale.

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