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20/06/2018
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Verde via libera

Fanali e lanterne

verde, avanti piano

Sono stati sotto i nostri occhi per alcuni giorni, esposti con molti altri oggetti di un’epoca passata, sistemati in buon ordine come soldatini di stagno.  In molti li hanno osservati, alcuni li hanno soppesati e scrutati, a pochi è spuntata una domanda……perché quella mezzaluna verde su uno dei due? A quale scopo il creatore li ha differenziati, solitamente son gemelli, son siamesi, nell’aspetto e nell’anima, allora perché questa differenza, quasi fratello e sorella.
È piuttosto difficile trovare le motivazioni che hanno portato alla creazione di quei particolari che determinano la differenza fra oggetti similari. Comunemente queste particolarità ne accrescono la qualità, facendoli diventare pezzi unici che attirano l’interesse degli estimatori. Scoprirne il segreto, o individuarne l'utilità per il quale il costruttore li ha differenziati è il nostro obbiettivo, difficile sarà esserne certi.

Differenti spiegazioni sono state avanzate ma come sempre senza prove, cerchiamo allora di analizzare il loro utilizzo per far luce sul quesito e visto che di fanali da carrozza parliamo, accendiamoli per far luce sul mistero. Dalla Francia sono arrivati, costruiti nella bottega di un eccellente artigiano: Gabriel Ducellier – Parigi 1830, ma occorre fare molti passi indietro per riuscire a capirne il perché della loro creazione. Abbandoniamo le nostre strade asfaltate, illuminate, divise da quella linea bianca che divide le carreggiate, andando ad immergerci nelle strade del 1800, buie, sconnesse e piene di pericoli, dove regnava l'anarchia e la legge del più forte.

Nel Medioevo, i cavalieri tenevano la sinistra al fine di poter utilizzare più facilmente e con maggior libertà la propria spada (impugnata con la mano destra) in caso di attacchi improvvisi. Non solo, anche nello svolgimento dei tornei di giostra a cavallo era necessario tenere la sinistra per poter meglio impugnare la lancia. Il primo documento sull'obbligo di tenere la sinistra risale a papa Bonifacio VIII, in occasione del primo Giubileo del 1300, come norma generale dello Stato Pontificio e in particolare per l'attraversamento dell'affollatissimo unico ponte di Castel Sant'Angelo. Lo stesso Dante Alighieri ricorda il fatto nell'inferno della Divina Commedia.

Nel XVII secolo, con la comparsa delle prime carrozze, questa consuetudine restò continuando a mantenere la sinistra per i carri e le carrozze e cavalieri, obbligando così i pedoni, solitamente poveri, che non possedevano una carrozza, ad andare a piedi sulla destra per non essere travolti e che il cocchiere, che solitamente teneva la frusta con la mano destra rivolta verso sinistra, avesse meno probabilità di colpire i pedoni che invece transitavano al lato opposto della strada. Nelle città con grande traffico di carrozze, tenere la sinistra nelle strade a due sensi di marcia faceva sì che i cocchieri avessero una visuale più ampia, in quanto rimanevano al centro della strada essendo seduti a destra. Così come noi oggi, sulle nostre auto, teniamo la destra ma guidiamo seduti a sinistra.

I veri problemi nacquero con l’avvento delle prime carrozze a motore che oltre a viaggiare a una velocità più sostenuta, creavano un grave scompiglio ai cavalli che incontravano sul loro cammino. Non esistendo normative che indicassero chiaramente quale lato della strada si dovesse mantenere nell’incrociare altri mezzi di trasporto. Nell'Italia unita, si teneva a volte la sinistra e a volte la destra. Il Regio decreto n. 416 del 28 luglio 1901 confermò il diritto di ogni provincia di scegliere la direzione di marcia dei veicoli, ad esempio mentre a Brescia e alla periferia di Milano si teneva la destra a Roma e nel centro di Milano, si teneva la sinistra, creando una confusione generale con gravi pericoli.

Presupponiamo che  per cercare di evitare questi pericolosi inconvenienti, specialmente nelle ore notturne, quando le carrozze, che trasportavano la nobiltà e personaggi altolocati, erano riconoscibili solo dai due fanali posizionati ai lati, che proiettavano la debole luce fioca della candela. Luce che più che illuminare la via serviva per farsi vedere da chi sopraggiungeva dalla parte opposta. I costruttori di fanali iniziarono a modificarne la struttura creando sullo sportello posteriore una piccola apertura circolare con all'interno un vetro colorato in rosso.  Due punti luminosi rossi nella notte per avvertire chi sopraggiungeva da dietro, una regola che si è tramandata sino ai giorni nostri sugli odierni mezzi di trasporto.

