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19/04/2018
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La fontaine d'Apollon

Curiosando

La reggia di Versailles  
-La fontaine d'Apollon-
La fontana di Apollo posta alla base del Gran Canal raffigurava il dio che sorge dal mare con il suo cocchio, è il punto centrale del giardino, apoteosi della grandezza del Re Sole Luigi XIV: Apollo sul suo carro vittorioso emerge dalle acque come il sole dal mare. Il ritorno della divinità dopo il suo itinerario diurno era raffigurato dalla grotta del bacino di Apollo. La simbologia solare emerge nella disposizione dei viali a raggiera che si diramavano da un unico centro come i raggi del sole. Questo straordinario gruppo scultoreo in bronzo dorato, opera di Jean Baptiste Tuby (1635 – 1700) seguendo il disegno di Lebrun, troneggiava al centro del bacino che misura 110 metri nel punto più largo. Si tratta di un Magnifico gruppo in piombo, che rappresenta il Dio del Sole, che fuoriesce dalle acque, guidando un carro trainato da 4 focosi cavalli, attorniati da Tritoni e Delfini che si sfiatano con le loro buccine per annunciare il sorgere del sole.  
A progettare il parco di Versailles fu l'architetto André Le Notre (1613-1700), il creatore del giardino "alla francese", che aveva già egregiamente realizzato a Vaux-le-Vicomte. La caratteristica principale del giardino "alla francese" stava in un'accentuata componente panoramica e paesaggistica che non era presente nel giardino "all'italiana", dal quale peraltro lo stile francese dipendeva per l'armonia e l'invenzione dei vari allestimenti. Nei progetti di Le Notre era fondamentale l'individuazione di un punto di vista privilegiato dal quale fosse possibile con lo sguardo abbracciare l'intera struttura. Si trattava quasi sempre di una piattaforma o di uno slargo da cui parte un asse centrare, lateralmente suddiviso in riquadri, che si sviluppava lunga una linea ininterrotta, orlata dal profilo dei boschi, sullo sfondo di un orizzonte aperto. A Versailles il punto di vista privilegiato fu individuato dal Le Notre nell'avamposto centrare della facciata posteriore del castello. A partire dall'antistante piattaforma, egli delineò due assi: uno, più corto, nord-sud, parallelo alla facciata, delimitato dal Bacino di Nettuno e dal laghetto degli Svizzeri; l'altro, quello centrale, est-ovest, perpendicolare alla facciata medesima, che dai parterre d'acqua arrivava fino all'estremità del canale artificiale, scavato tra il 1667 e il 1680. Lungo questo asse lo sguardo incontrava il Bacino di Latona, il Tappeto verde o viale reale, il Bacino d'Apollo, il Gran Canale e, infine, l'orizzonte. La suggestione del giardino di Versailles - ma per la complessità della struttura più opportunamente si dovrebbe parlare di giardini - stava, appunto, qui: nel dominio di uno spazio al quale la prospettiva di fuga attribuiva una profondità illimitata creando una grande illusione scenica.I bacini intitolati alle quattro stagioni e il Bacino di Apollo, il dio che era il simbolo del Sole e delle Arti, qui rappresentato mentre usciva dalle acque sul suo cocchio e con slancio guidava quattro focosi cavalli: un omaggio al mecenatismo attivo di Luigi XIV, ma anche di un momento significativo di auto-celebrazione da parte di un sovrano che per divisa aveva, appunto, il simbolo solare.
Non a caso Apollo è posto in una direzione che sembra opporsi alle regole naturali, emergendo ad Ovest per dirigersi verso Est, dove appunto si trova il Palazzo di Versailles, dimora del Re Sole.

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