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15/10/2020
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Scuderia

Scuderie

DAL MANUALE COMPLETO
DEL VETERINARIO 1830
-DELLA SCUDERIA E DEL LETTO-

La salute de cavalli dipende molto dal modo col quale sono alloggiati. Questi animali soffrono molto l'umidità; il gran freddo non è loro meno nocivo quando rientrano in iscuderia coperti di sudore; infine l'aria soffocante e pregna di vapori, che respirano in certe scuderie, sotto il livello ordinario del suolo, li espone a tutte le malattie che generano il concorso del calore e dell'umidità. Quando si ha la facoltà di scegliere il luogo, e di regolare a piacere l' intiera distribuzione della scuderia, bisogna procurare principalmente la salubrità e la comodità. Sotto questa doppia vista, una scuderia, per essere buona, dovrà essere a preferenza situata a levante, bene areata, asciutta, bastantemente spaziosa, e bene illuminata. Le sue dimensioni saranno tali, che ciascun cavallo abbia una posta di cinque piedi almeno, sopra otto di lunghezza, e che vi si possa girare liberamente senza tema di calci. L'altezza sarà proporzionata alle altre di mensioni; ma tale però che l' aria non vi sia soffocata.


Le scuderie si fanno a fila semplice ed a fila doppia. Le prime sono più comode, perchè i cavalli essendo disposti in una sola fila, si ha tutto l'altro lato libero per le porte, per le finestre e per collocare gli oggetti necessari al servizio della scuderia; queste devono avere da venti a ventiquattro piedi di larghezza. Nelle scuderie doppie, i cavalli sono situati sopra due linee opposte, la groppa rivolta al di fuori. Vi dovrà essere nel mezzo almeno un intervallo di dieci piedi di largo, onde poter circolare liberamente; e se la scuderia è molto vasta, dovrà essere illuminata di distanza in distanza da sufficiente numero di porte e di finestre; altramente queste aperture saranno fatte alle due estremità. Le poste dei cavalli saranno separate da stanghe e colonne, perchè non si possano ferire tra loro, o meglio ancora con trainezze, come si usa adesso ad imitazione degli Inglesi. Ciascuna posta deve avere il pavimento con dolce pendio, per facilitare lo scolo delle orine verso il roggiolo posto nel mezzo della scuderia, giacchè il cavallo avendo così il davanti un po' più rilevato della groppa, graviterà meno sulle spalle. Le poste devono avere, per quanto è possibile, una larghezza almeno eguale all'altezza dei cavalli, presa dalla sommità della testa a terra.

Le mangialoie si costruiscono qualche volta in pietra, ma più spesso in legno; le prime avrebbero sulle seconde il vantaggio di potersi lavare, d'essere più solide, di non lasciar perdere l'avena attraverso le fessure, nè d'offrire ricettacoli ai sorci. Le mangiatoie di legno devono essere costrutte colla maggiore solidità possibile, e coperte nella loro parte superiore da una lamina di tola, innanzi ai cavalli che hanno il vizio del tiro o di rodere. L'orlo della mangiatoia dovrà essere elevato di circa tre piedi al di sopra del suolo; si dà loro circa dieci a dodici pollici di profondità ed un po' più di larghezza; la parte sottoposta resta libera, e vi si collocano di di stanza in distanza dei sostegni o degli stili, avendo l'attenzione che si trovino nei luoghi delle tramezze o colonne, poichè se uno stilo si trovasse nel mezzo della posta, il cavallo potrebbe ferirsi le ginocchia.

L'elevazione delle rastrelliere dipende dalla taglia dei cavalli; ma ď'ordinario si collocano trenta pollici al di sopra delle mangiatoie; si fanno inclinate all innanzi o rette: queste hanno due piedi di altezza, e sporgono altrettanto sulla scuderia; il fondo deve essere a graticcio, affinchè la polvere e le altre sozzure del fieno vi possano passare attraverso. Le rastrelliere inclinate occupano minor sito, perchè esse sono al di sopra dello spazio occupato dai cavalli; è maggiore il numero di queste che delle altre, ma non gli sono nè così proprie, nè cosi gradevoli alla vista. I fusi o cancelli delle rastrelliere devono avere la distanza di quattro pollici, acciocchè i cavalli possano trarne con facilità il foraggio; ed allo stesso fine si fanno rotondi e mobili sopra sè stessi. Nelle scuderie semplici il lato opposto alle mangiatoie ed alle rastrelliere dere avere una o più porte e varie finestre; quest' ultime saranno invetriate od almeno guernite d' impannata di traliccio, e poste in modo che la luce non percuota direllamente gli occhi dei cavalli; sarà anche utile di mischiare un poco d'ocra nelle intonacature del muro, per correggere la troppa bianchezza.

Il palafreniere dere dormire vicino a' suoi cavalli, e tenere acceso tutta la nolle un lume, chiuso in una lanterna di corno per evitare ogni inconveniente. Sua principale cura dovrà essere di nettare lutte le mattine le mangiatoje; governare i suoi cavalli; spazzare la scuderia; togliere il letame e le ragnatele, ecc. Perchè i cavalli sieno ben governali, non bisognerà darne più di cinque o sei a ciascun palafreniere, e sarà bastantemente occupato. Gli spazi liberi saranno guerniti di tavoletto e portamantelli che serviranno per deporre tutti gli oggetti necessari al servizio. Gli arnesi bisogna procurare di deporli in una stanza vicina e non servente ad altro uso, perchè l'umidità della scuderia li farebbe deteriorare presto. Quando una scuderia sarà evidentemente umida ed insalubre, si risanerà possibilmente, aprendo nuove aperture, se non è bastantemente ariosa, ed adattando al muro tavole di legno. Allorchè morirà qualche cavallo di malattia contagiosa, si farà abbruciare tutto ciò che ha servito per lui, lavare le rastrelliere e le mangiatoje con latte di calce, spandendone anche sul suolo. È una cattiva abitudine lasciar entrare pollami nelle scuderie, poichè i cavalli sono soggetti ad inghiottire le piume che svolazzano, potendo ciò cagionare loro inconvenienti. D'altronde i cavalli che non sono assuefatti, s'inquietano alla vista di questi animali, i cui escrementi ne imbrattano gli alimenti, del che i cavalli ne sono disgustati. È ancor più perniciosa usanza non togliere le ragnatele, e lasciar marcire il letame sotto i piedi de cavalli. Non hanno altra origine, che quest'ultima, lo spurgo delle gambe, quello de' fettoni, le ulceri, i porrifichi e la maggior parte delle altre malattie; inoltre l'umidità rammollisce l' unghia.


Il letto è formato dalla paglia che i cavalli lasciano cadere dalla rastrelliera, e da quella che loro si amministra a quest' oggetto. Esso giova non solamente a difenderli dalla durezza del suolo; ma ancora dal freddo, dalla umidità e dalle immondizie: bisogna avere attenzione di rimoverlo sovente e di mantenerlo sempre secco e mondo. A quest' effetto, il palafreniere incaricato del governo de' cavalli toglierà i loro escrementi tutte le volte che saranno stati evacuati, e quella parte del letto che sarà marcita, dovrà essere gettata con diligenza: tutto questo si farà facilmente per mezzo di pale, granate, forche, barelle, o carriuole, ecc.

 
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