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10/11/2018
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Hackney

Cavalli

HACKNEY: il cavallo
carrozziere per eccellenza

Non c'è creatura nell'universo che possa sperare di competere con un bell'Hackney per quello che riguarda: personalità, portamento, andature e brillantezza dell'azione.

L’attuale cavallo Hackney deriva da felici incroci di razze inglesi di alta genealogia avvenuti nel secolo XVIII principalmente nell’YORKSHIRE e nel Norfolk, non che a Cambridge. Il trottatore del Norfolk (Norfolk Roadster) ha avuto certamente grande importanza nella costituzione attitudinale dell’Hackney, ma altrettanto certamente, ne ha avuta il purosangue che gli inglesi chiamano Thoroughbred. La razza ha avuto inizio nel 1755, data certa che si apprende dallo stud-book della razza, e da allora ben quarantasette volumi sono stati compilati a formare appunto lo Stud-book di razza. Nell’epoca d’oro della carrozza, cioè all’inizio del nostro secolo, gli agricoltori inglesi si davano convegno in punti stradali convenzionati (osterie o pubs) per andare, coi loro attacchi di Hackney, in compagnia verso le località dei mercati più famosi, senza darsi preoccupazione alcuna delle distanze, fidando nella tempra e nella proverbiale resistenza dei loro Hackney.

Distanze di 90 chilometri al giorno non impressionavano, anche se venivano ritenute un poco straordinarie. A quei tempi era assai frequente che gli allevatori di Hackney scommettessero fra loro anche cifre ingenti sulle grandi possibilità di velocità, eleganza e resistenza dei loro miglior soggetti.
Qualità come queste, di eccezionale resistenza alla fatica, in soggetti eleganti per forme e armoniosi per andatura, vennero osservate a lungo per cui, stalloni di razza Hackney vennero impiegati spesso in ogni parte del mondo per migliorare le qualità non proprio brillanti di qualche razza di cavallo locale. E ci riuscirono quasi sempre. Famosa la vendita per cifre astronomiche dello stallone "Worthy" alla Compagnia delle Indie Orientali che intendeva migliorare il proprio patrimonio equino con l’impiego di questo che fu poi confermato ottimo razzatore.


Un caso che ebbe dell’eccezionale, e venne poi descritto nelle riviste sportive dell’epoca, fu quello di una puledra Hackney" Narpareil" che percorse la distanza di ben 160 km in nove ore e 56 minuti! Registrando per di più nel primo tratto di 38 km, una velocità di oltre 19 km e mezzo l’ora. Un record davvero eccezionale se si pensa che si trattava di una puledra. Ma ciò che apparve miracoloso, fu il fatto che, appena giunta a destinazione e portata nel suo box, si mise tranquillamente a mangiare come se fosse di ritorno da una tonificante passeggiata. La razza fu riconosciuta dalla Royal Society nel 1851 a Windsor, per quei tempi l'Hackney era la Rolls Royce dei cavalli carrozzieri, ogni famiglia dell'alta nobiltà e dell'alta borghesia teneva almeno una pariglia di soggetti Hackney nelle proprie scuderie per le uscite mondane in carrozza. Questa razza è ancor oggi assai valutata dagli amanti del bel carrozziere, e viene tutt’ora utilizzata per l’attacco elegante in sfilate e concorsi d’eleganza, ma per lo più l’Hackney è oggi allevato e addestrato alle "andature alte" per gli show nei quali eccelle e costituisce un meraviglioso spettacolo.

Spettacolo, che gli ha meritato l’appellativo di "Show girl" ed è proprio un insieme eccezionale per l’Italia di "ballerina da show" per l’eleganza del trotto di questi eccezionali cavalli. Gli Hackney vengono distinti in cavalli e pony, sino a 142,2 cm. (14 hands) al garrese sono considerati pony, oltre questa altezza sono cavalli. Criteri che differiscono da quelli in uso per altre razze sportive che fissano a 148 cm. (14 hands e mezzo) la demarcazione delle taglie. Negli eventi importanti con grande presenza di soggetti, vengono attuate ulteriori suddivisioni in sottoclassi, sempre in base all'altezza al garrese. Negli show i soggetti vengono valutati al trotto, gli elementi presi in considerazione sono molteplici: l'azione deve essere leggera e la gamba non deve solo sollevarsi e piegarsi su sè stessa, ma alzarsi e proiettarsi in avanti e coprire terreno.


Il trotto deve essere franco e deciso, sia negli anteriori quanto nei posteriori, i movimenti devono essere distinti e decisi in avanti. l'azione deve essere elevata, progressiva e fluida, non un sù e giù scomposto. Oltre alle andature è importante il portamento, un soggetto presentato con la testa troppo alta o troppo bassa o troppo incappucciata sarà penalizzato rispetto ad un soggetto più scadente ma con un miglior portamento. Nello show di presentazione, si deve dimostrare quella particolare fusione tra eleganza e fierezza che attira sull'Hackney tutta l'attenzione del pubblico. Essenziali sono anche: la pulizia del cavallo, lo stato e la pulizia dei finimenti e dello "Show wagon" e l'eleganza del guidatore.

Anche l’esercito Italiano importò stalloni Hackney scelti dal Marchese Alessandro di Pescolanciano, noto a Napoli come "O marchese d’e carrozze" tanto la sua fama di uomo di cavalli ed eccellente guidatore era ammessa da tutti. Nel 1851 la razza ebbe riconoscimento ufficiale a Windsor dalla Royal Society.
Se nei secoli passati l’Hackney venne utilizzato da ogni intenditore che volesse emergere nella considerazione della sua società per l’opulenza e l’eleganza dei suoi equipaggi, non va però sottovalutato che questa razza diede anche soggetti di grande valore ai servizi di posta e ai lavori nei campi. Infatti, nelle rassegne annuali che si tenevano ogni anno a Oxford sotto il patrocinio e la Giuria Reale (non era infrequente vedere i reali d’Inghilterra giudicare in rassegne equestri) v’erano iscritti stalloni Hackney da riproduzione, carrozzieri e soggetti adatti al lavoro.

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