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19/03/2019
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Codetta

Att. lavoro

coDETTA
O
TRIQUEBALLE
Dizionario Tecnologico di
Arti e Mestieri 1833



Gli ordinari veicoli inservienti al trasporto delle materie minute non sono adatti a trasportare il legname di grandi dimensioni. Lasceremo da parte quegli straordinari mezzi, ai quali suole appigliarsi l’umana industria per estrarre i fusti atterrati nelle foreste, dove non esistono strade carreggiabili, e dove non di rado, quando pure i calcoli economici ne mostrassero la convenienza, la naturale disposizione e le difficoltà del suolo renderebbero difficilissimo e talvolta impossibile di formarle. Indicheremo soltanto quei mezzi più usuali che si adoperano sulle strade ordinarie per il trasporto del legname grosso da costruzione ai luoghi di riposta, ovvero all’effettivo suo impiego.

"Fardier" o "Triqueballe"

Si fa uso a tale effetto di due specie di veicoli: gli uni dei quali sono a due sole ruote ed hanno il nome di codette, gli altri sono a quattro ruote e si formano per l’unione di due ordigni a due ruote per ciascheduno, i quali chiamansi barrucole.


La Codetta, altra specie di vettura, chiamata dai Francesi "Fardier" dev’essere da noi compresa sotto il nome generico di carretta. Serve principalmente al trasporto dei grossi pezzi di legname. E’ formata di due grandi e forti ruote di 8 a 9 piedi di diametro, d’un asse di ferro e di due grandi stanghe di legno, il cui capo da un lato serve ad attaccarvi un cavallo. I legnami da trasportarsi essendo posti nel modo più regolare possibile sopra due sedili, in un monte non più largo della carreggiata interna della carretta, né più in alto dell’asse, vi si conduce sopra la carretta in maniera che il suo asse corrisponda presso a poco al centro di gravità del carico.

Ivi si passa una fortissima catena sotto il fascio del legname e di sopra un grosso rotolo di legno (A). Allora prendendo una leva(B), che si introduce nella catena uncinata e sotto del rotolo (A), si solleva con questa e col verricello (C) il fascio di legna, fino a che questo siasi sollevato dai sedili inferiori e tocchi le traverse superiori. In tal guisa due uomini caricano senza fatica gravissimi pesi, e li scaricano con facilità ancora maggiore quando sono giunti sul luogo ove erano destinati. Per evitare l’attrito del rotolo (A) sulle stanghe, si ha la cura di non farvi verun incavo, sicchè esso vi cammina sopra e non prova che un attrito di secondo grado, che viene considerato generalmente come nullo.

In Francese, così come in Piemontese viene chiamato "Triqueballe"
Triqueballe: carro leva
; propriamente parlando è una specie di grosso carretto col timone, che opera una leva per sollevare gran pesi, e che serve anche per trasportarli.
Triqueballe à vis: carroleva a vite; differisce dal carroleva ordinario solamente nel congegno meccanico adattato dietro allo scannello. Un tale congegno serve ad elevare i pesi da terra senza innalzare ed abbattere quindi la coda del carro, e ciò mediante una robusta vite verticale, mossa da un manubrio a crocera, il congegno è interamente in ferro.
Triqueballe de place: carroleva da piazza; differisce da quello ordinario in quanto che le sue dimensioni ne sono minori.
Triqueballe ordinarie: carroleva ordinario; ha due grandissime ruote, e si traina collo stesso carretto dell’affusto.


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Trincapalle, s.m. Triqueballe.

E’ meglio detto carro leva. Strumento d’artiglieria composto d’una gran freccia di legno o timone appoggiato su di un asse a due ruote di dietro e su di un avantreno per davanti, di due travicelli, e di uno scannetto. Un tale strumento serve a trasportar pezzi di cannoni che si attaccano su questa freccia con una catena di ferro o forti cavi. Il suo timone o freccia è d’ordinario lungo 13 piedi d’un sol fusto di quercia.
Per servirsi di questo strumento, due o più uomini lo avvicinano, situandolo sul pezzo che si vuol trasportare, essendo indifferente che la bocca del pezzo sia per davanti o al di dietro di esso. Si passa una prolunga nel gancio dell’estremità del timone, la quale in seguito si alza in aria in guisa che il mezzo dell’asse sia perpendicolare sulle maniche del pezzo. In queste maniche si passa una catena di ferro assai forte per sostenere un pezzo da 24, la quale è lunga da 10 a 12 piedi; le due estremità si avvolgono d’intorno all’asse e dello scannetto, di maniera che siano fermate.
Tre o quattro uomini tirano la prolunga che è passata nel gancio dell’estremità del timone per farlo abbassare; nell’abbassarsi esso eleva il pezzo in aria; quando questo è abbassato a livello, si attacca il davanti del pezzo o la culatta, se si trova innanzi col timone, per impedire di rilevarsi. Gli ultimi posti in uso hanno una grossa vite per rilevare il pezzo, per mezzo del quale si alza facilmente il cannone da due uomini appena.
Se non si vuole trasportare il pezzo lontano, nove o dieci uomini muovono benissimo la detta macchina, ma se poi è a qualche distanza, quattro cavalli sono sufficienti a trasportarla ovunque. Quando si vuole scaricare al luogo destinato, si scioglie il pezzo del timone, e due o tre uomini allontanano pian piano il cavo che è all’estremità del timone, affinchè il peso del timone non lo porti troppo celermente in alto.


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