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17/09/2018
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Cavalli

HACKNEY :
preparazione allo SHOW

Vogliamo iniziare una serie d’interventi tesi a fornire gli strumenti tecnici di base necessari a un corretto approccio all’HACKNEY. Tenuto conto della scarsa bibliografia, in Italia e soprattutto in lingua italiana, a cui fare riferimento. Manuale classico della letteratura Hackney: “THE  HIGH STEPPER” dell’inglese Tom Ryder. Si sono presi degli estratti espressivi dall’opera e di una libera traduzione che ne conserva intatti i principi informatori. Un intento divulgativo mirato a sviluppare una teoria di addestramento efficace, nell’osservare scrupolosamente le diverse fasi di “Training”.
Innanzitutto dovremo aver già abituato il giovane cavallo a portare i finimenti con tranquillità e senza difese, indi si può iniziare l’addestramento.

Lo scopo fondamentale del lavoro da fare è quello di ottenere l’elevazione degli anteriori spostando il baricentro del cavallo sui posteriori. In questo modo, quando aumenta l’impulso, l’azione anteriore sarà più leggera ed elevata ed i posteriori verranno portati in avanti per mantenere l’equilibrio. Il tutto si può facilmente dimostrare provando a fare il “passo dell’oca” prima con il corpo inclinato in avanti, successivamente portandosi leggermente all’indietro, trovando un corretto posizionamento del baricentro. Per raggiungere questa nuova ed inusuale posizione, si richiede al cavallo uno sforzo ai muscoli interessati superiore al normale, perciò si potrà ottenere un risultato solamente dopo aver sviluppato suddetti muscoli sufficientemente. Importantissimo è ricordare che tutto questo non può essere fatto in tempi brevi, ma seguendo una regolare routine quotidiana.

Concetto fondamentale è quindi far cadere il baricentro del cavallo il più possibile sui posteriori, per cui bisognerà elevare al massimo l’incollatura cercando di far posizionare la testa in modo raccolto fino a quando la fronte sarà quasi perpendicolare al terreno. Il sistema suggerito per ottenere tutto questo è di lavorare in un tondino alla longia piatta, vestendo il cavallo nel seguente modo: capezzone con testiera in filetto a quattro anelli, fascione con fisse laterali completo di sottocoda. Il cavallo lavorerà prima al passo indi ad un trotto riunito e l’addestratore dovrà cercare di trattenere l’andatura servendosi della longia delicatamente dopo aver dato notevole impulso schioccando la lingua ed usando molto la voce e pochissimo la frusta. In questo modo il cavallo si troverà tra due stimoli: di spinta dietro e frenante davanti. Per effetto di tutto questo, esso sarà portato a tenere alta la nuca, estendere gli anteriori, portare sotto i posteriori.

Un altro sistema di vestire il cavallo sempre come nel modo precedente, indi lasciarlo sciolto nel tondino o in altro recinto, in seguito, quando il cavallo lavorerà bene in “piego” con l’incollatura, le reni ben sciolte, leggero nella mano e senza difese, si potrà aggiungere lo stricco per esaltarne maggiormente la giusta posizione dell’incollatura. Si sono visti molti Hackneys difendersi brutalmente dallo stricco se usato prematuramente e teso in modo eccessivo, per cui si consiglia di lavorare normalmente con le redini fisse, intervenendo con lo stricco solamente per qualche minuto. Un metodo usato solamente dai professionisti esperti è di sostituire il lavoro alla longia con quello alle redini lunghe. E’ il caso di non soffermarsi su di esso in quanto trattasi di un sistema molto difficile, ricercato e, se mal eseguito dannoso irreparabilmente per la bocca del cavallo che per la formazione del carattere del soggetto. Conclusa questa fase il soggetto sarà pronto per i primi attacchi.               

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