Castelfranco - tradizioneattacchi.eu

24/06/2018
Vai ai contenuti

Menu principale:

Castelfranco

Scuderie


Le scuderie di Villa -Palazzo Bolasco
Castelfranco Veneto


Seduto nel mio studio continuo la mia incessante ricerca di testimonianze del passato che riconducono alle meravigliose Ville del territorio veneto. Un amico, conoscendo la mia sete incolmabile di conoscenza, mi ha recentemente omaggiato di un prezioso volumetto: SCUDERIE DI PALAZZO BOLASCO - L'intervento di restauro; vi sono raccolte con dovizia di particolari le varie fasi del restauro della facciata del Palazzo delle scuderie. Da buon viaggiatore inizio subito con una ricerca di tutto quanto possa ampliare la mia conoscenza. A margine del centro storico di Castelfranco un palazzo ottocentesco formato da un grande corpo a L, affacciato su un grande parco consente di percorrere quattro secoli di storia della città, siamo a " Villa e Parco Revedin-Bolasco".

Villa e parco siano stati edificati nel 1853, sebbene nell'area sorgeva fin dal Quattrocento una residenza, i Revedin, nuovi proprietari, ricostruirono secondo il proprio gusto romantico sia la fatiscente residenza che il giardino. Nella prima, opera di G.B. Meduna, sono notevoli lo scalone interno e la sala da ballo affrescata; nell'annesso rustico, splendida la scuderia, curatissima nei suoi eleganti dettagli;  Il secondo, frutto di interventi successivi del Meduna e di Antonio Caregaro Negrin, è un bellissimo esempio di parco all'inglese a boschetti e radure attorno a un laghetto; mentre una cinquantina di statue barocche  appartenenti all'antico giardino scamozziano, furono ricollocate a contornare la Cavallerizza.

Un testo della Libreria Editrice Canova 1958 mi aiuta da subito a delineare la storia dell'edificio delle scuderie. Una sintesi della corrispondenza tra il Conte Francesco Revedin, che ebbe una grande passione per i cavalli che lo spinse a dare grande importanza alle scuderie, e l'architetto Giovanni Battista Meduna nel quale si tratta della completa trasformazione del Compendio. Le scuderie sono oggetto di particolare attenzione in varie lettere nelle quali vengono analizzate le caratteristiche costruttive nel dettaglio. Dai carteggi si deduce che il suo è un intervento di ristrutturazione delle strutture originali dell'edificio.

Attratto da cotanta storia "parto" per un nuovo viaggio verso quella che fù "Villa Corner del Paradiso" che si presentava ai viaggiatori come un piccolo universo di bellezze diverse. Il parco romantico con piccolo lago progettato per offrire visuali affascinanti; la cavallerizza, una sorta di maneggio aristocratico progettata come un piccolo anfiteatro con un corollario di statue di Orazio Marinali. All'ingresso i due pilastri sormontati da statue equestri sono un monito al viandante ad indicarne la magnificenza e la grande passione del Conte per questo nobile animale: il Cavallo.
Solo così si spiega la magnificenza delle Antiche Scuderie.

Le scuderie di Villa Revedin Bolasco un luogo di forte impatto emozionale in questo compendio nel quale da "viandante" rimango stupito e affascinato. Il frontale delle scuderie si presenta al viaggiatore con un aspetto possiamo definere "inquietante", i sei portali della facciata centrale, sono sormontati da ippocrani (crani di cavallo) in pietra di Vicenza, nel mezzo teste leonine in ferro naturale stringono tra le fauci anelli per lo stazionamento dei cavalli, una meridiana e un orologio scandiscono la vita delle scuderie. L'ora della profenda, l'ora del lavoro, l'ora del foraggio l'ora dell'abbeverata e ultimus l'ora del riposo. In quello che oggi potremmo chiamare "resort" per nobili criniere dove la raffinatezza degli stalli eleva la denominazione comune del termine "stalle".

Da molti anni non ci sono più i cavalli, la scuderia spogliata dei suoi attori principali si presenta al viaggiatore in tutta la sua sontuosità, si vi sono dieci “stalli” per lato con quattro grandi colonne portanti in ghisa che separano l’area in tre parti, ogni singolo “stallo” ha una greppia in ferro battuto e una vasca in marmo rosso. In alto sopra la greppia una targa in pietra con inciso il nome del cavallo, teste leonine fanno da corollario sulle colonne in pietra bianca, ad ogni stallo una piccola colonna reca alla sommità un "baculo" pasturale in ferro forgiato dalla forma avvitata. Le greppie in ferro battuto unitamente alle spondine laterali inducono un "effetto ali da farfalla" di armonia, bellezza e leggerezza, nel corridoio centrale lanterne a sei luci rischiarano il buio della notte.

L'Italia è ricca di un patrimonio artistico straordinario, forse unico al mondo per la sua qualità e quantità, sovente a causa della sua abbondanza è lasciato al degrado. "Tutelare e valorizzare" quanto ci è stato trasmesso dal passato, in questo caso con questa "scuderia" dal valore artistico inestimabile, per noi "amatori" di quell'arte equestre che ci identifica e ci unisce. Per questo ogni tanto vestiamo i panni del viaggiatore e andiamo a visitare questi luoghi per conservarne la memoria e il culto, rendere con la nostra visita un omaggio a tutti coloro che a vario titolo si sono impegnati a riportare al loro antico splendore questo luogo a noi caro.

I cavalli, grande passione del
Conte Francesco Revedin.

 
Torna ai contenuti | Torna al menu