La coperta - tradizioneattacchi.eu

20/06/2018
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La coperta

Finimenti

Arnesi di riparo del tronco.
Comprendono le coperte e le gualdrappe.

" La coperta " un arnese che si mette sul corpo degli animali per proteggerli contro il freddo nell’ inverno e contro gli insetti in estate. Si mette la coperta sul cavallo nella scuderia, quando questa è molto vasta e fredda, quando il cavallo è ammalato, e quando ritorna dal lavoro perché, ancora sudato, non si raffreddi. Fuori della scuderia si mette, quando i cavalli sono condotti a mano a passeggio o in viaggio o all’ abbeveratoio o dal maniscalco.
Si coprono pure i cavalli colla coperta quando durante il lavoro devono fare delle fermate. Nell’esercito si adopera piegata, per ammortizzare la pressione della sella.

La coperta ha generalmente 1.50 di lunghezza e 1.60 di larghezza quando deve servire per animali grossi; altrimenti è proporzionata alla taglia di essi. E’ tenuta sul corpo degli animali mediante una sopraccinghia, specie di cinghia provvista alla sua estremità di due o tre fibbie e di un numero corrispondente di coreggie a sinistra. La sopraccinghia non deve passare sul garrese, ma dietro questo. Perché non produca ferite sul dorso degli animali, bisogna mettere ai lati della colonna vertebrale due fascetti di paglia; questi tengono sollevata la cinghia e non le permettono di comprimere troppo energicamente le zone spinose delle vertebre. Altrimenti si fanno delle sopraccinghie provviste, a destra ed a sinistra della regione d'appoggio sul dorso, di piccoli cuscinetti che sostituiscono i fascetti di paglia dei quali parlammo.

Queste coperte servono per tutti gli animali, mentre nelle scuderie di lusso, la coperta è generalmente più ampia e più complessa: essa può coprire quasi tutta la superficie del corpo, con astucci per le orecchie e delle aperture per gli occhi. Essa si compone: 1. della coperta propriamente detta, tagliata secondo la conformazione del cavallo; 2. del falso pettorale, fascia stretta cucita al bordo anteriore destro della coperta ed avente due fibbie che corrispondono a due coreggie cucite al bordo anteriore sinistro della coperta; sovente il falso pettorale manca; serve solamente a tenere a posto nella parte anteriore la coperta; 3. il pettorale, pezzo di stoffa più grande, che copre il petto del cavallo e si attacca per mezzo di due fibbie a due coreggie, una a destra e l'altra a sinistra, trovasi sulla coperta ai lati del garrese; 4. il cordone posteriore che contorna e protegge le natiche e la parte superiore delle cosce.

Le coperte possono essere di tela impermeabile, per riparare l’animale dalla pioggia, ovvero di stoffa, per ripararlo dal freddo. Le coperte di tela impermeabile sono utilissime e prevengono molte malattie. Devonsi applicare ai cavalli che stanno tutto il giorno all'aperto, esposti al sole o alla pioggia.
Le coperte di stoffa possono essere di lana o di tela. La lana è la stoffa preferibile ogni qualvolta si voglia proteggere l’animale dal freddo e dalla rapida evaporazione della superficie del corpo sudato e molto riscaldato. La lana è cattiva conduttrice del calorico, diminuisce la dispersione di quello proveniente dalla superficie cutanea, nel medesimo tempo che assorbe il sudore e l’acqua, e permette una certa circolazione d'aria nelle maglie del suo tessuto. Si rimprovera alla coperta di lana di arruffare e di consumare il pelo dei cavalli fini; l’uso di una coperta di cotone che si adatta sotto quella di lana previene questo inconveniente. Il cotone e la tela sono preferibili, quando si vuole proteggere la superficie del corpo dalle molestie degli insetti, dalle polveri, dalle correnti brusche in estate quando il cavallo è sudato, ecc.

Per riparare il cavallo semplicemente dagli insetti, si adoperano anche coperte di velo o di rete fatte a maglia. Le coperte sono utili, rendono e mantengono lucente il pelo e morbida la pelle. Se la temperatura dell’ambiente è piuttosto elevata e l’animale è sano, la coperta di lana è non solo superflua, ma riesce nociva, perché  si espone l’animale, ogni volta che esce dalla scuderia, ad uno squilibrio brusco di temperatura, che non può in alcun modo riuscirgli giovevole. In ogni caso, quando gli animali lavorano e la temperatura è sopportabile, la coperta è inutile se non nociva.

