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20/09/2020
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Opere d'arte

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SEDIOLO
un'opera d'arte di fine 700

FAVOLE E NOVELLE - LORENZO PIGNOTTI  1786
“Per ischiarimento a coloro che non conoscono assai il Bel Mondo, la Padovanella è un piccolo calesso, usato dai Giovani galanti ; è escoperro , perchè sia visibilissima tutta la persona, ed è tirato da un sol cavallo ornato di sonagli”.

So che t’attende il fervido Destriero,
odo che scote
cento sonagli penduli,
strider sent’io le ruote,
sulla destra sollecita,
la sferza agil sospendi,
e un caso lacrimevole,
d’un tuo simile intendi.
Ognora arse il suo cuore
fu di guidare un rapido,
leggiadro corridore,
e benchè cento nobili
Belle il loco primiero
nel di lui cor bramassero,
fu il primo del destriero.
A un piccol cocchio ed agile
d’aurati fregi ornato
sopra lunghe ed elastiche
aste sottili s’attende.
Attacca il nobil destrier fervido,
cui tremolano in testa le piume,
ed è la serica Briglia d’argento intesta.
Perché bear si possano
tutti di sua beltade.
Scoperto è il Cocchio;
assidensi Ivi con maestade,
scote la sferza;
il rapido destriero urta e calpesta
qualunque opposto ostacolo,
e nulla mai l’arresta.


Invano l’egro, il debole
Vecchio con rauca voce,
arresta arresta gridano
ch’ei corre più veloce
spesso del sangue ignobile
polluto il cocchio gira,
e merta il voglio stolido
del bel Lesbino l’ira
tardare, e fargli perdere
i preziosi istanti?
Audace il destrier fattosi
per tanta confidenza
ebbe al padron di credersi
egual l’impertinenza.
Perché costretto a pascere
son io la paglia e il fieno?
E sempre in bocca a stringere
il ferreo e duro freno
Cuojo portando e al petto,
sopra le ruote celeri
Io traggo il giovinetto.
Del tuo destriero impara
trattalo qual tuo prossimo
ed abbi sempre a mente
quanto la sorte è instabile
e quanto ell’è insolente .

Un pò di Storia:
Un accenno sull’esistenza molto precoce di carrozze attaccate per il trasporto di persone in Italia lo troviamo da Gozzardini (1864) il quale riporta che a Firenze nell’anno 1667 circolavano oltre 1000 “calessi”, un tipo di vettura introdotto da Parigi. La provenienza da Parigi appare tuttavia poco credibile, dato che in quel tempo in Francia si parla solo della cosiddetta “chaise de poste” come carrozza a due ruote. Altrove non viene nominata alcuna vettura di questo tipo. Non sappiamo neppure se si trattava di una carrozza a due o quattro ruote. Da rappresentazioni dell’epoca di può tutt’al più presupporre che si trattasse di un due ruote primitivo con ruote alte circa un metro ed un sedile per una o due persone sull’assale oppure tra le stanghe. La vettura veniva guidata dallo stesso proprietario.

Il Sediolo può essere nato nella prima metà del XVIII secolo ed era diffuso nell’Italia settentrionale. Il sinonimo Padovana si riferisce alla città di Padova (là si svolsero le prime corse al trotto) nei dintorni di Venezia, dove i patrizi della città trascorrevano l’estate nelle loro tenute di campagna lungo il fiume Brenta.
Il fatto che tutti gli esemplari conosciuti fossero più o meno riccamente decorati porta alla conclusione che si trattasse di una vettura dei nobili.


Il Sediolo è anch’esso una vetturetta di piacere a due ruote, sulla cui traversa è avvitata una specie di sedia che dà posto ad una sola persona e dietro la quale talvolta sta in piedi il guidatore dei cavalli. Dato che questa vettura non presenta alcun mezzo di protezione per il viaggiatore e dato che le ruote sono molto alte, serve prevalentemente per spostarsi in fretta.   
Xaver Franz J. Schreiner   1837    

Il Sediolo è da considerare come il Tilbury tra le vetture di piacere a due ruote e serve preferibilmente per spostarsi velocemente e per le corse a scommessa. Esso dispone di ruote molto alte e di una traversa, sulla quale è montata una sedia per una persona e dietro alla quale può inoltre stare in piedi il guidatore e guidare da questa posizione il cavallo.
Theodor Heinze     Berlino e Lipsia 1886

SEDIOLO o CALESSINO a posto unico. Legno di faggio intagliato, dipinto a tempera e dorato, bronzo, pelle. Le decorazioni ad intaglio attribuite al celebre intagliatore parmense, Antonio Luigi Del Buttero, che per lunghi anni prestò la sua opera alla Corte Estense. La Struttura è in legno di faggio e le decorazioni ad intaglio con motivi di ispirazione neoclassica, suggeriscono una datazione tra la fine del XVIII secolo ed i primi decenni del XIX. Proprio la ricca decorazione a intaglio dorato, oltre alla presenza della predella del palafreniere, fanno supporre che questo Sediolo non fosse destinato tanto alle corse, ma a passeggiate o per funzioni di rappresentanza. La conformazione della seduta del guidatore, pare avvalorare l’ipotesi, infatti sotto il cuscino, chiuso da una assicella scorrevole, si trova un vano abbastanza capiente dove è possibile depositare oggetti di piccole dimensioni. Tra l’altro, Valdrighi, nel suo “Dizionario storico-etimologico delle contrade e spazi pubblici di Modena” (1880), racconta come sin dall’inizio del Settecento buona parte del perimetro murario della città fosse praticabile in carrozza e vi si svolgesse il passeggio.  Pratica forse introdotta dal marchese Giuseppe Galliani-Coccapani, che introdusse nel ‘600 a Modena un mezzo ippotrainato a due ruote importato dalla Francia chiamato “ Brouette o Chaise a deux roues”.  
Cristina Stefani, Curatrice Museo d’Arte e Gipsoteca Graziosi del Museo di Modena.

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