S. Caterina 2012 - tradizioneattacchi.eu

17/09/2018
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S. Caterina 2012

Att. lavoro

La Fiera di S. Caterina nei secoli.

Grazie alla coraggiosa volontà del Dott. Giancarlo Bina, che da molti anni lotta con determinazione per mantenere vivo all'interno di questo evento, la presenza degli "attacchi da lavoro" vero punto forte della fiera di S. Caterina nei secoli passati,
ci permette di ritornare a ritroso nel tempo a ricordo delle nostre origini contadine.
Un grazie a Lui, a tutti i suoi collaboratori e all'ammonistrazione Comunale di Novi Ligure per l'impegno di continuare
a far si che la storia degli attacchi da lavoro non scompaia dalla nostra cultura.


Vogliamo ricordare le origini di questa Fiera Centenaria parte integrante della nostra cultura.

Con la cessazione delle Fiere di Cambio, quelle delle merci, che nell'arco dei precedenti settantanni erano rimaste un po' in ombra e talvolta trascurate, ripresero nuovo vigore. Intanto al 3 agosto 1699 risale una richiesta dei novesi, rivolta al Senato genovese, per quanto riguarda le fiere periodiche, il 25 giugno 1756 il Consiglio del Comune di Novi, per mezzo di Giuseppe Vaccari e Angelo Corte invia a Genova una petizione con la richiesta di spostarne le date relative, per evitare concomitanze con altre analoghe, quali le fiere di Alessandria e di Bergamo, impedire quindi una sleale concorrenza commerciale e favorire il naturale flusso dei mercanti e degli acquirenti.
Il 30 agosto 1757 queste richieste vengono accolte, ma la Fiera di S. Matteo non ha successo, per cui, dopo cinque anni di inutili tentativi di ripresa, i Padri del Comune di Novi rivolgono una nuova petizione perché venga ripristinata la Fiera di S. Caterina, annullando quella di
S. Matteo.
Occorre attendere il 7 settembre 1762 per ritrovare nella sua originaria collocazione la Fiera di S. Caterina: un Decreto genovese la ripristina per il 25 novembre di quell'anno, ne stabilisce la durata e le condizioni commerciali. Infatti ai Genovesi faceva comodo questa data perché, non solo terminava all'incirca in quei giorni il periodo della villeggiatura, ma si potevano vendere le merci che avevano ricavato dalle nostre campagne, compreso il vino nuovo. L'esistenza del Palazzo della Dogana ne è una prova.
Da allora, salvo alcune interruzioni dovute a guerre o a sovvertimenti politici, la Fiera di S.Caterina si è sempre festeggiata. Anche durante l'occupazione francese, nel periodo Napoleonico, la fiera non fu mai sospesa, anzi incoraggiata con un proclama del Comitato di Polizia della Municipalità di Nove in data 15 novembre 1797.
Il 10 luglio 1828 veniva affisso per le strade cittadine dal Sindaco De Carlini un bando, nel quale si notificava che, per "Concessione Sovrana" - re era Carlo Felice di Savoia - il seguente 5 agosto, tradizionale festività della Madonna della Neve, avrebbe visto la riapertura della fiera estiva, che rimase fino al 1940 e che oggi è ancora viva come celebrazione religiosa della Patrona della Città di Novi
È vero che il commercio dei bovini e degli equini fu sempre il punto forte del mercato insieme alla "festa" dei tacchini che, vivi, venivano condotti alla vendita, preceduti da un bambino che lanciava loro manciate di granturco e seguiti dal proprietario. Le bancarelle dei venditori, gli artigiani, i giocolieri gli acquirenti si accalcavano allora, come ora, nelle principali vie del centro e nelle due piazze della Collegiata e della Legna (l'attuale piazza Carenzi ).
Nel 1838, l'inaugurazione del Teatro "Carlo Alberto", copia ridotta dell'allora "Carlo Felice" di Genova, offre la possibilità di abbinare commercio e spettacolo, affari ed intrattenimento. Aperto proprio il 25 novembre, coincidenza che attirerà gente anche da centri lontani, il teatro diventerà negli anni una costante di prima grandezza nell'economia della fiera, sviluppando nei novesi un amore per il palcoscenico, che, con alti e bassi, si conserva tuttora.
Per vari anni la Fiera fu dotata di premi per il miglior bestiame ed anche lo sport ebbe un suo ruolo propulsivo, con l'istituzione di gare velocipedistiche, a cui partecipavano i campioni dell'epoca.
Nell'archivio del Comune di Novi è conservato un disegno del 1880 con il titolo "Disposizione dei Baracconi sulla Piazza della Stazione per la Fiera, di S.Caterina con distinta del fitto ricavato ". In seguito il Parco dei divertimenti fu trasferito in Piazza XX Settembre - con le giostre spinte a mano dai ragazzi o tirate da cavalli bendati, sino a quelle a vapore - e infine, nel secondo dopoguerra, nella Piazza del Maneggio, intitolata recentemente all'industriale Stefano Pernigotti.
La fiera si è svolta anche durante il corso delle due guerre mondiali e fu sospesa soltanto nel 1944, l'anno dei bombardamenti aerei più tragici. Nel 1940 un decreto ministeriale stabiliva la chiusura delle fiere del bestiame, ma nel 1941 venne concesso alla nostra fiera il raduno del bestiame da riproduzione, escludendo, per ragioni di razionamento, quello da macello.
A conflitto terminato ogni attività fieristica venne ripresa, senza variare di molto le sue tradizioni, ovviamente tenuto conto del progresso tecnologico anche in campo commerciale e del tempo libero; così, i buoi ed i cavalli sono stati sostituiti da trattori e da altre macchine agricole, oggi allineate lungo il Viale della Rimembranza, le giostre, assunto un aspetto fantascientifico, ruotano sempre più velocemente, il tiro a segno con le "tre palle una lira" è stato sostituito dai videogiochi, ma una cara consuetudine locale, quello del consumo del "bibéin", è rimasta immutata, malgrado il volgere dei tempi ed il variare dei costumi.
Francesco Melone


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