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15/01/2018
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Colori dei cuoj

Finimenti

Questa pagina è nata osservando l’ultima creazione del Maestro Sellaio Paolo Besana, un finimento da carro Lombardo presentato in occasione di una festa paesana. Un’opera di selleria di alto livello per la qualità della lavorazione e dei materiali impegnati. Osservando le varie parti, la nostra attenzione è stata attratta dalle colorazioni dei vari particolari in cuoio, dal nero al rosso al giallo cuoio che ha suscitato la nostra curiosità. Abbiamo voluto approfondire l’argomento ritrovando in un testo del 1835 alcune annotazioni molto interessanti per chi saprà apprezzarne il contenuto.

Dal titolo del nostro libro di già si scorge d’onde origin trae; è un estratto sugosissimo, un trasunto del grande "Archivio delle scoperte", spoglio delle ragioni scientifiche, comecché disadatte alla volgare intelligenza; ed a cui si trovano aggiunti non pochi procedimenti novelli, che disseminati si rinvengono nelle più accreditate opere di arti e mestieri.

Nuovo metodo per verniciare i cuoi – 1835

La vernice applicata sul cuoio secco gli dà una bella apparenza, e lo difende dall’umidità. Si possono dare differenti colori alle vernici, di cui noi ne esporremo le indicazioni.


Vernice nera.


Si unisca alla vernice di olio di lino un poco di nero di fumo, si renda di una fluidità maneggevole col pennello, e si diano due strati di questa tinta sul cuoio. Allorché sarà ben asciugata, si prepari la stessa composizione di vernice di olio di lino e nero di fumo, si allunghi con altrettanto di vernice copale, e se ne dia un altro strato. Asciugato che sarà sul cuoio questo terzo strato, si darà il pulimento con un pezzo di cappello impregnato di polvere di pietra pomice sottilmente porfirizzata; indi si pulisca bene. Dopo di ciò si macina sulla pietra di marmo una data quantità di nero di fumo con la vernice copale, e la si allunga con la stessa vernice in modo da darla col pennello. Di questa preparazione se ne danno sul cuoio cinque o sei strati, ma che siano ben tenui, e con qualche intervallo dall’uno all’altro per ben asciugarsi. Poscia si passa ad un nuovo pulimento con polvere di pietra pomice stropicciata con un pezzo di cappello. Finalmente con vernice copale mischiata con nero di fumo qui sopra indicata si danno due altri strati.


Vernice bianca.

Si stempra la cerussa di piombo con la vernice bianca ad olio, e se ne danno due strati, poscia si scioglie con acqua il bianco Krems, e dopo averne fatta asciugare l’umidità si unisce con la vernice copale, e sene danno quattro o cinque strati; indi si pulisce, come si è detto sopra. Il bianco di Krems venne così nominato perciocché in questa città si fecero le prime preparazioni di questo colore.

Vernice rossa.

Il primo strato si dà con la lacca stemperata in olio di terebinto; la seconda colla lacca e vernice copale. La vernice copale si prepara con una parte di queste in due di olio di terebinto, aggiungendo alla soluzione quantità uguale di vernice di olio di lino.

TEREBINTO (Pistacia terebinthus L.). Pianta Dicotiledone della famiglia Anacardiacee: è un arbusto o un alberetto alto fino a 5 m.; le foglie sono imparipennate a picciolo non alato, caduche, con foglioline ovato-oblunghe o più raramente lanceolate, glabre, un po' oblique alla base, mucronate all'apice. Questa pianta, che si chiama volgarmente spaccasasso e scornabecco, è diffusa in tutta la regione mediterranea; in Italia si trova nei luoghi sassosi e rupestri del piano mediterraneo e submontano della Penisola e grandi isole, Capri e Isole Tremiti; è rara al nord. Sottomettendo il terebinto alla distillazione, passa nel recipiente una quantità considerevole d’olio volatile, da 125 parti di terebinto se ne ritraggono 15. E’ senza colore, d’odor forte e disgradevole, meno pesante dell’acqua. Fa rossa quasi costantemente la tintura di tornasole, proprietà ch’esso deve a una piccola quantità d’acido succinico. Riguardo alla sua abbondanza e il suo basso prezzo, è di uso immenso nelle arti, soprattutto nella preparazione delle vernici.


Vernice gialla.

Questa vernice esige un cuoio bianco, e si prepara facendo bollire, per la durata di sei ore, in un vaso di rame una soluzione composta di legno detto scotano, lisciva alcalina, cocciniglia ed allume; si filtra questo liquido, se ne dà un leggero strato sul cuoio, e dopo che sarà ben asciugato, si applica la vernice copale. Se poi il cuoio non è bianco, si prepara la sua superfice con la terra gialla chiara e cerussa stemperata con la vernice ordinaria. Il secondo strato si dà con lo stesso colore e vernice copale. Dopo che sarà asciugato si pulisce, e se ne danno tre altri di giallo stemperato nella vernice copale.

Vernice color di cuoio.

Si dà il primo strato al cuoio con la terra gialla e cerussa stemprati con la vernice ad olio; e quando sarà ben asciugato, si pulisce: stemprando questo colore si può aggiungere un poco di bolo rosso. Finalmente col giallo di Napoli disciolto nella vernice copale, e dopo si dà il pulimento, se si giudichi a proposito. Questa vernice è applicabile al rovescio del cuoio.


Vernice azzurra.

Si dà al cuoio un primo strato di cerussa stemperata con vernice di olio di lino; indi si passano due o tre altri strati di vernice copale con dello azzurro di Berlino. Se si vuole più chiara, si unisce un poco di bianco di Krems. La scoperta dell'azzurro di Berlino riconosce l'epoca del 1704, essa è dovuta a Diesbach ed a Dippel, il primo fabbricante di colori, ed il secondo speziale a Berlino.

 

In questa pagina abbiamo sentito molte volte parlare di "vernice copale", una particolare vernice utilizzata come protezione finale nella verniciatura, in particolare dei legni, un argomento che ci interessa in particolar modo e che affronteremo prossimamente.

 
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