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20/06/2018
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Carro lettiga

Le carrozze

Il carro lettiga
Alessandro Locati

Nel 1864, i Prussiani, nella guerra con la Danimarca, iniziarono a utilizzare le lettighe a ruote, leggere ed in grado di essere gestite anche da un solo soccorritore. La normale barella, su cui si adagiava il ferito, veniva poi posizionata su una struttura a ruote che veniva trainata da un uomo o da un animale; talvolta tale struttura era simile ad una carriola ed i sostegni della barella erano piuttosto complessi. La sua evoluzione fu opera di un carrozziere Italiano, Alessandro Locati che dopo la sua esperienza sul campo di battaglia decise per la costruzione e il perfezionamento di un carro lettiga; riportiamo un articolo dell'epoca segnalatoci dal sig. Ivo Baldisseri.

L' Esposizione Universale di Vienna del 1873

Nella nostra rivista sulla Carrozzeria abbiamo nominato il sig. Alessandro Locati da Torino, distinto con medaglia, il quale presentò una mostra così ricca nel suo genere, da meritare uno speciale sguardo. Non si tratta solamente di carrozze di lusso, destinate a far vana pompa sui corsi; oltre a questo orgoglio dei ricchi, il Locati pensò a costruire delle nuovi e importanti carrozze pei feriti e carrozze-cucine. Allorché gl’Italiani, sublimati dal pensiero di nazionale indipendenza, s’apprestavano a combattere le patrie battaglie, il Locati seguendo l’impulso dell’ausonia gioventù, era accorso volenteroso tra le schiere degli animosi, prendendo parte alle campagne del 1848 e 49; e tra lo avvicendarsi di fatti bellicosi, or propizi ed or avversi alle armi nostre, poté studiare da vicino, e praticamente, il servizio delle ambulanze, il cui materiale, affatto imperfetto e disadatto, traeva seco conseguenze deplorevoli, a danno precipuo dell’esercito, ai cui bisogni non poteano sopperire, o se pure, in modo tale da peggiorare, anziché migliorare, lo stato dei feriti.

Ciò rammentandosi più tardi, andava seco stesso pensando ai miglioramenti da introdursi in tale materia, ed in pari tempo seguiva con ansia le diverse importanti Esposizioni fatte, le quali gli provavano sempre più la imperfezione ed insufficienza di tale servizio; e quantunque se ne riconoscesse da tutti l’utilità, nessuno però si era dato pensiero di migliorarne il materiale, destinato al trasporto dei feriti e dei viveri; riforma utilissima, dappoichè è appunto dopo il combattimento, che i feriti, e gli spossati hanno bisogno di un buon trasporto e d’un sufficiente materiale rotante, carico di vettovaglie, atte a rinvigorire le forze estenuate da lunga ed accanita lotta. Ristoro che ben alcune volte manca, perché mal serviti, lontani, o nell’impossibilità di trovare, nei paesi vicini al combattimento, i viveri necessari al sostentamento d’un corpo d’esercito, perché altrove portati, dispersi o bruciati.

Forte di queste considerazioni, afferrò di volo l’occasione che gli si offriva, nella guerra del 1866, per attuare un progetto, che andava maturando di lunga mano; improvvisando una nuova carrozza destinata unicamente per il trasporto dei feriti. Propose adunque questa carrozza al Governo Italiano, il quale, per il repentino entrare delle truppe in campagna, trovassi impossibilitato di adottare nuovi materiali, tuttoché la riconoscesse utilissima. Il Locati non si perdette perciò d’animo, anzi si presentò immediatamente al capo-medico dei volontari italiani, dott. Agostino Bertani, che ne apprezzò i vantaggi. Ed accettando di buon grado la proposta, invitò il filantropico industriale a far pervenire sul campo la sua prima carrozza di saggio, accompagnandola egli stesso, per spiegare il modo di servirsene, e fare alla presenza di persone competenti in tale materia, le opportune prove per  studiare quei miglioramenti, che l’uso e l’esperienza suggerissero.

Non è a dire se una tale impresa traesse seco gravi sacrifici; ma ne fu largamente compensato dai ringraziamenti dei feriti, che trovarono un grande sollievo su questo nuovo mezzo di trasporto, là dove quelli trasportati sui carri governativi, costruiti contrariamente ai principi d’una carrozzeria ragionevole, tendente ad uno scopo umanitario, induravano dolori inauditi, per gli urti violenti impressi alle carrozze, ad ogni disuguaglianza del terreno.
La prima carrozza ambulanza fatta dal Locati, a norma dei principi proposti dall’onorevole dott. Bertani, ha servito nelle campagne del 1866 nel Tirolo, nel 1867 a Mentana, e nei Vosgi nel 1870-1; e sempre con felicissimi risultati.

