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10/11/2018
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Mylord

Le carrozze

MYLORD o VICTORIA

Nella letteratura anglosassone, non c'è differenza tra Victoria e Milord, mentre la letteratura francese lo osserva rigorosamente, come fanno altri paesi continentali

Confusa con la Mylord con la quale ha poco a vedere, la Victoria, veicolo aristocratico per eccellenza doveva ancora essere visto negli anni Quaranta (1840), in molte città continentali. Tuttavia un carrozziere inglese, MR. J.C. Cooper, vide delle potenzialità in tale veicolo e preparò una serie di disegni con modifiche per renderla di uso più pratico. Trattato con disprezzo in Inghilterra, i suoi progetti trovarono favore agli occhi dei suoi clienti continentali, che intorno al 1845 costruirono da loro una vettura a quattro ruote con due posti a sedere.

Questa piccola carrozza aperta chiamata Mylord è stata copiata in più di uno stato, in particolare, a quanto pare, a Parigi e Vienna. Nel 1856 sembra siano state descritte come simili, anche se si differenziano per la serpa anteriore, montata su telaio in ferro e amovibile nella Victoria, mentre nella Mylord la serpa è in legno e contigua con la cassa e a due luoghi e dalla mancanza del grande ventaglio ricurvo in cuoio della Victoria.  

Indipendentemente dal loro uso, le Mylord erano generalmente scure, con le seguenti combinazioni di colori: verde oliva o verde scuro, in una gamma di rosso o verde chiaro, marrone scuro rosso scuro, blu notte giallo, rosso o blu chiaro. L'interno foderato, eseguito in tessuti o pelli assortite in capitonné. Anche sa la moda dei tempi a volte si è allontanata da queste combinazioni di colori. Durante il secondo Impero, ad esempio, in cui sono stati compiuti grandi progressi, la moda elegante era dipingere i treni delle ruote in giallo o rosso scarlatto.

  Tuttavia importanti carrozzieri si dilettarono a costruire prestigiose Mylord a ressort (otto molle).
Questo può essere visto nel catalogo della ditta Binder Ainé, 40 avenue du Bois de Boulogne, Parigi,
all'Esposizione Universale del 1878.

FRENCH MYLORD (VICTORIA) costruttore: Million & Guiet Parigi; nonostante le condizioni ci sono alcuni segni che il veicolo era originariamente scuro o nero con filettature giallo e due corone dipinte sul pannello.

La victoria-mylord fu costruita su numerosi disegni di carrozzieri famosi in diversi stati del continente come pure nelle Americhe. Alcune erano aperte con posti a sedere vis a vis per accogliere quattro viaggiatori, alcune avevano porte basse ai lati, molte sono state costruite per essere trainate da un singolo cavallo, altre erano fatte per pariglie di pony e cavalli. Sovente mischiando le varie tipologie con altri legni, queste “Vittoriette” figlie dalla regale Victoria, hanno ingenerato una notevole confusione.       

Le carrozze del Quirinale, La Mylord-Victoria di Vittorio Emanuele II

Marco Lattanzi – Sovrintendente carrozze del Quirinale:
Negli antichi inventari sono ricordate come mylord anche i Duc che sono identificati con la dizione “Mylord – Vittoria” oppure “Mylord per il Servizio da Posta” per quei legni che presentavano l’attacco alla “Daumont”. L'immagine della carrozza è corredata dalla scritta "Polacca Vittorio Emanuele II" che indica la particolare denominazione del carro che negli antichi inventari viene anche ricordata come "Polonese". ll disegno della carrozza è caratterizzato dal profilo dei lunghi parafanghi laterali uniti al montatoio centrale che collegano la parte anteriore e posteriore. La forma della cassa è simile a quella a barca anche se interrotta.

Una particolarità tipica delle Mylord, è un piccolo strapuntino ribaltabile a scomparsa, collocato posteriormente sulla serpa alle spalle del cocchiere, per avere la possibilità di aumentare i posti a sedere, in quanto, visto la sua particolare tipologia si prestava perfettamente quale vettura da piazza per il trasporto pubblico. Durante gli eventi bellici, le donne sostituirono gli uomini in vari lavori, anche nel servizio di piazza come cocchieri.

Poiché sono essenzialmente carrozze guidate dal cocchiere, sono tuttavia, ricercate come carrozze nuziali e veicoli turistici per i quali sono estremamente adatte.

Nel catalogo di noleggio carrozze della Società Anonima Omnibus Milano, abbiamo tre immagini di tipologie di equipaggi chiamate “Victoria” che in realtà sono delle Mylord, nella quarta immagine una “Carrettella” che si differenzia per la serpa a cassa ritta perpendicolare sulla sala, senza orfanella come nei Break.

MILORDINO – BAGHER – DUCH - PLANTON
La grande diffusione della Mylord invogliò numerose ditte carrozziere a costruire e inserire nei propri cataloghi numerose sotto tipologie similari alla classica Mylord, ne abbiamo trovato riscontro nei cataloghi di due Ditte Italiane:
Raffaello Spagnesi & F.lli  -  Virgilio e Fratelli Fedi,  entrambi di Pistoia.


Molti di questi legni li possiamo vedere nei Concorsi o nelle sfilate di Tradizione, impropriamente chiamati “Pistoiesi, Timonella, Dottorina” terminologia errata causata dalla scarsa conoscenza di un passato che sebbene non tanto lontano è quasi scomparso dalla nostra quotidianità.

Commento:
Mylord, legno tipicamente continentale, a quattro ruote con mantice in cuoio, con serpa fissa in legno contigua alla cassa, carrozza di servizio in quanto sempre guidata dal cocchiere. Comunemente attaccata in singolo o pariglia. Per la sua comodità, diffusione e praticità venne comunemente usata come vettura da piazza o noleggio. Ne vennero costruite numerose varianti più piccole per il tiro singolo che presero la denominazione in base alla regione o alla città di costruzione.
Una variante poco conosciuta fu la Mylord Fermè o Mylord Cab.


MILORD CAB – MYLORD FERME’


Una carrozza ibrida; Mylord Cab, questa carrozza è il risultato della fusione tra un mylord e un Hansob cab inglese. Questa fusione consiste nell'innestare su una mylord un mantice fatto con pannelli rigidi, con un grembiale rigido, e dei pannelli a vetro, che racchiude completamente la seduta dei passeggeri. Progettato per servire come un veicolo da noleggio, più facile da condurre di un cab e completamente protetto dalle intemperie. Senza dubbio il suo aspetto poco attraente e il disagio creato dallo spazio angusto, che favoriva l’idea di imprigionare i viaggiatori sotto il telaio della carrozza, lo rese alquanto impopolare. Il carrozziere parigino Georges Kellner, ne rivendicò l'invenzione a torto al Salone di Parigi nel 1878. Infatti un altro carrozziere parigino Baslez, aveva pubblicato nel 1839 il primo esempio noto di una cassa di cab inglese montata su quattro ruote, suggerisce un'origine francese a questa creazione, che sembra confermare la denominazione “Cab à la française”. Attualmente si riscontra un esiguo numero di legni di questo modello, un esemplare di Milord Cab costruito in Inghilterra dalla ditta: WINDOVER a Londra, fa parte della collezione Giorgio Giorgi del Museo della Fiera Cavalli a Verona.

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