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05/08/2019
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Cerchiatura

Terminologia

Fasciatura e Cerchiatura
della ruota

Prima della cerchiatura ad anello intero, le ruote dei legni nel settecento venivano fasciate con strisce di metallo forgiato, ed unite alla ruota in legno con grossi chiodi dalla testa bombata, la capocchia di codesti chiodi sporgeva in modo sostanziale creando non pochi problemi sia di attrito che di comfort. Immagini dei legni settecenteschi in deposito al museo dei cocchi in Portogallo ci ha spinto a porci delle domande in proposito, riportiamo una descrizione tratta dal:

Dizionario Universale di Arti e Mestieri anno 1832.


Cerchiatura

Così chiamasi pure l’applicazione delle fasce di ferro sopra una ruota. Altre volte nell’artiglieria usavasi per la cerchiatura il vizioso metodo che accostumasi tutto il giorno dai fabbri ferrai e dai maniscalchi. Gli operai dopo aver misurate col compasso le ruote, e tagliate le fasce a freddo, le foravano, le piegavano un poco e le disponevano in pari tempo per le varie ruote nello stesso ordine in cui erano state misurate. Le fasce venivano quindi poste in un fornello per farle riscaldare, quand’erano alla temperatura conveniente, rosso ciliegia carico, si terminava di dar loro la sagoma della ruota applicandole successivamente col mezzo di tenaglie ed uncini proprii a tal uso e con l’aiuto del martello al sito che dovevano occupare; l’operazione di dare alle fasce la forma delle ruote dicevasi “bruciar le ruote”.

Il carbone prodotto da questa combustione dei quarti restava interposto fra essi e la fascia di ferro, si polverizzava per il girare delle ruote e scappava via, allora la fascia non poggiava più, tentennava e finiva col distaccarsi.
Tale metodo, che era una modificazione del più antico, era anche peggiore di quello, dacchè allora la fascia aveva presso a poco la curvatura e la forma necessaria, il poco carbone formatosi sui quarti nell’operazione di bruciarli alcun poco si staccava col movimento della ruota e con l’azione di levarla e rimetterla nella fossa da cerchiare.

Ma il maggior inconveniente risultante dal cambiamento fatto al metodo più antico era di lasciar le fasce durante tutto il tempo della cerchiatura (6 a 7 ore) esposte ad alta temperatura nel fornello a riverbero, nel qual tempo scemavano di grossezza più che fatto non avrebbero con una rotazione lungamente continuata.

Riconosciuti tali inconvenienti, si cercò di ovviarli; sorse l’idea che offrivasi naturalmente di curvare le fasce su modelli adatti alla grandezza delle ruote per mezzo di uncini fatti a posta; in tal modo con grandissima facilità dandosi ad ogni fascia la forma della ruota che è destinata a ricoprire, la cerchiatura si fa senza fatica, e pochissima parte della superfice della fascia si trova arsa.


Per le grandi ruote si adoperano anche fasciature inchiodate di numero uguale a quello dei quarti dei quali coprono le commettiture; ma per le ruote delle vetture leggere si sono adottati quasi esclusivamente i cerchi d’un sol pezzo. Questo cerchio, posto sulla ruota mentre è ancora caldo, e quindi dilatato, la stringe con gran forza nel raffreddarsi, e le dà tutta quella solidità che può avere. Cerchiando le ruote con fasce inchiodate l’una dopo l’altra per produrre lo stesso effetto, bisogna far uso di uno strettoio a doppia vite per ravvicinare l’ultima commettitura fino a che s’inchioda l’ultima fascia.

L’esperienza prova che le ruote ferrate nell’uno e nell’altro di questi modi sono ugualmente solide. La cagione per cui alcuni carrettieri preferiscono le fasce ai cerchi, è perché temono non trovare su tutte le strade operai capaci di accomodare o cangiare i cerchi spezzatisi o consumati; ma in entrambi i modi bisogna diligentemente evitare di lasciar risaltare quelle enormi teste di chiodo che sopravanzano la fasciatura, e sono altrettanto ostacoli che si oppongono al moto della ruota fino che queste teste rilevate siano interamente accecate nella grossezza della cerchiatura. Aggiungeremo che l’uso dei freni adottati oggidì generalmente per moderare il moto delle vetture nelle discese, esige anch’esso che le teste dei chiodi siano interamente accecate nella grossezza della cerchiatura.

Fossa da cerchiare; chiama il fabbro ferraio una fossa lunga e stretta per lo più piena d’acqua, nella quale colloca in piedi le ruote di carrozza che vuol ferrare; queste ruote riposano col loro asse sugli orli della fossa, e di mano in mano che ei colloca una fascia, fa girare la ruota per raffreddarla nell’acqua.

Fig. 1 - 2 - 3 ruote cerchiate a fasce con chiodature esterne molto accentuate. Vetture settecentesche "Museo de Coches Portogallo".

Cerchione; lamina circolare di ferro che s’impernia o s’inchioda su i quarti delle ruote per renderle più salde e più durevoli.

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