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23/02/2024
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Il carrozziere

Cavalli

Il cavallo carrozziere: grande dilemma!         

Esiste una domanda che non si può pronunciare, pena la sottaciuta disistima in cui ti relega quella ormai ristretta quanto stizzosa parte di appassionati dell’equestrian game riservato agli attacchi. E’ già un azzardo guardare ad un conducente di attacchi come ad un sano ed impavido adulto che si accinge ad un gioco, figurarsi poi se la domanda pone una distinzione, una misura di qualità, una sorta di scelta di valore tra il legno, la cornica del costume delle dame, del groom, del conducente ed il cavallo. Per il legno non c’è dubbio, non c’è discussione. Guai a presentarsi ad un “Ciat d’Elégance con una carrozza fake, come si dice oggi (noi diremmo taroccata). A guardarsi in giro si noterebbero risolini maligni e sussurri di disapprovazione. Chi ci ha provato pensando di farla franca, la prossima volta, dimentichi a casa quella carrozza che, ha già fatto la sua magra figura. I costumi non hanno storia; finanziere e redingote non si trovano più, le signore sfoggiano suggestive fantasie di loro immaginazione ed i groom hanno altro a cui pensare. Ed i cavalli? Non possono essere d’epoca! – direte Voi.

Fate la domanda ad un guidatore, per ognuno il proprio sarà il meglio sul campo, elemento indispensabile in quell’insieme di storia e di tradizione combinate nell’attacco.
“Carrozze d’epoca attaccate a singolo, pariglia, tandem e tiro a quattro” recita la formuletta d’uso che, ignorandolo dà un primo sgarbo al cavallo. Il cavallo: elemento di primaria importanza in questo contesto, senza la sua forza e grazia, saremmo dei manichini a bordo di cassapanche statiche. Eppure nel complessivo contesto degli eventi di Tradizione, vi è una sola voce che in “Presentazione” lo prende in considerazione, forse un pò poco! Eppure nel passato era Lui l’elemento principe della situazione. Idealmente vorremmo che il cavallo carrozziere possedesse queste qualità: sangue, robustezza, resistenza alla fatica, buon carattere, salute e bellezza, bel portamento e alte andature, ma la gamma di queste qualità varia, e non di poco, da soggetto a soggetto della stessa razza o ceppo. Il cavallo carrozziere dovrebbe dimostrare tanto “sangue” quanto basti a garantire generose prestazioni, ma non tanto, da renderlo nervoso o isterico, essendo le qualità del carattere, quali la serenità e la calma, le più apprezzate. Inutile ricordare che queste qualità, prima che nel cavallo, debbano essere ricercate nel guidatore. Se la robustezza è qualità importante, ciò che più conta in un cavallo da carrozza è la dolcezza di bocca, ossia, la facile manovrabilità senza impuntamenti e difese.

La regola generale era che il cavallo, nella Tradizione, veniva scelto in funzione del suo utilizzo, in proposito nel “Cocchiere” di Ercole Tassinari ne troviamo un riscontro fondamentale.

“Per città servizio di Coupè, il cavallo baio scuro alto da 1 metro e 70 cm ad 1 metro e 75 cm con coda, criniera lunga, parigliati di questa altezza possono servire per Landeau, Calechè. Per Milord si può attaccare qualunque mantello, però sempre appa-rigliati di mantello, con code tagliate secondo la moda. Per Phaeton cavalli piuttosto alti con movimenti ele-ganti e piuttosto tarchiati. Per Tilbury, Duc, dei cavalli doppio pony purché camminatori eleganti. Per mezza Daumont e Daumont pure bai scuri con coda lunga e criniera. Per Posta cavalli grigi francesi, così detti Percerons con coda lunga e crini lunghi nel pastorale. I cavalli morelli esclusivamente per servizi di lutto. Tanto in città come alla campagna”.


Se per attacchi singoli il problema non sussiste, negli attacchi formati da due o più soggetti nasce il problema dell’uniformità. Qui entra in gioco la richiesta dell’omogeneità, pur nell’armonia generale. Va da sé che nelle pariglie ed i due cavalli affiancati nei tiri multipli devono essere il più uguali possibile, avere lo stesso portamento, lo stesso modello, la stessa taglia, avere, di regola, mantello, criniera e coda dello stesso colore (salvo alcune eccezioni). Di norma nel tiro a quattro sono ammessi timonieri più tarchiati rispetto ad una volata più elegante. Nei concorsi odierni, la razza del cavallo non è presa in considerazione, qualsiasi soggetto può essere liberamente presentato. In Presentazione molti giudici equivalgono soggetti statici a soggetti carrozzieri dal temperamento focoso scambiandolo per scarso addestramento. Questo ha portato al proliferare dell’utilizzo di soggetti di razze statiche ma con un aspetto imponente e facili da gestire (Frisoni), ma privi di quell’eleganza tipica del cavallo carrozziere, annullando secoli di selezione di razze equine vanto di numerose casate reali.

Se da una parte, l’interesse per gli attacchi di Tradizione ha portato ad una crescita generale del settore, con l’incremento degli equipaggi in concorso, dall’altra si è notato un allontanamento dalle razze dei cavalli carrozzieri, complice un regolamento che non dava l’importanza voluta, relegandoli al semplice ruolo di traino della carrozza.
É nel nuovo regolamento F.I.S.E. anno 2016 che è stato inserito un nuovo paragrafo per valutare l’addestramento e le andature “carrozziere” del/i cavallo/i. Questo per ridare importanza al cavallo, punto focale di ogni equipaggio all’interno di un evento, equiparandolo al “legno”.  Se da una parte ci piace osservare dei “bei legni”, dall’altra ci piace anche vedere dei “bei cavalli” che trottano con squisita eleganza e brio.

PROVA DI ANDATURA  1) In aggiunta alla Prova di Presentazione può essere prevista una prova di andatura volta a mettere in risalto l’addestramento del cavallo e la capacità del guidatore di far esprimere al cavallo le sue doti di elasticità, decontrazione, risposta agli aiuti e sottomissione.
2) Le andature richieste saranno (1) il passo, (2) il trotto di lavoro, (3) il trotto allungato.
3) La prova, di breve durata, si svolgerà in uno spazio riservato dopo l’uscita dalla presentazione e prima di affrontare le eventuali prove successive.
4) La prova sarà valutata collegialmente dai giudici e verrà assegnato un punteggio da 0 a 40 punti che andranno ad aggiungersi ai punti della Presentazione.
Una valutazione che molti non vedono di buon grado, in quanto obbliga ad effettuare un lavoro più tecnico in allenamento a casa, ad avere soggetti di razze più raffinate. D’altro canto se vogliamo attenerci fedelmente alla Tradizione, presentarsi con dei soggetti che nulla hanno a che vedere con il tradizionale cavallo carrozziere dovrebbe essere penalizzato più incisivamente dalla terna giudicante.

Sempre che ne riconoscano le qualità!

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