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15/01/2018
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Viaggio di nozze

Quirinale

Viaggio di nozze della Principessa Margherita

Abbiamo recuperato alcune pagine di un noto giornale milanese dell'epoca, ne riportiamo uno scritto e alcune immagini di notevole interesse, legate al mondo degli Equipaggi.

Firenze ha bellissimi luoghi di diporto in ogni parte de’ suoi deliziosi contorni. I poggi che da tre lati la signoreggiano tutti sparsi di ville e di templi, offrono paesaggi d’ogni genere, dal più severo classico sino al più capriccioso romantico. Ma il gran paesaggio in pianura , il vero corso per le carrozze, è alle Cascine.
Rappresentatevi un’isola fiancheggiata quinci al Mugnone e quindi all’Arno in cui quel torrente scarica. Il tutt’insieme ha la forma d’un clavicembalo, la cui estrema parte guarda verso Firenze. Nel giungervi, si trovano stradoni ombreggiati e divergenti che disegnano il contorno dell’isola. Verso il mezzo di questo vasto terreno, tutto piantato di bellissimi alberi, giace una prateria ove pascola una mandria di giovenche. Al fianco sorge il Palazzo delle Cascine.

Il Palazzo delle Cascine è destinato a ricevere il Sovrano quando vuole posare e rinfrescarsi. Di là della prateria è un bosco, tagliato a viali, con varie cascine. La caccia qui è riservata al Sovrano; i fagiani spaziano pei prati a centinaia. Su e giù per gli stradoni, verso sera, non vedi che landò e berline e tilburi e calessi, e gente a cavallo; le belle fanno fermare i loro cocchi nel largo delle Cascine; i cavalieri si soffermano a corteggiarle. E frattanto spesso scerni nella quiete de’ viali men frequentati o sullo smalto delle praterie il Gran Duca, sceso di carrozza, passeggiare in compagnia dell’augusta moglie, non seguito che da uno o due staffieri.

Quando la coppia augusta, scendendo i gradini del Palazzo della Cascine, è comparsa in faccia alla folla stipatissima sul gran piazzale, un applauso lungo, frenetico, misto a grida entusiastiche è scoppiato come un tuono, e i focosi otto cavalli, benché frenati dal morso e condotti a mano da staffieri di corte, si son alquanto impennati……..
La graziosa principessa, con giovanile e graziosa baldanza è salita tosto col principe Umberto a fianco, e non starò a dirvi con quanto maggior calore siano scoppiati gli applausi a cui si mescevano i suoni delle bande, il tuonar del cannone, lo scalpitio dei cavalli, il brusio e il rimescolio della folla.

Le due prime carrozze, tirate da sedici cavalli, che si sarebbero detti figli di una medesima madre, coi superbi pennacchi bianchi bizzarramente arruffati dal muovere continuo delle teste dei generosi animali, codeste due carrozze, la seconda delle quali vuota o di rispetto, sono un vero miracolo di arte e di eleganza………
Ho potuto scorgere che la principessa, ornato il capo de’ suoi magnifici capelli biondi, con due staffettine di trina montate egregiamente con perle orientali, vestiva un abito di raso bianco con fiorellini operati e attorno al bellissimo collo era cinta di un ricchissimo finimento di perle. Il principe Umberto vestiva l’abito di generale.


Nella terza carrozza sedevano il principe di Carmignano, il duca d’Aosta e il piccolo duca di Genova somigliantissimo alla sorella maggiore. Nella quarta e nella sesta e settima brillavano vaghissimamente abbigliate sette fra le dame di Corte accompagnate con gli alti dignitari della Corona, e le loro acconciature un po’ diverse di quella della principessa reale, vi si accostavano o pel colore bianco della stoffa o per le ricche trine, o per la vaga disposizione dei capelli.
Quasi tutte portavano orecchini di margherite, omaggio popolarissimo ormai anche a Firenze e imitato universalmente da tutte le nostre donne…………..

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