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24/06/2018
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La Tirolese

Finimenti

La Tirolese
ERCOLE  TASSINARI

La Tirolese va attaccata come la postigliona con la sola differenza che i cavalli sono guidati da un solo postiglione, cioè quello di timone. Generalmente si attaccano cinque cavalli, tre di volata e due di timone; questo attacco è molto in uso nelle montagne, ed i cavalli sono vestiti nello stesso modo che per la posta. Il postiglione deve avere la frusta con la longia in pelle, onde arrivare ai cavalli di volata; lo sguinzale del cavallo sottomano deve essere infilato nel braccio sinistro sopra il gomito, le redini del cavallo portatore passeranno tra il medio e l’indice, la destra, tra il mignolo e l’anulare la sinistra, le redini della volata passeranno, a destra di sopra tra il pollice e l’indice, la sinistra di sotto della mano nel pugno.

Questo attacco deve pure essere guidato allegro, però il postiglione per guidare una tirolese deve avere una certa abilità e leggerezza, perché questo è un attacco piuttosto difficile, nelle voltate bisogna avere molto occhio e non chiudere troppo il giro, perché la maggior parte delle vetture che si adoperano per questi attacchi hanno il giro completo, e se il giro è troppo chiuso si corre il rischio di rovesciare. Essenzialmente questi attacchi vanno aiutati molto con la voce, nelle salite e nelle discese la voce ha molto effetto e specialmente sui cavalli di volata; queste vetture, tanto per la posta, come per la tirolese, devono essere munite della forca di ferro attaccata alla sala di dietro, e le scarpe di ferro per le ruote, nei casi di una discesa per riposare i cavalli.

I postiglioni non devono mai dimenticare il necessario nel cassetto della vettura, cioè: due secchie di tela, corde, il coltello del mestiere, tiranti di scorta, un pettorale, la scarpa per i cavalli, spugne e pelle, le bottiglie dello spirito dell’arnica, dell’aceto, e la cassetta con tutti i medicinali di viaggio, fasce, ecc. i ferri da manescalco ecc.
Il postiglione deve essere vestito come è indicato nel capitolo delle livree, e dietro ci devono essere due palafrenieri vestiti pure alla postigliona, ma con pantaloni lunghi.


Livrea da posta.
Mezzo cilindro verniciato che si restringe leggermente in cima col nastro d’argento o d’oro secondo i colori della casa, con fibbia sul davanti, parrucca con treccia di color grigio, colletto piuttosto alto e cravatta nera, la livrea del postiglione deve essere ben attillata, nei fianchi con due piccole falde appena segnate dietro; sul petto le rivolte dei colori della casa, unito alla livrea un finto gilet con piccoli alamari a cinque file di piccoli bottoni; la livrea deve pure essere orlata di un gallone secondo i colori della casa. Sul braccio sinistro deve portare un bracciale con lo stemma della casa. I pantaloni di pelle scamosciata di color giallo, attillati alle gambe con stivali alti alla scudiera. Deve pure avere un ampio mantello che non arrivi al ginocchio con mantellina che serve per impermeabile.

Alla postigliona
G.C. VOLPINI

Forse vi sarà ancora alcuno che si ricorderà quel tipo di postiglioni, colla marsina rossa scarlatta o nera, con finte tasche e risvolti ornati di bottoni di metallo lucido appariscente, con calzoni di pelle, stivaloni alti, alla scudiera, e grossi speroni, con cappello a mezzo cilindro incatramato od alla tirolese, con larga placca indicante il servizio dal postiglione prestato. Completava l’abbigliamento la parrucca col codino, la cornetta ad armacollo, dalla quale taluni sapevano trarre suoni ed arie allegre, ed armoniose, e la corta frusta che facevano schoccare con forte sibilo alla partenza, attraversando qualche grosso centro abitato, annunciando così con squilli sonori e ritornelli aabituali, l’arrivo ed il passaggio della corriera. Questi postiglioni non usano il trotto leggiero ma quello ordinario di scuola; portano abitualmente il busto piuttosto all’indietro, con che si impedisce che le reazioni del trotto, facciano distaccare troppo il sedere dalla sella, hanno le staffe, specialmente la sinistra, alquanto lunghe, le cosce distese e le gambe dal ginocchio in giù verticali.

Finimento alla postigliona.
Questo finimento differisce dai precedenti in ciò che il cavallo di sinistra porta una sella di forma un po' diversa da quella generalmente usata per cavalcare. Tanto l’arco anteriore che quello posteriore sono più alti e talvolta guarniti di metallo bianco. Le briglie sono prive di museruole, ed ai lati dei frontali pendono code di volpe, una per parte di ogni frontale; ai sottogola sono attaccate delle sonagliere ed i frontali sono guerniti di peli di tasso. Il collare è rimpiazzato da un pettorale formato da una larga pezza di cuoio morbido, o grembiale, il quale porta nella sua metà un robusto anello per attaccarvi le catene, o le correggie del timone. Inoltre il finimento del cavallo sottomano ha alle estremità un altro solido anello al quale si attaccano i riscontri del sellino, la braca, le tirelle ed il sottopancia.
                             

All’anello sinistro del morso del sottomano è attaccato un guinzaglio che viene tenuto in mano dal postiglione e dalla parte destra evvi una correggia che si attacca all’anello destro del morso ed al sellino; questa serve ad impedire che il cavallo porti troppo la testa in dentro quando è tirato dal guinzaglio.
Come si disse, il cavallo sinistro è montato e porta la sella.
I finimenti da posta sono anch’essi a petto come quelli alla postigliona, la briglia è presso a poco la stessa, ed il sellino è assai piccolo; le tirelle sono per lo più di corda e se ne regola la lunghezza mediante nodi.

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