Tandem cart - tradizioneattacchi.eu

10/11/2018
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Tandem cart

Le carrozze

Guidare due cavalli in punta l’uno all’altro.           G.C.Volpini

Questo modo di attaccare due cavalli è conosciuto più comunemente, sotto l’indicazione di attacco in tandem; esso procura al guidatore presso a poco la stessa soddisfazione che quella di guidare un tiro a quattro (four in hand). Con questo vantaggio, che nel guidare 4 cavalli occorrono braccia vigorase, per poter sostenere a lungo con una sola mano il peso delle quattro redini, tanto più poi se i cavalli sono vivi e ardenti. Questa maniera di attaccare i cavalli, giova specialmente quando uno debba recarsi ad un convegno di caccia, e voglia risparmiare il suo cavallo (hunter) fino al luogo di riunione, e giova anche quando lo si voglia far muovere, senza affidarlo ad un palafreniere che lo monti, o lo passeggi a mano.

Essa però non è senza inconvenienti ed anche pericoli, perché la vettura adoperata (tandem) non essendo che a due ruote e piuttosto alte, se il guidatore non ha molta calma e maestria, e se i cavalli non sono molto tranquilli, e si animano facilmente, è assai facile commettere qualche errore. Inoltre svoltando bruscamente, o non impedendo al cavallo di volata di urtare coi garretti, o colla parte posteriore, nel bilancino a cui è attaccato, o contro la testa del cavallo alle stanghe, si possono commettere dei rischi gravi.

Tant’è vero ciò, che il tandem viene da taluni scherzosamente chiamato il suicidio, ed altri dicono che le vetture a due ruote sono la salute dei cavalli e… la morte degli uomini. In tre diversi modi si può attaccare il cavallo di volata – che gli inglesi chiamano leader – al cavallo di timone – detto wheeler, e cioè:
1) facendo uso di tirelle alquanto lunghe per il leader, ed attaccandole ad un gancio a molla, cucito alle estremità anteriori delle tirelle del Wheeler;
2)oppure attaccandole ad anelli infissi alla punta delle stanghe del timoniere,
3)oppure finalmente ad un bilancino, posto dietro il leader, come si dirà.

Tanto il primo che il secondo di questi sistemi presentano degli inconvenienti. Nel primo caso il cavallo di volata non trattenuto da stanghe, né avendo a fianco un altro cavallo, ma essendo affatto libero nei movimenti laterali, può, con una svolta brusca, od indietreggiare obliquamente, trascinare il timoniere e far ribaltare la vettura, tanto più facilmente, se essa è a due ruote, e piuttosto alta, come appunto deve essere. Nel secondo caso può avvenire che il cavallo di volata, non tenendosi sul tiro, lasci le sue tirelle talmente lente, da far imbalzare il cavallo che è alle stanghe. Si ovvierà però a questi accidenti con un buon addestramento dei cavalli, e mettendo alla volata un cavallo docile, sicuro, e senza viziose abitudini.

Il terzo modo, quello cioè di attaccare il cavallo di punta ad un bilancino, è dai più ritenuto come il migliore, perché elimina il pericolo che il leader ed il wheeler, si imbalzino nelle tirelle; non ha azione diretta sulle spalle di quest’ultimo e rende possibili le volate, anche se strette, senza dar luogo ad accidenti. Questo bilancino lungo circa 75 cent. Ed al quale si affibbiano le tirelle del leader, è unito ad un secondo bilancino un poco più corto, cioè di 60 cent. Esso è sostenuto da una catenella fissata per una estremità alla parte di mezzo del bilancino e per l’altra ad un anello posto nella parte inferiore del ferro del collare del cavallo di stanghe. Questa disposizione ha per scopo di evitare che i bilancini tocchino le gambe del leader, quando esso è fermo e non è sul tiro.

Il bilancino più corto porta alle estremità due piccoli tiranti, i quali mediante gancio a molla, si attaccano agli anelli, cuciti sotto le fibbie delle tirelle del wheeler. La distanza fra un cavallo e l’altro deve essere quella appena necessaria ai loro movimenti, senza che ci sia pericolo di urti del cavallo di volata sul bilancino a cui è attaccato. Il tenerli troppo distanti fra loro, rende meno elegante ed aggraziato l’attacco, e vi è maggior possibilità di accidenti. In tutto il resto i finimenti sono uguali, ad eccezione di qualche piccola particolarità nei sellini, e negli anelli per i quali passano, sulla briglia del wheeler, le redini del leader.

