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22/09/2018
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Liprando

Terminologia

Piede Liprando

Narra la leggenda che un sovrano dal nome Liutprando, re dei Longobardi, un giorno fosse interpellato da alcuni sudditi che, stufi di essere ingannati da mercanti senza scrupoli durante le compravendite, gli chiesero di stabilire una precisa e determinata unità di misura facilmente utilizzabile durante le transazioni commerciali. Liutprando decise, allora, di stabilire che tale misura fosse determinata dalla lunghezza del suo piede e, così, a titolo esemplificativo lo posò su una pietra. Ma su di essa, quasi per miracolo, ne rimase indelebile l’impronta e, così, venne a lungo custodita a prova di quanto dovesse essere lunga l’unità di misura di un piede, da quel momento detto Piede Liprando.

Nel 1895 furono rinvenuti a Pavia i resti umani che dopo studi furono attribuiti alle ossa del Re longobardo. Più specificatamente la statura risultò di 1,73 m e i piedi pari a 254 mm il destro e 261 mm il sinistro. La somma è di 515 mm e differisce di pochissimo dal piede liprando utilizzato in Piemonte. Quella misura rimase in uso per secoli. La sua capitale, Pavia, volle eternarne la memoria e adottò, come unità di misura principale, la lunghezza del suo piede. Ne scolpì la traccia sulla soglia del Palazzo e presso la porta della Cattedrale, e tutti i mercanti dovevano conformarsi a misurare le loro merci in “pè liprandi” (piedi di Liprando).

Fu così che a Pavia l’unità di misura del piede (detta anche "piede agrimensorio") rimase a lungo di oltre 47 centimetri dei nostri, oltre una volta e mezzo quelli delle altre città ed in rapporto aureo (1,612 volte circa) col piede romano. Ricordiamo che il piede romano misurava cm 29,5, mentre il piede parigino, usato secoli dopo dai costruttori gotici nei cantieri edili di tutta Europa, misurava quasi cm 32,5.
In realtà il suo valore, precedentemente al 1818, era in Piemonte 513,76597 mm; ma su richiesta del Conte Prospero Balbo e parere dell'Accademia delle Scienze di Torino la misura fu modificata, con l'aggiunta di poco più di 6/10 di mm, nel valore definitivo di 514,40329 mm... misura del minuto terzo del grado medio del meridiano terrestre."

A questo punto sorge spontaneo chiedersi:
questa bella storiella cosa centra con carrozze e cavalli?

Frequentemente osservando disegni di carrozze, si nota nella parte sottostante una scala graduata di riferimento per rapporto delle relative misure, cosi come siamo abituati a notare su disegni meccanici o ingegneristici o di edilizia.
Cosi ci siamo chiesti; quale è il rapporto di misura di queste scale?
Dopo varie ricerche abbiamo trovato delle precise indicazioni nel volume "Carrozze Regali-Cortei di gala di papi, principi e re".

Nel "Progetto per il berlingotto di gran gala del duca d'Aosta Vittorio Emanuele" redatto da Marco Lattanzio troviamo precise indicazioni:
"i disegni sono corredati da una scala in piedi Liprando che permette di determinare le misure della carrozza raffigurata corrispondenti con quelle effettive del berlingotto. Come è noto i piedi Liprando sono l'antica unità di misura introdotta in alcune province del Piemonte da Carlo EmanueleI nel 1612 e in uso fino al 1818. La presenza della scala lascia supporre, dunque, che i disegni siano preparatori per l'effettiva realizzazione della carrozza anche per la netta rispondenza fra i prodotti grafici e il coupè".


"Per Piemonte intendiamo le antiche province di Torino, Susa, Pinerolo, Ivrea, Biella, Saluzzo, Cuneo, Mondovì, Alba, Asti e Vercelli; nelle quali solo esisteva uniformità di pesi e misure, stabilita da Carlo Emanuele I con editto 5 giugno 1612 Il piede liprando formava allora la base di tutte le misure le quali furono in uso fino al 1818. In quell'anno la Camera dei Conti su parere dell'Accademia delle Scienze di Torino determinò di allungare il piede liprando di 124 centomillesimi. Le misure così formate furono in uso nelle suddette province fino all'introduzione del sistema decimale (1850)."
Presso i Romani, questa misura equivaleva a 29,64 cm
In realtà, fino a tempi relativamente recenti, erano contemporaneamente in uso differenti misure di piede.
Nel solo impero austro-ungarico si avevano le seguenti corrispondenze:
piede o fuss pari a 31,6081 cm
piede cubico pari a 0,03158 m3
piede viennese pari a 31,61024 cm
piede parigino pari a 32,484 cm
In alcune zone (per esempio a Bologna, Modena) il piede era sinonimo di braccio da muro, ovvero il braccio usato per le costruzioni (differente dal braccio usato per i tessuti, o mercantile). Più a sud come base per il sistema agrimensorio erano usati al posto del piede il braccio e (già in Liguria) il palmo.

Troviamo differenti unità di misura di piedi a secondo dello stato o della regione, anche con il passare del tempo le misure si differenziano, ne troviamo esempio sempre nelle tavole del volume "Carrozze Regali";
nel progetto del berlingotto firmato "Pautasso" del 1789 abbiamo una scala in "piedi Liprando", nel progetto dell'Egiziana di Giacomo Pregliasco datato 1819, abbiamo una scala in "piedi di Torino" che dovrebbe corrispondere al "piede Liprando" allungato di 124 centomillesimi.
la stessa unità di misura prendeva nomi differenti a seconda delle diverse regioni e delle attività per le quali veniva impiegato, a fianco riportiamo una galleria di immagini che riportano scale differenti.

Abbiamo voluto fare questa ricerca per chiarire un particolare che molte volte dai più non sia mai stato preso in considerazione o considerato un particolare irrilevante, sempre alla ricerca di allargare la nostra e vostra conoscenza e come dice il proverbio:

"no foot no Horse" possiamo dire "no piede Liprando no carrozza"


Per chi volesse approfondire le sue conoscenze consigliamo una visita a :
Angelo Mazzi-Monografia di storia medievale- il piede Liprando


http://www.archiviobergamasco.it/wp-content/uploads/mazzi/volumi/Mazzi_08.html

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