Aquileja 20/2 - tradizioneattacchi.eu

28/09/2020
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Aquileja 20/2

Eventi 2020

Sabato 5, le prime luci dell’alba vedono già tutti gli equipaggi indaffarati per i preparativi di rito, la partenza è inderogabile, ognuno ha i suoi compiti. I cavalli vengono puliti e vestiti, ultime spazzolate alle carrozze, tutto deve essere lucido. Gli equipaggi vestono abiti eleganti consoni al legno, tutti vogliono presentarsi al meglio. L’appuntamento è nel prato antistante la basilica di Aquileia, il colpo d’occhio è coinvolgente, secoli di storia ci osservano, gli equipaggi iniziano a diffondersi sull’erba, poi, all’improvviso il suono della tromba annuncia l’inizio, l’atmosfera è da brivido, le note si susseguono incalzanti, nessuno se lo aspettava, la sorpresa ci viene fatta da Nigel passeggero dell’equipaggio teutonico che per questa occasione si è portato lo strumento a fiato. Per la prima volta senti un brivido nella schiena e capisci di essere nel posto giusto al momento giusto.

Si parte, la prima parte del percorso si snoda lungo le strade cittadine, turisti e residenti ci salutano cordialmente, costeggiamo la zona del Foro romano, alte colonne allineate indicano la via Julia Augusta da 2200 anni, su questa strada sono transitati secoli di storia, qui passarono i “Cesari” di Roma, qui passò Attila, il “Flagello di Dio”, oggi è il nostro piccolo giorno di storia. I cavalli trottano con brio, l’aria è ancora fresca nonostante il sole stia salendo nel cielo azzurro, costeggiamo un canale con numerose imbarcazioni ormeggiate sulle sponde, mi ricorda un’altra cittadina famosa nel mondo degli attacchi “Windsor” in Inghilterra. I gabbiani volano bassi stridendo nell’aria mattutina, siamo vicini al mare, sono in cerca di ranocchi che numerosi popolano questi canali. Seguiamo il percorso segnalato con frecce rosse, viali interminabili immersi tra filari di vitigni, vero tesoro di queste terre si susseguono in alternanza, mentre il tempo scorre veloce.  

Il sole ha iniziato a salire alto nel cielo, tra un a vigna e l’altra ci fermiamo alla prima cantina: CA’TULLIO, sull’ampio piazzale i primi equipaggi hanno dischiuso i cofanetti con i calici A.F.A.C. un goccio di prosecco alla giusta temperatura è ideale, seguito da gustosi tramezzini per placare i primi languori. Le origini di questa cantina risalgono a fine Ottocento, nel 1928 venne realizzata la struttura attuale che conobbe un raggiante sviluppo come attività agricola nella coltivazione del tabacco ad opera della famiglia Tullio. Grazie al processo di ristrutturazione architettonica ha trovato nuova vita diventando ad oggi uno dei rari esempi di archeologia industriale, inserita nel catalogo ufficiale del Turismo FVG.

Prontamente riprendiamo il nostro peregrinare in questa meravigliosa campagna ricca di canali gonfi d’acqua che costeggiano le strade bianche che si snodano tra i campi di soia e vigneti. Un antico ponte romano vecchio di 2000 anni fa bella mostra all’ombra di antiche querce secolari, la storia di Roma è sempre presente. Attraversiamo l’azienda Burg nel borgo di San Martino, a pochi passi dalla splendida chiesa ricca di antichi affreschi e dedicata al santo da cui il borgo prende il nome. Ad accoglierci Antonella Burg che qui si dedica alla coltivazione di cereali e ortaggi, tra questi la Rosa di Gorizia, varietà locale di radicchio rosso (Cichorium intybus della sottospecie sativum) tipico della zona. In segno di ospitalità viene offerto un calice di preziosa Ribolla Gialla – Lamorosa Brojli, impossibile rifiutare!

Il tempo di un battito d’ali e si riparte, il percorso si snoda all’ombra di alte querce, imperturbabili aironi cenerini sondano le “fuesse” (canali) alla ricerca di cibo, ci dirigiamo verso Terzo d’Aquileia con destinazione Villa Cassis Faraone. Una stradina di servizio ci introduce direttamente nel bellissimo parco di questa antica villa nata sulle ceneri di una dimora ancor più vetusta, fu distrutta da un incendio nel 1895. Un grande prato all’inglese circondato da alti alberi che ne fanno da cornice, grosse funi tese all’ombra a disposizione per assicurare i cavalli, qui la sosta sarà più lunga. Siamo ospiti del Conte Mautner Markhof Theodor e Signora qui a Villa Cassis, sistemati i cavalli entriamo nel giardino privato per degustare un aperitivo all’ombra di questa villa parte del patrimonio creato da Pompeo Cassis nato a Trieste nel 1794, figlio del “Grande Doganiere” Antonio Cassis Faraone.  

