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05/08/2018
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Verona

Musei

Il MUSEO Che non c’è


È novembre e Verona è in odore di Fiera Cavalli. La fiera, che quest’anno si terrà negli ormai classici padiglioni fieristici dal 10 al 13 novembre, significa cavalli, gare e spettacoli. Il mondo degli appassionati è in fibrillazione crescente, per tutti gli italiani è l’evento clou dell’anno. Manifestazione di livello internazionale che raggruppa tutte le discipline equestri nelle loro varie espressioni, è un’occasione per rivedere vecchie amicizie, farne di nuove e conoscere le novità del settore.  Un evento che offre l’occasione per noi appassionati di “legni” di incontrarci e confrontarci; amici che arriveranno dalla Germania ci hanno inviato una richiesta di informazioni per poter visitare il Museo delle Carrozze, fiore all’occhiello dell’Ente Fiera, cosi come declamato nei siti web.

Riportiamo fedelmente quanto abbiamo reperito:  in concomitanza con l’evento fieristico verrà aperto, come ogni anno durante la Fiera Cavalli, il Museo delle Carrozze, ospitato permanentemente in una zona della fiera. Si tratta di una ricca collezione donata al Comune di Verona che raccoglie una cinquantina di autentiche e rare carrozze dell'ottocento, tutte perfettamente funzionanti e magnificamente conservate. In  gran parte provenienti dalla raccolta messa insieme dal commendator Giorgio Giorgi, che era stato incaricato di preparare una sezione dedicata alle carrozze per l'Esposizione Universale di Roma del 1942. L’esposizione non poté aver luogo a causa delle vicende belliche legate alla seconda guerra mondiale e qualche anno dopo quelle carrozze vennero donate al Comune di Verona dalla famiglia Giorgi in occasione delle celebrazioni per il cinquantesimo anniversario della Fiera di Verona (che era nata come fiera dei cavalli nel 1898) perché ne facesse un museo.

Un museo dedicato alle carrozze costituisce un'attrattiva molto particolare, si potrebbe dire addirittura un privilegio. In Italia, infatti, esistono oltre 1500 musei, gallerie, istituzioni e simili, quasi tutti dedicati alle arti decorative, all'archeologia, alla numismatica, alle armi, alla storia del Risorgimento e alle scienze naturali. Poche città invece possono vantare un museo riservato esclusivamente alle carrozze (Firenze, Napoli, Piacenza, Trani, Macerata, Filottrano, Maser e appunto Verona) e tra queste la collezione scaligera non è certo agli ultimi posti sia per la qualità, sia per il numero d’esemplari. Un restauro della collezione fu effettuato nel 1987 sotto il controllo del Sopraintendente per i Beni Storici ed Artistici del Veneto su commissione dell’Ente Fiera.


Onestamente pur frequentando la Fieracavalli da diversi anni questo ipotetico padiglione Museo non l’abbiamo mai visto! Troviamo alquanto strano che una così importante collezione che ha subito un intervento di restauro costato una notevole cifra di soldi pubblici (si parla di oltre 1 miliardo delle vecchie lire) per ridare “smalto” a queste preziose opere delle botteghe manifatturiere Italiane, sia stranamente  visitabile solamente nei quattro giorni di apertura di Fieracavalli.  Una così importante collezione ospitata permanentemente in un padiglione della Fiera dovrebbe essere accessibile tutto l’anno, che senso avrebbe aver speso un sacco di soldi per il restauro per poi tenerla nascosta per 361 giorni?

Vogliamo approfondire l’argomento e andiamo alla ricerca di informazioni in merito. Contattiamo l’ufficio informazioni ma nessuno è in grado di darci notizie certe di dove si trovi questo misterioso Museo delle carrozze e se sia visitabile! Non vogliamo arrenderci e contattiamo una persona che su questo argomento ne sa forse più di tutti; il sig. Ivo Baldisseri, collezionista, esperto di legni storici, Giudice di attacchi di Tradizione, che segue la vicenda della collezione Giorgi ormai da parecchi anni. Ci viene confermata la prima parte delle vicissitudini di questa collezione che dopo il restauro o meglio “scempio” eseguito nel 1987 da profani del settore, le carrozze vennero rimessate in un magazzino all’esterno della Fiera. Qui vi rimasero accatastate sino all’anno 2010 quando un gruppo di appassionati dopo varie insistenze riesce ad ottenere l’autorizzazione per esporne una decina di pezzi in occasione della Fieracavalli.

Riaperti i portoni, lo spettacolo che si presentò fu abbastanza tragico, anni di incuria avevano lasciato ampio spazio ai tarli e alle muffe. Furono scelti una decina di pezzi ancora degnamente presentabili e dopo una accurata pulizia vennero esposti nello stand del Gruppo italiano Attacchi. Terminati le giornate di Fieracavalli le carrozze vennero di nuovo rimessate nel loro “dormitorio” dove giacciono tuttora e dove rimarranno fin quando non verrà presa una seria decisione in merito alla loro “futura” ricollocazione.
Perché allora far credere dell’esistenza di questo Museo che in realtà non esiste? Perché parlare di privilegio e vantarsi di una realtà che effettivamente è tutto tranne che un fiore all’occhiello per la città di Verona e per l’Ente Fiera?

Probabilmente perché chi non è interessato o non è in grado di capirne il valore, questa collezione di carrozze è solo un impiccio, un fastidioso “mattone” che grava sul bilancio di fine anno del quale si è obbligati farsi carico per accordi passati .
Perché non passare la mano e cedere queste carrozze a realtà museali operative ed esistenti sul territorio italiano, ad esempio al Museo delle Carrozze di Palazzo Farnese a Piacenza?
Perché non realizzare materialmente quanto viene fatto credere sul web?
Perché non è possibile aprire un tavolo di incontro con persone di settore competenti in materia per risolvere questa situazione negativa e trasformarla in una realtà positiva?

Attendiamo delle risposte, anche se sappiamo che difficilmente qualcuno ce le darà!   
Per questo abbiamo deciso di aprire una raccolta firme per presentare una petizione al Comune di Verona affinché si intervenga a risolvere questa situazione di degrado storico.
Invitiamo pertanto gli amici e appassionati di carrozze e cavalli a scaricare, compilare e inviare la scheda di adesione sottostante ed inviarla debitamente compilata al nostro indirizzo e-mail.


tradizione.attacchi@gmail.com



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