Se nelle province del nord le regole della guida mutavano riguardo alle ordinanze locali, lo stesso avveniva al sud, anche se con minore frequenza. In alcuni comuni prossimi a Caltanissetta si guidava a sinistra mentre il prefetto di Trapani dichiarò che nella sua città «si era soliti» tenere la destra «ma non sempre»; i conducenti dei carri, infatti, temevano le carrozze a motore e al loro approssimarsi si spostavano verso il centro della strada, per evitare che gli animali imbizzarriti uscissero dalla carreggiata. Spesso e volentieri, causa della loro inaffidabilità, erano le "carrozze a motore" che rimanevano frequentemente in panne al centro della strada creando notevoli ingorghi.

Il problema dei cavalli era diffuso ovunque; anche a Rovigo, al momento di incrociarsi lungo le strade più strette, i veicoli a motore e le carrozze si comportavano in modo differente e imprevedibile, e sempre con grave pericolo per l’incolumità dei viaggiatori. Evidentemente  occorreva ancora dare un segnale che indicasse, quale lato della strada il cocchiere intendesse lasciare libera al sopraggiungere di un altro veicolo proveniente dalla parte opposta. Qui entrano in gioco la nostra coppia di fanali, VERDE, VIA LIBERA. Osservandoli ci balza subito all’occhio la particolarità dell’attacco ad innesto laterale che li divide in destro e sinistro. E’ proprio sul fanale sinistro che è stato incastonato quel ritaglio di cristallo verde, dalla forma di “mezzaluna”, ma perché verde?

Le luci colorate usate per i semafori vengono fatte risalire all'Inghilterra dell'1800, in particolare alla segnaletica utilizzata, dal 1841, per regolare gli scambi ferroviari sulla ferrovia Liverpool - Manchester, la prima a collegare due città. Inizialmente si utilizzava un sistema di palette e bandiere colorate, in cui il rosso indicava pericolo, e il verde la possibilità di procedere con cautela. In seguito i segnali vennero sostituiti da quelli luminosi arrivando sino ai giorni nostri con gli attuali semafori, mantenendo il rosso-alt pericolo, verde avanti via libera, colorando le nostre strade regolando i flussi di traffico.

Ma perché sul lato sinistro? Da sempre il cocchiere guida a destra, posizione che attualmente è mantenuta da tutti noi guidatori e che era di norma anche per le prime automobili. L'inadeguatezza delle strade, faceva sì che le carrozze tenessero il centro della via, l'incrociarsi tra due mezzi era un momento di tensione, nella notte la luce dei fanali a candela non permetteva una grande visione. Il cocchiere o il guidatore riuscivano a focalizzare il margine della strada alla loro destra, vedevano da lontano due punti luminosi che indicavano l'avvicinarsi di un altro mezzo, nel buio una domanda sorgeva spontanea, da quale lato della carreggiata si sarebbe posizionato? Avrebbe tenuto la destra o la sinistra? Poi una luce verde nella notte indica la via!

Ci piace pensare che il costruttore abbia realizzato il nostro fanale, con la mezzaluna verde, quale fosse un’indicazione di via libera al lato di carreggiata alla quale, il cocchiere o il guidatore dell’altro veicolo incrociante si dovesse mantenere. Furono anni di cambiamento, a seguito dei disastrosi incidenti causati dall'aumentato traffico automobilistico nella confusione delle regole, che fu emanato da Mussolini il regio decreto del 31 dicembre del 1923 che impose al "Paese" la «mano destra unica», e accordò una proroga di due anni per approntare la nuova segnaletica e riadattare le tramvie. A Roma il cambio di senso di marcia avvenne il 20 ottobre 1924. A Milano, ultima città in Italia, il cambio avvenne il 3 agosto 1926. E naturalmente il verde rimase un segnale di : VIA LIBERA!

Non abbiamo prove documentate del nostro racconto, sappiamo che di questi fanali ne esiste una seconda coppia al museo dell'auto di Mulhouse- Francia, montati su una carrozza a motore del 1898, in questo caso il verde è a pieno tondo, sempre a sinistra. Di certo ci sembra l’analisi più accettabile nel contesto di una situazione caotica in continua evoluzione. I costruttori erano sempre alla ricerca di innovazioni per garantire la sicurezza sulle strade e le comodità per i passeggeri, oltre che alla velocità di spostamenti, una evoluzione che portò piano piano alla creazione dei mezzi di segnalazione luminosi che sono attualmente a bordo delle nostre auto, che nelle sue norme riportano l’esperienza sul campo dell’evoluzione della carrozza in automobile.

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