L’atmosfera è piacevole, le prelibatezze e il buon prosecco DOC aiutano a socializzare, comodi lettini disposti all’ombra invitano a una piccola siesta, alcune dame ne approfitta per rilassarsi, andare in carrozza “stanca”; ancora un’ennesima volta la nostra clessidra segna tempo preme, sulle note della tromba si richiamano i Driver e groom a preparare cavalli e carrozze, è tempo di riprendere la via. La tentazione è forte e due cavalli “monelli” ne approfittano per una bella rotolata sull’erbetta verde del prato, una bella scrollata a indicarne l’ottimo gradimento, poi via si vestono i finimenti, si agganciano le carrozze salgono gli equipaggi e via. Prossima destinazione l’agriturismo di Villa Asiola dove ci attende la sosta per il pranzo.

Villa Asiola, antica villa ristrutturata in modo sapiente, di essa si conoscono attestazioni risalenti al 1174 quando nel periodo pontificio di Alessandro III la villa era proprietà di Gionata, canonico della Basilica di Aquileia. In seguito residenza estiva di Elisa Baciocchi Bonaparte, sorella di Napoleone. Con la sua scomparsa, Trieste 1820, i possedimenti passarono in eredità ai suoi due figli, Federico Napoleone e Napoleone Elisa. Ristrutturata mantenendo il carattere rurale quale peculiarità fondamentale, e contemporaneamente dotandola di ogni comfort. Grandi alberi di noce ci hanno offerto una gradevole ombra, un antico pozzo ci ha fornito acqua freschissima per dissetarci, la gentilezza del gruppo “Amici del Borgo” che lodevolmente hanno lavorato per rimpinzare le nostre pance con la stupenda porchetta cotta al forno dall'intraprendente Socio Samuel Muccin che ogni volta ci svela qualità nascoste; all'assaggio cottura perfetta!

Tempus fugit "il tempo fugge", le note della tromba ci richiamano alla ripartenza, impigriti dal lauto pranzo riprendiamo il nostro lungo peregrinare, prossima tappa l’agriturismo Tarlao.  Siamo in località Colombara, sembra una cascina normale, ma non lo è: Tarlao una azienda vinicola dove si fondono la campagna, le piante, la natura, l’amore dell’uomo del clima e delle stagioni. Poi le uve vengono portate in cantina, ma qui comincia un’altra storia, mentre quella vera si fa sotto il sole e con la pioggia, da gennaio a dicembre, dall’alba al tramonto. Come sempre. Una curiosità: la casa, pietre e legno con la curiosità di un foro, fatto sul pavimento della camera-soffitto della cantina, locale dove venivano custoditi i prodotti alimentari, ha un foro per la canna dello schioppo, perché una volta ai ladri di carne si sparava…..

Arrivati all’incrocio, lo attraversiamo seguendo le indicazioni (frecce rosse), inoltrandoci così nella campagna. A nord si stagliano le alte vette che uniscono il Friuli alla Slovenia e alla Carinzia; a est invece si vede il carso goriziano e più a sud quello triestino. Passiamo per le località Casa Bianca e Crocara; i terreni si adeguano ai percorsi dei fiumi di risorgiva e di scolo, formando precise linee geometrie che ci attestano le grandi opere di bonifica attuate negli anni 1925-30. Attraversiamo il ponte sul fiume Tiel, il cui nome deriva dall’antica divinità celtica Telo, e entriamo a San Lorenzo, frazione di Fiumicello molto conosciuta per la coltivazione delle pesche. Tra pini marittimi e valli per la pesca, arriviamo alla cantina Puntin.

Una veloce sosta per assaggiare le specialità che Dario Puntin produce traendo i suoi vini da questa terra che è stata zona di coltivazione, commercio e consumo di vino fin dall’antichità, come raccontano le testimonianze degli antichi scritti e ritrovamenti di anfore e coppe da vino. Si fa in fretta a dire vino! Dario produce e imbottiglia sette tipologie di vino: Friulano, Pinot Bianco, Cantius Bianco, Merlot, Cabernet Franc, Refosco dal Peduncolo Rosso, Cantius Rosso, praticamente per tutti i gusti!! In lontananza si intravede il campanile della Basilica, nostro punto di arrivo al termine di questa prima giornata in carrozza; riprendiamo le bianche strade costeggiando una piantagione di meli.  Un balzo a terra per raccogliere alcune mele cadute lungo il fossato è d’obbligo, saranno il gustoso premio per i nostri infaticabili cavalli.

La nostra prima giornata in carrozza si conclude qui nel prato antistante la Basilica, è stata una giornata intensa per tutti, certamente si è dato il massimo, non possiamo che complimentarci con Marco Puntin, fautore di questo incredibile evento, che con la collaborazione di familiari, amici, parenti e con un dispendio di tempo ed energie, l’abbiamo visto un po’ dimagrito, ha reso possibile questo evento;
GRAZIE MARCO.
Ma la giornata anche se il sole sta calando non è ancora terminata, stasera tutti a CA’TULLIO per la tradizionale cena con la consegna del ricordo di partecipazione alla 1 EDIZIONE “JULIA AUGUSTA 2020”.

A BREVE IL REPORTAGE DELLA GIORNATA DI DOMENICA "AQUILEJA IN CARROZZA"

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