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15/11/2019
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Scozzonatore

Att. lavoro

"Scozzonatore"
Carlo Berti Pichat 1870

I difetti e malattie latenti, che rendono il cavallo improprio al servizio cui si vuole destinarlo, ossia ne rendono l’uso nullo o manchevole, danno al compratore il diritto della REDIBIZIONE, cioè di restituirlo a chi glie lo ha venduto per sano e buono. Adunque, in secondo luogo, si compri il cavallo soltanto a piacimento: vale a dire si convenga di condurlo a casa, provarlo, adoperarlo a suo grado per 8 giorni, con facoltà di restituirlo senza obbligo di giustificarne nessun motivo. Ma se il mercante non l’accetta, significa, per dirlo con un proverbio, che “Gatta ci cova”. Il "Vizio" o "Difetto" che da taluni ritienesi per infermità o specie di mania, ma volgarmente si vuol dipendente da indole malvagia: talora però da maltrattamenti.
"spesso vedemo Cavallo umano divenuto restìo se forsi il tratti a maniera del rio".

A volte vizii e difetti si riscontrano quando ormai le cose son fatte, talora da maltrattamenti precedenti che rendono l’animale ad indole malvagia. Il difetto della scappata, spesso non si toglie che coll’attaccare il cavallo ad un carrettino, o un piccolo Char-à-bancs robustissimo, condurlo in una strada di campagna, diritta e assai lunga, e meglio se alquanto fangosa, e poco frequentata. Poi quando accenna di voler guadagnar la mano, lasciargliela e coraggiosamente solleticarlo a correre anche quando stanco non na mostrasse più voglia. Il tutto stà nel reggere le guide in modo da tenerlo sempre nella strada, ed evitargli gl’incontri. Quando per tre o quattro volte gli si è fatto la burla d’eccitarlo a correre anziché reprimerlo, suole smettere il vizio, a meno che non dipenda da frenesia o disposizione somma a spaventarsi anco senza verun motivo. Ma spesso avverrà che si getti per terra, e rovini sé, e il veicolo cui è attaccato.

L’enorme perdita di valore che si soffre quando un cavallo di buona razza riesce indomabile, quando cioè non può servire nemmeno al tiro, mi induce a menzionare anche un travaglio detto "Scozzonatore" (breaek) del Binting, così descritto dall’Youatt in “The horse 1860”. Il principio dice egli è come quello delle antiche macchine da trebbiare, nelle quali il cavallo è attaccato, come appare nella figura 211, fra le stanghe SS; le quali partono da un centro comune T, e girano descrivendo un circolo mediante due ruote leggiere RR imperniate alle loro estremità. A traverso le stanghe SS ripongosi due robuste barre BB lunghe oltre 4 metri, mobili per condurvi tramezzo il cavallo.
Ciò fatto, le barre BB
si assicurano saldamente a dette spranghe SS: e ad esse barre BB viene affidata da due lati la ventriera del cavallo perché non si getti in terra, e la sopracinghia C perché non si impenni, non che un’altra cinghia G sulla groppa, affinchè non possa sollevare e sbarrare.
Il conduttore seduto in P
tiene le redini e lo fa camminare. Il Bunting ha riconosciuto che le stanghe SS lunghe 7 metri sono le più convenienti: più lunghe sarebbero troppo flessibili, più corte ridurrebbero troppo l’estensione del circolo da percorrere.

 
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