Carro cucina - tradizioneattacchi.eu

21/05/2018
Vai ai contenuti

Menu principale:

Carro cucina

Le carrozze

Alessandro Locati

La carrozzeria fondata nella seconda metà dell'ottocento da Alessandro Locati, divenne famosa non soltanto in Italia ed Europa ma persino in America, dove, a Philadelpia, espose alcune sue creazioni. Costruttore geniale e sempre pronto a capire e realizzare carri e carrozze per soddisfare le varie esigenze del tempo.


Il carro  cucina
Alessandro Locati



Il Carro cucina, un altro prezioso documento che ci descrive nel dettaglio l’opera del Locati presentata all’Esposizione di Vienna 1873.
Vediamo ora le carrozze-cucina; ove queste vengano adottate dai Governi per il servizio delle truppe di campagna, non si verificherà più il caso di dover gettare il contenuto delle calderuole, al repentino comparire del nemico, poiché questa carrozza-cucina, seguendo le direttive dei rispettivi corpi, continueranno a bollire, ed il rancio potrà essere somministrato ai soldati alla prima fermata; né questi dovranno più, accampandosi dopo faticose marcie, allontanarsi dal grosso dell’esercito per procurarsi quanto occorre per la cottura delle carni; rimanendo tutti, nel frattempo, in uno stato di languore causato dagli spasmi della fame.

Basterà spedire un numero sufficiente di queste carrozze-cucina in un dato punto, per essere certi, arrivandovi, di non aver altro a fare che porgere le gavette, perché siano ripiene di un cibo tanto desiderato. Se v’è un’invenzione utile, che vantar possa il nostro paese, la è certo questa carrozza-cucina, la quale, con poco dispendio, preserva gli eserciti da quelle carestie temporanee cotanto frequenti negli annali delle storie militari. A che serve dunque il perfezionamento delle armi, se coloro, che debbono brandirle, spesse volte mancano del necessario sostentamento?

Non è dunque una riforma nel servizio delle ambulanze, che presenta il Locati, ma bensì il benessere materiale degli eserciti. Difatti con queste carrozze quante vite care ed utili saranno conservate alla Patria ed alla famiglia. La carrozza da cucina reggimentale (sistema Locati 1873) è utilissima, sia nelle grandi manovre, che nelle marcie, ed anche, se si vuole, per un forte numero di feriti raccolti in un dato punto. Può essere tirata da quattro cavalli, ma in montagna e per le erti salite ne occorreranno di più, secondo il carico. Essa ha quattro ruote di centimetri 95 avanti, e di metri 1,30 di dietro; asse a grasso, sospesa sopra quattro forti molli a balestra. E’ cortissima di passo, con congegno per frenare le ruote. Il corpo ha forma di un omnibus, sistema riconosciuto migliore per contenere maggior numero di persone.

Al posto dei sedili vi ha sostituito dodici recipienti quadrati, per capire maggior quantità di liquido. Essi sono di rame, stagnati, sistema usuale, perché sia facile servirsene anche fuori della carrozza. Ognuno di questi recipienti contiene il liquido sufficiente al rancio per 2.000 uomini. I coperchi della caldaia sono in rame con manico in ottone, essi hanno una concavità di quattro centimetri. Riempiendo, secondo il sistema Milanese, la loro concavità d’acqua, questa svaporando, impedisce la svaporazione del brodo contenuto nelle caldaie. Di più sono munite di spiragli, per lasciar uscire il vapore a seconda del suo grado di condensamento. Queste caldaie sono sospese in modo da avere un moto libero nel movimento di rotazione, e per sollevare l’enorme peso sui fornelli;  e non sono soggette a perdere il brodo in esse contenuto, tuttochè  i forgoni andassero a gran carriera.

