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15/01/2018
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Ajutamicristo

Musei

week-end in Sicilia
Palazzo Ajutamicristo


Faccio una doverosa premessa, da ormai molti anni  la mia compagna mi sopporta e  lascia che coltivi la mia passione per i cavalli e gli attacchi, a volte guardandomi con amorevole distacco …. povero caro guarda come si diverte …  , e alcune  volte  seguendomi  nelle mie peregrinazioni, ma questa volta doveva essere una vacanza a due per San Valentino, magari in una città al sud, meglio se in Sicilia, così scegliamo Palermo  come meta.

Ma cosa volete,   aspettando il volo si accende la famosa lampadina ….. ma vuoi che non ci siano delle collezioni  di carrozze a Palermo?  

Così il secondo giorno palermitano, dopo aver visto belle chiese barocche, una pregevolissima raccolta di icone, pitture quattrocentesche, e  "L'Annunziata" di Antonello da Messina  a  Palazzo Abatellis , "casualmente" ci siamo ritrovati, poco distanti,  in via Garibaldi 41 di fronte  al Palazzo  Ajutamicristo.  


Il Palazzo Ajutamicristo è un palazzo nobiliare del XV secolo a Palermo, fu voluto dal barone di Misilmeri e Calatafimi, un banchiere di origini pisane Guglielmo Ajutamicristo, che voleva una residenza diversa dal castello di Misilmeri per gestire con facilità il commercio agricolo.

L'opera fu realizzata nel 1490 e il 1495 da Matteo Carnilivari, noto architetto del tempo, il maestoso progetto venne realizzato solo in parte concentrandosi soprattutto sul lussuoso interno che convinse illustri ospiti tra cui l'imperatore Carlo V nel 1535 e Don Giovanni d'Austria nel 1576 a soggiornarvi.

Dopo i rimaneggiamenti seicenteschi il palazzo si mostra ora come uno splendido edificio in stile gotico-catalano con balconi e portale barocchi, dovuto ai successivi proprietari, i Moncada principi di Paternò, e un loggiato a doppio ordine interno con un vasto giardino dove era ospitata la statua del Cavallo Marino, che si estendeva fino alla Basilica La Magione.

L'ingresso originario consiste in un portale ad arco policentrico con ghiera a ba­stone su fasci di colonni­ne. Esso si incastra in un complesso siste­ma di cornici aggettanti che si congiungono dan­do forma al rombo nel quale, ancora oggi, anche se con qualche difficoltà, è pos­sibile ammirare lo stemma della famiglia degli Ajutamicristo.


Qui sono conservate una buona parte delle circa 20 carrozze,  provenienti  della collezione di  Vincenzo Martorana Genuardi di Molinazzo e acquisita dalla Regione siciliana.
Nella via vi sono numerosi negozio di cappellai  dove trovare l’originale coppola siciliana , il n° 41 è l’accesso una antica corte dove sulla destra vi è un ‘entrata  nemmeno troppo appariscente ,facciamo per entrare ma la porta è chiusa , non c’è orario d’entrata…. un po’ delusi stiamo per andarcene quando spunta un signore con un mazzo di chiavi, lo sguardo stupito è di entrambi, il mio perché non speravo che qualcuno ci aprisse  il suo perché sicuramente i visitatori non sono molti.

Incomincia la visita di questa piccola raccolta che và dalla cucina da campo al piccolo Duck di pregevole fattura, selle da amazzoni, imboccature.
Alcune carrozze sembra siano ancora in fase di restauro, mancando la riverniciatura definitiva, per altre vetture sono stati usati colori non proprio fedeli a quelli del passato .   Sui coprimozzi  di alcune carrozze vi è inciso  il nome dei F.lli Distefano di Palermo, carrozzieri locali.
Molte vetture sono dotate di "dissuasore anti lazzarone" Herse in francese, erpichetta in italiano, a conferma che tra i monelli del tempo era abbastanza diffusa l'abitudine, diciamo così, di fare dei tragitti senza pagare il biglietto.

Dal custode di Palazzo  Ajutamicristo veniamo a sapere che a Palazzo Mirto potrebbero esserci ancora qualche carrozza della collezione  Martorana.   Palazzo Mirto è situato   in pieno centro storico , vale sicuramente una visita per i suoi arredi, stanze sfarzose che rievocano il tempo dei "Gattopardi", e alla fine del percorso guidato si scende nel cortile interno dove vi è la scuderia, un piccolo gioiellino dove si trova questo  break wagonette dalle misure compatte  con la particolarità del  poggia piedi delle serpa imbottito, il che fa presumere  fosse utilizzato anche per la doma a pariglia .

Palermo , città cosmopolita oggi come un tempo , alterna agli scorci dei suoi mercati veri autentici  bazar ai  palazzi dei Vicerè , cattedrali e conventi dalle  architetture arabe e da questa  mix  ne scaturisce il suo accattivante fascino .

Consigliata una visita!                                 "Paco" Gatti


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