Le redini sono quattro; quelle del cavallo di volata passano entro appositi anelli, che una volta si cucivano sulla testiera de briglia del cavallo a stanghe, ma ore si preferisce fissare questi anelli ai montanti della briglia, o meglio ancora lateralmente al sottogola del timoniere. Esse sono tenute nella mano sinistra, facendo passare ciascuna redine fra due dita successive e cioè:

la redine sinistra del cavallo di volata sopra l’indice;

la redine sinistra del cavallo alle stanghe fra l’indice ed il medio;

la redine destra del cavallo di volata tra il medio e l’anulare;

la redine destra del cavallo alle stanghe tra l’anulare ed il mignolo.


Con siffatta ripartizione le redini, due a due, corrispondono al lato sinistro od al lato destro dei morsi. Siccome il sedile del tandem (fig. 67), può essere mediante una manovella, spostato in avanti od indietro a piacimento, si dovrà badare attentamente a che esso sia collocato in modo da non far sopportare troppo peso dal collo del cavallo a stanghe, cosa che accadrebbe se fosse troppo avanti, e non sia posto troppo indietro, nel qual caso, tanto chi guida, come il domestico che gli fosse seduto di fianco od alle spalle, starebbero in posizione incomoda e poco sicura.  

Nel guidare un attacco con due cavalli in fila, si avvertirà di non far partire quello di volata, prima del cavallo alle stanghe, ma si dovrà procurare che questo smuova la carrozza mentre quello di volata non ha ancora le tirelle tese. La partenza va fatta adagio, per evitare che o l’uno o l’altro dei cavalli con mossa precipitata, od anche solo un po’ viva non dia una scossa violenta all’attacco, con pericolo che si rompa il bilancino della volata. Per arrestare il tandem, il cocchiere farà sentire maggiormente la tensione delle redini si wheeler, che non sul leader, per modo che quando quello si ferma, l’altro abbia le sue tirelle tese. Si porterà perciò la mano destra avanti alla sinistra e con essa si tireranno alquanto verso il corpo le redini del wheeler.
Nella voltata, il leader non deve tirare; epperò dovendo ad esempio voltare a destra, si pone la mano destra a 20 o 30 cent. Avanti la sinistra, le dita fra mezzo a ciascuna delle redini, e quindi si tirano verso il corpo quelle di destra dei due cavalli e viceversa quelle di sinistra, se la voltata deve farsi da questa parte, e cedendo la mano quando il movimento è compiuto. Secondo la parte dalla quale si gira, si terrà un po’ più lenta la redine della stessa parte del leader.

Nelle discese il cavallo di volata non deve essere sul tiro, perché impedirebbe a quello alle stanche di trattenere la vettura. Nella salita invece deve avere le tirelle ben tese, onde aiutare questo a superarla. Se mai la volata venisse a voltarsi per suo conto, senza esservi chiamata, e compisse da sola metà della voltata, non è consigliabile il richiamarla sulla via diritta, ma piuttosto, se vi è spazio sufficiente, converrà far assecondare il movimento dal cavallo alle stanghe e compier un giro intero per riprendere la posizione primitiva. La frusta dovrà avere il cordone più lungo di quello che si adopera per guidare la pariglia, ed un po’ più corto di quello per il tiro a quattro.

Un appassionato e attento osservatore, Lorenzo Gatti "Paco" per gli amici, ci ha segnalato delle particolarità di finimenti per tandem.

Nel primo caso il bilancino è sorretto da due tiranti collegati alla briglia del cavallo di stanghe.

Nel secondo caso sono le tirelle del cavallo di volata sorrette da tiranti collegati alla briglia.

Una interpretazione personale o fedeltà alla Trazione?



Abbiamo sentito l'opinione di due dei maggior esperti di settore:

Carlo Gnecchi Ruscone (Presidente della Società Milanese Redini Lunghe)
Non si è mai visto nulla di simile nella Tradizione Inglese degli attacchi in Tandem e simili accorgimenti non esistono in nessuna riproduzione.
L'applicazione di simili accorgimenti è assolutamente da scartare non facente parte della TRADIZIONE.

Ivo Baldisseri (Giudice e collezzionista)
Effettivamente il virtuosismo di queste applicazioni è molto strano, potrebbe avere un senso se il cavallo fosse dotato dello strick,
con lo strick il cavallo deve tenere la testa alta ed impedirebbe l'abbassamento del bilancino, nel nostro caso non è utilizzato.
Dobbiamo considerare anche il fatto che le fotografie si riferiscono a due attacchi presentati in Spagna; sarebbe intererssante
capire se questi accorgimenti sono frutto di una bella idea di qualche sellaio odierno oppure se ci sono riferimenti al passato.
Rimane il fatto che entrambe le applicazioni sono molto strane e discutibili.


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