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09/10/2018
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Musette

Finimenti

La museruola, la ciarpa,  i feltri,  il bastone a sopraccinghia, il collare a rosario,  la musoliera,  le pastoie e il cavezzone.

La museruola è una striscia di cuoio che abbraccia il muso; viene mantenuta a posto da due passanti trovantesi alle estremità dei montanti. Sovente è formata di due pezzi distinti: uno superiore e di lunghezza invariabile, la museruola anteriore; l’altro, inferiore, la museruola posteriore, che si può allungare o raccorciare mediante una fibbia. Tutte e due sono unite fra loro mediante due anelli di ferro, che vengono a corrispondere alla regione delle guance, e che servono anche per attaccare il cavallo da due parti, quando occorra; la museruola anteriore porta un anello nel centro per l'attacco del cavallo.

La ciarpa: è una striscia di cuoio, corta, munita di due anelli od anse, uno superiore rispondente al sottogola, uno inferiore rispondente alla museruola posteriore, e serve sia per unire la museruola al sottogola, sia come mezzo di attacco alla corda e alla catena con cui il cavallo deve venire legato alla mangiatoia.

Tutte le parti della cavezza devono essere ben lisce sulla loro superficie interna, in contatto colla pelle, e più morbide possibile. Bisogna spianare le cuciture le cui rugosità consumano i peli. Interessa inoltre che tutto sia bene adattato al volume della testa senza produrre in alcuna parte delle compressioni. Troppo grande, sfrega facilmente ed irrita la pelle specialmente quando è fina: i cavalli indocili se ne liberano. Nonostante la sua forma complicata, la cavezza è un arnese di attacco che non offre, per certi cavalli, più sicurezza del collare, e torna vantaggioso in questi casi completare l'attacco della cavezza col collare.
I feltri
sono piccoli pezzi di stoffa o di cuoio triangolari, che proteggono la pelle contro il contatto delle fibbie e degli anelli. Qualunque sia la sua forma, la meno complicata è sempre la migliore; la cavezza di cuoio, più solida, è quindi più durevole, e buona a condizione che non ferisca collo sfregamento le parti con cui è a contatto. Questi sfregamenti sono causati, sopra tutto al naso, dalla museruola ed alla nuca dal sopracapo.

Il bastone a sopraccinghia: è di legno avente un diametro di cinque centimetri circa, ed una lunghezza di 1".30, provvisto di un forte legaccio ad ogni estremità. Si attacca da una estremità alla museruola della cavezza e dall' altra alla sopraccinghia della coperta. Ha l'ufficio di limitare la flessione del collo, e serve per i cavalli che hanno il cattivo vizio di mordersi il petto o di strappare la coperta coi denti; si mette in questo caso dal lato sinistro. Si adopera anche in casi di malattia, per impedire al cavallo di mordersi in qualche punto del corpo ove esiste un prurito determinato dalla malattia o dai medicamenti coi quali si cura. Il bastone a sopraccinghia può rompersi quando il cavallo si corica con movimento rapido a sinistra, ed i suoi due frammenti  possono ferire l'animale ed essere causa di accidenti. Per impedire questo inconveniente si pensa di sostituire alla barra di legno una di ferro avente un centimetri di diametro, e che si mette nello stesso modo. Questo può piegarsi, ma non rompersi.

Il collare a rosario : è formato da bastoni che una coreggia di cuoio riunisce insieme, passando per un pertugio che ognuno di essi ha alle sue estremità e che dei pezzi di legno a forma di oliva mantengono lontani l’uno dall’altro di 4 centimetri circa. Questo collare può sostituire il bastone a sopraccinghia; ma lo sfregamento che esso produce sul margine superiore del collo dà luogo, qualche volta, a crepacce, a piaghe dolorose, e corrode la criniera. (B- corona per setone)
La musoliera :
ha l'ufficio di impedire agli animali di mordere o di mangiare. Si applica ai cavalli che mordono quando si fa loro il governo della mano, a quelli che mangiano la lettiera, ai buoi che lavorano nei campi, ecc.
Pei cavalli che ticchiano, si immagina una musoliera guernita di punte. Quando questi animali vogliono deglutire dell'aria, si appoggiano colla punta del naso sulla mangiatoia, e se incontrano un corpo pungente, si capisce benissimo che si arresteranno subito.

Le pastoie, sono specie di braccialetti di cuoio solido, che si affibbiano attorno ai pastorali degli animali; hanno per scopo di impedire l'allontanarsi dai luoghi ove si conducono a pascolare. Queste pastoie, sono provviste di un anello molto largo dove passa una catena o corda.
Vi sono moltissimi modi di adoperarle.
Alcune volte si mette una pastoia ad un membro anteriore di un animale, e si lega, con una corda, ad un palo fissato nel terreno ed attorno al quale l'animale pascola; o si mettono due pastoie ad un bipede diagonale o ad un bipede laterale, ovvero ad un bipede anteriore o posteriore, e si uniscono con una corda un po' più lunga della distanza degli arti; ovvero, infine, si unisce la museruola ad una pastoia messa ad un arto anteriore. In ogni modo non bisogna abusare di questo modo di contenzione, e specialmente cogli animali giovani, perché esso li obbliga a prendere attitudini cattive e falsa loro gli appiombi.

Il cavezzone: è una cavezza solida, la cui museruola è formata da pezzi metallici, articolati gli uni cogli altri ed adattantisi esattamente sul dorso del naso. Il cavezzone è un apparecchio di contenzione che talora viene aggiunto alla briglia del cavallo ed altre volte rimpiazza in questa il morso ed il barbazzale che ne formano le parti essenziali. Esso si impiega per costringere all' obbedienza i giovani animali o quelli bizzarri. Si attaccano sempre due o tre corde alla museruola. Le scosse che lo si imprimono si risentono sul naso dell' animale; il dolore che esso prova lo fa tornare tranquillo. Bisogna essere pratici per servirsi di questo arnese, perché, adoperandolo male, le armature della museruola feriscono il naso al cavallo, derivandone da ciò cattive conseguenze.

Gli arnesi di coercizione comprendono il torci-naso, la morsa, il morso tedesco, ecc., i quali servono per assoggettare i grandi animali, e specialmente il cavallo.
Gli speroni, il frustino, ecc., sono strumenti di punizione e di ammaestramento. Per gli animali di specie bovina si adopera il pungolo. Gli anelli nasali si passano attraverso il setto nasale dei tori, allo scopo di domarli e di condurli senza che possano essere dannosi. Questo strumento ha ricevuto delle forme svariatissime. In generale l'anello, detto pure nasiera, nasajuolo, nasello, passa per un foro precedentemente praticato nel setto del naso al disopra del muffalo; chiamasi più specialmente morsa, tanaglia o pinza quando è fatto a guisa di forbici ricurve e non fa che stringere il setto senza attraversarlo. Quando l'anello o la morsa sono al posto vi si passa una corda, che generalmente è sufficiente per condurre l' animale; se però l'animale è molto cattivo, allora bisogna anche avere il bastone.

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