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10/12/2018
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Landau

Le carrozze

Landau  12 molle
Alessandro Locati

Landau…..in milanese landò, legno con carro a coda e a quattro ruote, con cassa abbarcata, sulle molle, a quattro luoghi, con isportelli e fiancate anteriori, con sedili pari d’ambe  le parti, e con coperto che si può bipartire a piacere quando i sedenti amano starvi allo scoperto.Alessandro Locati, ne presentò un modello da gala a dodici molle, fregiata dello stemma a colori degli Asburgo all'esposizione di Vienna; riportiamo un articolo dell'epoca segnalatoci dal sig. Ivo Baldisseri.

Le carrozze all' Esposizione Universale di Vienna del 1873


La carrozza landau di gala, che diamo disegnata, venne da Locati, per deferenza e omaggio all’imperatore austro ungarico, fregiata dello stemma a colori degli Asburgo. Questa carrozza è generalmente adottata in tutti i paesi, sia per la sua conosciuta  comodità, che per l’eleganza della sua forma. Essa può servire in due modi diversi: coperta o scoperta. La sua cassa è a guisa di barchetta; ha linee e contorni, che appagano lo sguardo dell’ammiratore; essa è lunga m.1.85 e larga m.1.40. ha due così detti mantici, sostenuti da quattro molle a compasso, che si abbassano, quasi su retta linea orizzontale. Essa è sospesa a quattro grosse anella di ferro unite alle cintole delle molle. Il sedile di dietro pei domestici è indipendente alla cassa, per maggiore comodità.

Due comodi montatoi interni in ferro, snodati, dànno adito nella carrozza. Le porticelle, munite di cristalli ed impannati, si abbassano e scendono in una fessura praticata nelle porticelle stesse. Il carro che sostiene la cassa, è a coda ed ha 12 molle, otto delle quali a balestra e quattro a C d’acciaio temperato; l’estremità delle foglie di quelle a C sono intagliate a voluta nell’acciaio istesso; invece dei gatelli di legno, che si applicano generalmente per essere intagliati. La freccia è in un sol pezzo di ferro, compresa la pala che passa sopra il rodino, tutto cordonato da cima a fondo. Graziosa è la striscia di sopra,  che forma un quadrello più alto di ½ centimetro, le cui due estremità, sono pure intagliate a voluta.

Pregevoli sono i cordoni, che partono pressoché alla metà della freccia, e che dividonsi in quattro branche con graziosi contorni a guisa di ghirlanda, le quali attortigliano il corpo d’assale e la traversa di dietro, facendo contrasto fra di esse per  sopportare e sostenere le molle. L’insieme ed i particolari di questo carro, non eccezionale per la fabbrica dell’Esponente possono, essere attentamente confrontati con quelli delle primarie fabbriche inglesi e francesi.  

La gualdrappa (housse) è sostenuta da due forti puntelli di ferro in un sol pezzo, lavorati a gradazione dalla base all’estremità, presentando leggerezza e maggior pregio dei puntelli di legno. Essi sono intagliati ed assicurati ad altri puntelli di ferro ai cantoni con viti a dado, i detti puntelli furono impiallacciati d’ottone. La pighetta di dietro è sostenuta da supporti in legno intagliati, sono pure in legno intagliato i due rissoni della pighetta stessa; graziosi sono poi: il montatoio, i due manici e la traversa di fello impiallacciata d’ottone, che l’intrecciano. La copertina (housse), composta di panno verde e di velluto nero, ha forma graziosissima; i cordoni, i manichetti e le nappe di dietro dei domestici, tuttoché sembrino di singolare semplicità, pur non di meno accoppiano pregio e valore, essendo d’oro finissimo.

Come si vede, anche in ciò, il Locati ha voluto introdurre delle innovazioni, sostituendo il genere antico e pesante, la leggerezza e la semplicità non disgiunte dal bello, dallo squisito, e dal buon gusto; accoppiato in tutto alla valuta intrinseca ed al pregio artistico.
Due stemmi di bronzo dorato, ben disegnati, valentemente modellati e cesellati, guarniscono i fondi di velluto nero, ai lati della copertina (housse). Due ricchi fanali a colonna sono riservati all’housse pel servizio di gala. Si leva l’housse e la pighetta, e si sostituiscono i fanali a colonna, in altri due quadri semplici, di tutta finitezza, all’housse la serpa per il cocchio, sostituendovi il parafango ed il timone centrato per il servizio alla Daumont.

Ecco perché la cassa di questa carrozza non è stracarica di decorazioni, generalmente di poco pregio, per adattarla meglio a tre servizi,; una coperta di panno all’housse ed una seconda guarnizione di cordoni e fiocchi per il servizio di pioggia, guarnizione interna finissima in raso (satin gris-perle), gallonata di seta di tutta simplicità, e ciò perché allo sfarzo volle il Locati sostituire la finezza. E’ verniciata in nero Giappon con barra color verde velato a due filetti d’oro a vernice inglese. Lo stemma imperiale, dipinto in oro sulle porte, corrisponde all’assieme della guarnizione. Venne adottato questo sistema, per evitare nel pulirlo, il deterioramento della vernice, come sarebbe avvenuto se invece di pittura  si fosse posto lo stemma in rilievo di bronzo dorato.
Questo lavoro è opera del conosciutissimo pittore Z. Lichstenberger.
Guarnizioni d’oro sono opera del valente signor Petitti, successore Pantaleone.      

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