Essa fu esposta a Vienna nel 1873 allo scopo di confrontarla colle ultime sei, fatte appositamente dal Locati stesso per questa esposizione, per meglio addimostrare il progresso ed i miglioramenti apportati in queste ultime. All’esposizione Mondiale di Parigi presentò una carrozza d’ambulanza, costruita secondo i principi del dott. J.Mundy la quale gli valse il primo gran premio internazionale di L. 1000 e la Medaglia d’oro.
Questo modello, fabbricato in natura, venne acquistato in seguito dal Governo inglese. Di poi l’Austria nel 1868 e l’Italia nel 1869 gli diede l’ordine di un simile modello. In ultimo ne fece fare più di cinquanta il Governo austro-ungarico 1869-1870.


Scoppiata nel 1870 la guerra in Francia, mandò colà due carrozze(sistema Mundy) per conto del Comitato d’Algeri; oltreciò furono mandate tutte quelle  (sistema dott.Bertani) che già servirono nel Tirolo nel 1866, e a Mentana nel 1867. I rapporti fatti allora dallo stato maggiore e principalmente dalla signora Mario, che dirigeva sempre le infermiere improvvisate per i volontari condotti da Garibaldi, gli furono favorevolissimi.
Doveva inoltre, per mezzo del dottor Mundy,  mandare altre carrozze in Francia, ma, assediata Parigi, ed in questa trovasi chiuso il dottor Mundy, non poté  eseguire tale spedizione.

Premesso queste notizie storiche, passiamo alla descrizione della carrozza del sig. Locati, la carrozza d’ambulanza col sistema Bertani. La carrozza d’ambulanza è a quattro ruote, leggera, per due cavalli, montata sopra sei molle balestre. Essa può contenere cinque feriti distesi nell’interno e tre seduti nel coupè, e all’occorrenza può capire tredici persone, sedute o altrimenti. La prima volta che s’adoperò questa carrozza, si fu nel Tirolo, nella campagna del 1876. Il primo ferito raccolto si fu un volontario italiano, certo Canova da Monza, che vive tuttora. Fu ferito gravemente ad una spalla, egli giaceva sopra un mucchio di ghiaia, sul quale era stato deposto da un infermiere d’un ambulanza governativa. Gli atroci spasmi da lui provati, sul carro del governo, l’avevano obbligato ad abbandonarlo, per evitare una morte, lenta, ma certa. Adagiato ben bene il Canova nella carrozza del Locati, gli vennero operati  dei bagnamenti, che continuarono fino all’arrivo dell’ospedale S. Luca in Brescia, dove il poveretto da riconoscenza preso, per il conforto trovato nella carrozza, ebbe a più riprese baciato il Locati.

Tal genere di veicoli deve costruirsi con questo stesso sistema di avant-train, affinché riescano solide e leggere ad un tempo. Le ruote di dietro saranno dell’altezza fissa di metri 1,35; quelle davanti di metri 0,95; poiché, se l’altezza di queste ultime ruote fosse maggiore, non potrebbe passare sotto la cassa a giro intero senza alzare maggiormente il suo fondo. Le ruote di dietro, poi, essendo 40 centimetri più alte, producono l’aumento di metri 1,20 di strada nel loro giro su quelle del davanti, di guisa che la forza dei cavalli si converge tutta sulle ruote del di dietro; lo stesso caso, come nelle locomotive ferroviarie a grande velocità, le quali hanno le ruote motrici più alte delle altre, che debbono seguire il loro movimento. Non è il peso materiale della carrozza che affatica i cavalli per tirarla, ma bensì il modo combinato di rotazione.

Per esempio, una carrozza che pesasse  chilogrammi 1000 potrebbe recare meno fatica per tirarla che un’altra di solo chilogrammi 500; per ottenere ciò occorre: 1° Carreggio proporzionato alle strade carreggiabili; 2° che le ruote girino diritte con l’asse e quelle davanti siano in linea diretta con quelle dietro; 3° la maggior altezza di ruote sopra un solo giro dell’asse fa maggior strada; 4° le ruote di dietro debbono essere molto più alte di quelle davanti, obbligando queste a fare 1/3 di giro maggiore, in modo, che i cavalli debbono tirare quelle di dietro, e che obbligano quelle davanti a seguirle. Ogni carrozza è provvista di una cassetta, attaccata sotto il fondo; essa contiene la chiave delle ruote, lo scalpello, il martello, le tenaglie, viti, chiodi, corda, ecc. utensili necessarissimi in caso di rottura.
Le attuali carrozze d’ambulanza dei Governi, riconosciute inservibili, potrebbero essere utilizzate, trasformandole in furgoni, che sono tanto necessari in guerra.        


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