E’ da osservarsi la vicinanza dei cavalli alla vettura, dalla estremità del timone al di dietro della carrozza, essendo così breve lo spazio, sarà agevole il farla girare per vie strette e luoghi angusti. Le molle di dietro sono poste sotto l’asse e sotto il fondo dei focolai in modo, che il calore, rimandato dai medesimi, non possa offendere la tempra. Una forte lamina di ferro alla quale sono dipendenti le molle di dietro, nonché il freno, mantiene in quadro l’ossatura della cassa, solidamente unita all’asse. Un montatoio dà accesso nell’omnibus, ai cui lati trovasi due focolari semplicissimi, che si possono riscaldare con qualsiasi combustibile, e tramandano il loro ardente calore alle dodici calderuole, sei per cadun lato; il fumo poi si riunisce sul davanti dell’omnibus e sorte da un tubo, come nelle locomotive.

Nel fondo dove trovasi posto per una tredicesima caldaia, trovasi invece un forno destinato per cuocervi le carni e conservare calde le vivande; sotto questo forno v’è una bocca per la tirata del fumo nel tubo, dove devesi produrre l’aria infiammabile per mezzo di carta, paglia, od altro prima di accendervi i due fornelli. Le carrozze-cucina sono, munite di valvole per regolare il fuoco o spegnerlo completamente, volendo sospendere l’ebollimento. Il disopra dell’omnibus è coperto, e chiuso intorno da persiane; dall’interno si può collocare o riprendere roba dall’imperiale, senza dovervi salire del di fuori, mediante scala. Sul davanti dell’imperiale vi è una gran vasca per l’acqua, che si riempie per mezzo d’una tromba, che s’immerge  in una corrente, fontana, pozzo, pompa o recipiente qualunque, ed in meno di mezz’ora le dodici caldaie sono ripiene.

Ai lati di esse sono collocate altrettante chiavi (robinets) ; aprendo le quali, vi si può aggiungere acqua a volontà. Accesi i fuochi le caldaie possono bollire in 45 minuti, sebbene siano della capacità di 90 litri cadauna. La vasca sull’imperiale contiene 400 litri d’acqua circa, per servirsene là dove fosse mancante, ciò che si verifica nei campi d’istruzione e di grandi manovre. La mancanza d’acqua fu sentita dai Prussiani nelle ultime guerre, poiché si fecero costruire appositi vagoni o forgoni per il trasporto acqua. Nel fondo della vettura trovasi una gran cesta di canne d’India, nelle quali si conserva la carne, perché ivi è meno esposta al sole; adottò la cesta, sia per la leggerezza, sia perché si presta meglio all’introduzione dell’aria impedendo in pari tempo che le mosche vi s’introducano. Si pone e si toglie la carne all’interno, al coperto dalle intemperie. Sul davanti della carrozza vi sono due posti per i cuochi, seduti su una specie di coupè sotto la gran vasca dell’acqua, ai lati la carrozza viene chiusa da due palconi dalla lunghezza di 3 metri, i quali, abbassandosi, servono per depositare oggetti e per la distribuzione delle vivande od altro.

Di dietro ai lati all’entrata, due altri palconcini abbassati servono da tavola per tagliare la carne. Un asse, della lunghezza di un metro, si alza dal fondo della carrozza chiudendo l’entrata, che fa scomparire e comparire il salitoio, una specie di gradino, esistente in tutte le carrozze. Due copertoni di tela incerata Water-proof, servono per coprire tutto l’omnibus e garantirlo dalla pioggia e dalle intemperie. Due grandi lanterne, munite di quattro forti cristalli, rischiarano: la strada pei cavalli e l’altra l’interno della vettura. Queste lanterne sono inoltre portatili. Il fondo della vettura è a grata, specie d’inferriata, perché l’acqua non si fermi e si mantenga sempre pulito. Due cassette, collocate sotto i sedili, servono per i cuochi, le altre, sotto il fondo, servono per riporvi la pala ed il gancio per il fuoco, ecc.  Questa carrozza può contenere tanta carne cotta e brodo da bastare per 2.000 uomini. Inoltre è provveduta di vasche ed altri recipienti di rame, per la cucina degli ufficiali e per fare caffè, thè, cioccolato od altro.          

 
 
Torna ai contenuti | Torna al menu