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01/04/2020
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Il Cavallerizzo

Scuderie

IL MASTRO DI CASA

Opera concernente il governo delle case de’Grandi che de’Privati. Francesco Liberati 1658
Uno scritto che illustra nelle loro mansioni tutti i vari personaggi che gravitavano all’interno
delle corti, tra questi alcune figure per la gestione delle scuderie.

Il Cavallerizzo maggiore

Il Cavallerizzo suol essere sempre Cavaliere, ovvero il più nobile della Corte dei Principi grandi; egli ha il comando libero sopra tutte le genti della stalla, e in ordine al buon servizio di quella, deve procurare di aver sempre avanti cavalli belli, e di buone razze alla cognizione, a uso dei quali io penso di aver supplito abbastanza con un libro a parte intitolato la Perfezione del Cavallo.

"... tra due ali di folla festante, l'infante Carlo III di Borbone fece il suo ingresso a Napoli il 10 Maggio 1734, con alla sua sinistra il Cavallerizzo Maggiore..." Esisteva anche "il Cavallerizzo di Sportello" che era il nobile, o lo scudiero, che cavalcava a lato della carrozza reale nelle grandi occasioni".

Faccia però il Cavallerizzo ammaestrare ed esercitare li Cavalli da esperti Cavalcanti; in modo che alle occorrenze rendino onore al Principe e a sé stesso. Usi somma diligenza, che nella stalla siano ben custoditi, e governati da uomini pratici, e che fuori non siano strapazzati: al che giova l’elezzione di un ottimo Maestro di stalla sperimentato nell’esercizio, il quale continuamente assista a’famigli (personale di scuderia), perché le cose passino col debito modo, e misura, senza che seguino frodi e negligenze nel custodirli ed alimentarli. Si adatta però quel proverbio, che niuna cosa ingrassa più il Cavallo, che l’occhio del padrone.

Questa carica è tanto zelosa appresso quei Signori che si dilettano di cavalleria, che essi stessi fanno l’officio del Cavallerizzo, assistono al maneggio, e ogni giorno vanno a rivedere la stalla. Il Principe Peretti ai giorni nostri aveva tanta cura, e diletto dei Cavalli, che prima di desinare visitava i suoi Corsieri ogni volta ad uno ad uno: il qual Principe ancora trattenendosi una volta in simili esercizi più del dovere, arrivò intempestivo ad un invito di musica dove erano intervenuti molti Signori e Dame, tanto che esagerando gli altri dell’armonia da lui non udita, egli rispose lietamente, che i nitriti dei suoi destrieri erano flauti all’orecchie sue più di ogni concerto di suoni.

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