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15/01/2018
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Work a Villa Manin

Villa Manin

Quando la Tradizione parla A.F.A.C

Non hanno inventato né la Tradizione né i Concorsi, ma allo sviluppo e alla popolarità dell'una e dell'altra hanno dato un contributo notevole con l'inizio del Concorso Nazionale di Tradizione Villa Manin 2012, diventato Internazionale nel 2013. Se allora il punto di riferimento erano i Concorsi d'oltralpe, oggi possiamo dire a pieno titolo che il CIAT di Villa Manin, grazie all'aggressiva sfida dei Soci A.F.A.C è a pieno titolo un evento che l'Europa ci invidia. Questo grazie a un gruppo di persone che ci hanno creduto e ancora oggi ci credono, rimboccandosi le maniche ogni volta lavorando duro e con passione, accomunati da quella maglia azzurra che ogni volta mette le ali e vola alta nel cielo.

Entrare nell'anfiteatro vuoto di Villa Manin ti provoca una reazione sconcertante, è come appoggiare l'orecchio a una conchiglia gigante, quelle che ti fanno sentire il rumore del mare, quasi si portasse dentro l'azzurro del mare con le onde e le sirene e l'azzurro del cielo con le aquile che ti volteggiano sopra. L'azzurro; il colore dell'A.F.A.C,  il colore di una maglia che ogni Socio indossa con onore, osservando che lo stemma sia proprio all'altezza del cuore, quasi fosse una seconda pelle che accomuna e ti porta in simbiosi con gli altri amici a formare una squadra inarrestabile. Un gruppo che ogni volta si rinnova inglobando nuove leve di giovani, desiderosi di poter portare il proprio contributo in modo semplice che è sempre la cosa più difficile da fare.

Una maglia dal tessuto forte, che sà resistere agli strappi e alle tensioni perchè formata da vera gente di cavalli, abituati alle fatiche, avvezzi a non arrendersi per poco. Lavorano di squadra, perchè la squadra è vincente, ognuno con un compito preciso, discusso e assegnato con chi sovraintende e ne gestisce la regia, consapevole che un piccolo strappo può pregiudicarne l'esito. Tutto è stato organizzato, pensato in ogni dettaglio, perchè i dettagli fanno la differenza, quella differenza che i concorrenti italiani e stranieri sanno riconoscere ed apprezzare. Come sanno apprezzare il lavoro e lo sforzo organizzativo per realizzare un evento di questa portata, partecipando a quel clima di amicizia e fratellanza che si istaura davanti a un piatto di salame ed ad un bicchiere di "verduzzo" che da queste parti è speciale.

C'è sempre una percentuale di rischio, nella rincorsa alla gloria e al successo, ed è bene ogni tanto soffermarsi  a meditare sul rovescio della medaglia, evitando di dare tutto per scontato. Un rovescio fatto da abbandoni dell'ultimo minuto che avviliscono coloro che nell'ombra hanno a lungo tribolato per farci divertire,  saranno i tempi che cambiano o forse è cambiata la gente di cavalli. Anche questo è stato messo nel conto di questo sport, dove ci vuole politica e diplomazia, per gestire tutto e tutti al meglio sempre con l'atteggiamento giusto di chi sa volare alto, in questa sfida che ogni anno si ripete e nella quale gli uomini azzurri credono. Potremmo fare un elenco di nomi, rischiando di dimenticarne alcuni, vogliamo solo proporvi una carrellata di immagini, per ringraziare tutti quanti si sono messi a disposizione dando il loro piccolo o grande contributo a questa squadra chiamata A.F.A.C.  GRAZIE A TUTTI.

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