2. Arnesi di riparo della testa.  Comprendono il capuccione, il copricapo e le maschere. Il capuccione è un pezzo di stoffa che copre la superficie della testa e del collo, viene mantenuto a posto da legacci che uniscono i suoi bordi nella parte inferiore del collo. Esso ha in corrispondenza degli occhi due aperture e due guaine per le orecchie.
Il capuccione è quasi esclusivamente riservato pei cavalli di lusso e serve di complemento alla coperta; non si applica che quando fa freddo e fuori della scuderia, od in casi di malattia.
Copricapi. " Il copricapo copre la fronte, la nuca, le orecchie ed è provvisto di aperture per gli occhi, mentre la cuffia arriva solamente fin sopra questi.
Nei paesi caldi per preservare gli animali dalle insolazioni, si fa uso di un cappello di paglia o di giunco, che serve per coprire la nuca degli animali.

Maschera. " La maschera " una specie di drappo spesso che copre la testa e gli occhi degli animali; il suo ufficio è di impedirgli di vedere gli oggetti che li circondano. Si fissa per mezzo di coreggie che passano sotto le ganasce. Non serve che per dominare i cavalli viziosi e per attaccare gli animali che lavorano al maneggio. Talvolta anche nell’accoppiamento dell’asino con la giumenta quando esso è recalcitrante.

3. Arnesi di riparo delle estremità. I principali sono: le ginocchiere, le garrettiere, le calzette, le fascie, le stinchiere, gli stivaletti ed il paracoda.
Ginocchiere, " Le ginocchiere sono dischi od ovali di cuoio, incavati e guerniti di stoffe nella loro faccia interna per adattarsi, per mezzo di coreggie e di fibbie, alla faccia anteriore dei ginocchi. Servono per proteggere i ginocchi del cavallo in caso di caduta. Vengono posti a tutti i cavalli sottoposti all'educazione, a quelli che si conducono a mano, ai soggetti di lusso quando si fa il governo della mano fuori della scuderia e durante la ferratura, ecc., ed a tutti gli animali che hanno deboli gli arti anteriori e che inciampano con facilità. Occorre però avere attenzione, che siano bene adattate e imbottite; se la ginocchiera non è larga a sufficienza, se la coreggia superiore limita il movimento di flessione del ginocchio, questo resta contuso ed escoriato nelle parti superiori e laterali.

b) Garrettiere. Le garrettiere sono specie di uose che avvolgono i garretti per proteggerli dagli urti contro le pareti della scuderia. Sono di stoffa nelle parti laterali, di cuoio nella parte centrale corrispondente alla punta del garretto.
Calzette. " Le calzette servono a riparare più propriamente soltanto le nocche dalle attinture. Generalmente le calzette non sono che manicotti o anelli di cuoio, con striscia pure di cuoio pendente in basso, corrispondente, quando la calzetta è in posto, alla faccia interna del nodello.
Fascie.  Le fasce sono strisce di lana o di tela, larghe 3-4 cent, che si applicalo alle estremità, e limitatamente agli stinchi o anche al nodello. Sono molto in uso nelle scuderie da corsa e di lusso, e rimpiazzano le calzette. Si devono mettere bene, regolarmente, dal basso in alto, e non troppo strette, perché altrimenti limitano la circolazione di queste regioni.


Stinchiere. Le stinchiere sono specie di uose, che si applicano agli stinchi. I modelli adottati sono diversi: il più comune consiste in un pezzo di panno, di una lunghezza corrispondente a quella dello stinco, e largo tanto, da poter circondare lo stinco stesso. Ad un lato sono cucite e disposte successivamente l'una sotto  l’altra tre o quattro coreggie di cuoio, sull’altro vi corrispondono delle fibbie, le quali, quando si applicano in posto, devono corrispondere alla faccia esterna dell'arto e servono per mantenere la stinchiera in posizione. Corrispondente al lato interno dello stinco trovasi, sovrapposta e fissata alla stoffa, una striscia di grosso cuoio, che vi è applicato, per salvarlo dagli urti del piede opposto. Si usano stinchiere anche di pelle, fissate, attorno agli stinchi ed anche al nodello, molto esattamente, mediante allacciatura all'alpina. Si adoperano per rinforzare i tendini e le nocche; è questa una vecchia credenza, ma ormai si è provato che non servono a detto scopo.

Stivaletti. " Gli stivaletti sono pezzi di cuoio, provvisti di una coreggia e di una fibbia, coi quali si guarnisce la faccia interna della corona, del nodello o del ginocchio dei cavalli che si attingono. Nessun altro arnese soddisfa meglio degli stivaletti all'indicazione suddetta.

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